Home Aziende in vetrina Il Millepiedi, la creatura della famiglia Basalto: scarpe per tutti a Chiavari, con una vastissima clientela che arriva da tutto l’entroterra

Il Millepiedi, la creatura della famiglia Basalto: scarpe per tutti a Chiavari, con una vastissima clientela che arriva da tutto l’entroterra

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Il Millepiedi nell’immaginario collettivo è un insettone dalle tante, troppe zampe. L’artropode che nella realtà mai arriva a possedere un numero di ‘protuberanze’ pari al nom è prima che una insegna e un titolo un auspicio per un negozio che vende calzature. Sarebbe un castigo divino per chi fosse costretto a calzarlo, sarebbe una manna per chi opera in una categoria merceologica che conosce – al pari di tante altre pure considerate essenziali (le forniture di vestiario dovrebbero esserlo…) – la contrazione del volume di affari per motivi esogeni quanto endogeni.

Avere scelto di chiamare così il negozio aperto 35 anni fa in via Castagnola 14 a Chiavari si è rivelata scelta azzeccata perché l’esercizio di proprietà e gestito dalla famiglia Basalto è diventato un bastione del variegato e mutevole panorama chiavarese: considerati i tempi e la durata degli esercizi commerciali del centro città superare i tre decenni equivale a diverse ere merceologiche.

Un bastione saldo proprio perché affidato alla stessa direzione che se lo tramanda di generazione in generazione, siamo già la seconda, potremmo puntare una terza visto che la titolare Elisa, socia con il padre Marco nell’azienda di famiglia, ha allungato la linea dinastica di un altro tratto.

“L’erede è ancora piccolo, vedremo – si schermisce Elisa – L’importante è che il… ‘fortino’ regga. Papà Marco assieme a mamma lo fa dal 1987, io mi sono aggiunta nel 2017”. Lei e il padre sono soci, e lavorano sei giorni su sette, senza badare a festività e ferie. “Uno dei punti di forza de Il Millepiedi – concorda Elisa – è quello di essere aperto anche di domenica, compreso il pomeriggio. Uno sforzo che la clientela apprezza particolarmente. Inoltre il fatto di avere una grande varietà di marche e di tipi di calzature ci ha permesso di ‘fidelizzare’ una parte della clientela e al contempo non rimanere fossilizzati su un tipo di consumatore e di genere di scarpa da proporre”.

Infatti Elisa se deve fare un identikit del frequentatore barra consumatore di Millepiedi punta sul tipo: “Famiglia al completo proveniente non solo dalla città ma dai dintorni, con vasto interessamento dell’entroterra”. Dalle vallate arrivano a frotte. “Tra i primi posti che mi vengono in mente: San Colombano, Casarza, Gattorna. Persone che nel tempo hanno stretto con noi un rapporto che va oltre quello tradizionale esercente-consumatore. Papà, mamma, bambino che la domenica fanno un salto qui ed è per noi un punto di onore far sempre trovare loro quello che cercano”.

Il consumer-friendly declinato al genovese. E allo stesso tempo l’accortezza di evitare l’immobilismo, il rimanere abbarbicati su posizioni e mentalità che il rapido evolversi della società impedisce di conservare senza sforzo. Quando aprì nel 1987 il negozio spiccava nel quartiere Sampierdicanne come un fiore nel deserto. Oggi è attorniato da concorrenti gagliardi, da un paio di anni a un tiro di schioppo ha aperto anche un ‘iper’ retailer del settore. E Millepiedi ha parato il colpo? “Fortunatamente noi e loro proponiamo marche diverse. Potrà stupire ma penso che noi e loro si possa coesistere senza sforzo. Proposte diverse per persone (mai da queste parti i clienti vengono ridotti alla categoria consumatore ndr) diverse”.

Schivata la prima botta, ci sono state altre mazzate che avrebbero potuto stendere anche esercizi commerciali assai più grossi e strutturati. Nel 2002 e 2014 le mattane del Rupinaro, eventi alluvionali che hanno interessato chiunque si trovasse lungo il corso del rigagnolo fattosi per qualche giorno rapida impazzita. Il Millepiedi aveva le estremità inzuppate, si è rimboccato le maniche e l’ha sfangata (in ogni senso) come impone lo stile della famiglia Basalto senza strepiti, con coerenza, a testa alta. Poi le crisi, economiche, sanitarie, le chiusure. Altri proiettili impazziti, schivati con stile.

“Nel periodo Covid ci siamo organizzati. Abbiamo acquisito le autorizzazioni necessarie per poter vendere online e consegnare gli ordini a domicilio. E abbiamo continuato a tenere aperto, il che era importante anche dal punto di vista del morale”. Un altro smacco inflitto a chi sostiene che chi è piccolo e autonomo non possa sopravvivere nella morsa dei franchising, delle chain stores e dei giganti online. Si può coesistere, si può persino andare in battaglia con le proprie armi. Per esempio il clima.

Se l’estate nel Tigullio dura sei mesi, quasi meglio che alle Maldive, ecco che Millepiedi propone sandali di ogni foggia e prezzo. “In effetti penso che i mesi scorsi siano stati lavorativamente tra i migliori degli ultimi anni. Sì, è vero, noi lavoriamo tanto in base al tempo: e quest’anno ha fatto caldo da marzo sino a ottobre inoltrato, ne abbiamo ‘approfittato’ anche noi. In inverno magari c’è un rallentamento ma niente di preoccupante. E dai segnali che abbiamo, penso che si possa essere moderatamente ottimisti anche per il futuro non immediato”.

Elisa Basalto fa onore al motto che papà Marco ha voluto mettere in bella evidenza sulla loro pagina Facebook. “Millepiedi: barcollo ma non mollo!”. Aperti da più di trent’anni, doti di equilibrio innegabili. Una saggezza solida come la roccia-cognome. Sovviene l’immagine alla quale accostare il ‘peluchone-one’ appeso al soffitto, visibilissimo sin dall’entrata: il Brucaliffo che in Alice nel Paese delle Meraviglie ostenta indifferenza ma non riesce a celare la bonomia di chi ha visto tanto e capito molto. È lui a consentire alla protagonista di scoprire ciò che realmente serve, ciò che ha valore indiscutibile, in barba ai venditori di fumo sempre in agguato.

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