Home Approfondimento Cronache da Genova – La calamita del Terzo Polo continua ad attrarre interesse in città. L’apripista è stata Silvia Garibaldi a Chiavari

Cronache da Genova – La calamita del Terzo Polo continua ad attrarre interesse in città. L’apripista è stata Silvia Garibaldi a Chiavari

da Alberto Bruzzone

di FABRIZIO DE LONGIS

Come le calamite che a seconda dei poli, se vicine si attraggono o respingono, la politica vive da sempre un continuo sbilanciamento tra destra e sinistra. Ma da alcuni mesi in Italia questi contrappesi sono diventati tre e le reazioni si stanno misurando sempre più chiaramente anche a Genova. Infatti la creazione del Terzo Polo non è minimamente passata inosservata nel capoluogo ligure. Dimostrazione ne è il recente successo della presentazione del libro di Matteo Renzi, ‘Il Mostro’, tenutasi all’acquario di Genova venerdì scorso.

A guardare l’auditorium stracolmo, venerdì si misurava l’attenzione che da tempo la politica cittadina riserva alla creazione di Calenda e Renzi. La presenza in prima fila del sindaco Marco Bucci, habitué agli eventi del Terzo Polo, ne rappresenta forse l’aspetto più evidente.

Solcando le aule della politica, oramai dal voto nazionale di settembre, l’interesse verso il Terzo Polo è sempre più chiaro. “Da tempo si aspettava una forza politica con queste caratteristiche: concretezza e moderazione. Un centro trainante e progressista”, sintetizza un consigliere regionale presente in sala per Renzi. Perché è proprio fra le poltroncine dell’auditorium che stando ben attenti si intuiva la forza di questa nuova proposta politica. Presenti, infatti, erano in molti e non solo genovesi. A partire da una decina di sindaci del territorio, molto levante, di cui tanto Tigullio, fino a diversi ex. Non poche anche le associazioni, di quelle che pesano, come nella radicata tradizione sportiva della val Bisagno. E la curiosità non ha tardato a rilasciare il suo brusio, con chi si annotava la presenza di taluno o talaltra.

Alla fine è questa la forza che la macchina del Terzo Polo, guidata in Liguria da Raffaella Paita, ha dimostrato a Genova. Che bene o male, tutti si sono trovati in sala.

Quella di venerdì è stata l’ultima tappa di confluenza di quel movimento costante che in città si misura da tempo. I ‘ho chiamato Lella’ e i ‘ora scrivo un messaggio a Lella’, nelle ultime settimane sono diventati sempre più frequenti. Perché in molti ora si stanno interessando ai destini del Terzo Polo e non tardano a prendere contatti con Paita.

E qui il Tigullio sembra giocare la sua storica parte di ala moderata e volta al concreto dei fatti. Una combinazione ideale per il nuovo polo. Perché a tutti torna in mente l’esempio apripista della candidatura di Silvia Garibaldi a Chiavari, primo esponente a lasciare Forza Italia e a credere nell’unione d’Italia Viva e Azione. Prima candidata ufficiale in tutto il paese con i due simboli in comune. Per arrivare poi all’ingresso nella maggioranza e nella giunta genovese degli esponenti terzopolisti. Insomma, Genova e la Liguria sembrano rappresentare un ottimo laboratorio politico per la creatura di Renzi e Calenda. Una unione che sta trovando proprio in quest’asse centrista, un grande appeal. “Il Terzo Polo piace soprattutto ai moderati scontenti. Destra o sinistra. Liberali o socialdemocratici”, chiosa un sindacalista.

E da Genova, dunque, arriva un segnale chiaro ai futuri assetti politici. “Non a caso gli esponenti del Terzo Polo a Genova pesano. Pesano perché sanno fare e fanno”, spiega un ex assessore regionale, illuminando il fatto che nella maggioranza Bucci siedono due esponenti del Terzo Polo che oggi sanno far valere il loro lavoro, ossia Mauro Avvenente e Davide Falteri.

Non è un segreto che da almeno due anni, ossia dalle elezioni regionali del 2020 che hanno riconfermato Giovanni Toti alla guida di De Ferrari, gli assetti politici genovesi siano in tumulto. La grande ascesa del Presidente della Regione è stata ridimensionata dalla progressiva discesa alle elezioni comunali, maggio 2022, e soprattutto da quelle politiche, settembre scorso. La Lega non sembra ritrovare la spinta del primo periodo salvinista e Fratelli d’Italia non raggiunge i livelli dell’exploit nazionale per ovvie fondamenta culturali della città. La sinistra però non sembra passarsela meglio. La corazzata Pd si trova in profonda crisi da tempo e il Movimento 5 Stelle vive la debolezza insita dalle sue contraddizioni e dalle scissioni interne, anche qui a Genova precorritrici del quadro nazionale.

In questo assetto politico si inserisce l’interesse terzopolista. Da chi soffre l’attivismo di alcuni esponenti, civici o politici, a chi sembra guardare a una svolta che a taluni appare radicale. “Forse è il Terzo Polo che ci può guidare in una vera terza repubblica”, chiosa un manager di lunga esperienza che con gusto ha assistito alle chiacchiere fra Renzi, Bucci e Paita che hanno preceduto la presentazione di venerdì. Perché questo sembra riscontrare il Terzo Polo a Genova e in Liguria: una grande richiesta di concretezza, che in un periodo di recessione e difficoltà famigliare, diviene ancor più la ricetta fondamentale.

Ricetta che, da venerdì scorso oramai appare chiaro, conta non pochi occhi puntati addosso, quando nel mirino della politica vi sono già alcune future e prossime sfide non da poco nell’assetto della regione. Leggasi Sarzana, Sestri Levante e Camogli, giusto per citarne alcune. E allora, guardando i sorrisi di chi ha lasciato l’acquario venerdì, a molti è apparso che la calamita del Terzo Polo oggi attragga non poco in città.

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