Home Aziende in vetrina La Signora del Paralume: Virginia De Ferrari e la sua attività a Rapallo, sempre più apprezzata

La Signora del Paralume: Virginia De Ferrari e la sua attività a Rapallo, sempre più apprezzata

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Specializzarsi è, nell’era della generalizzazione scomposta, una forma gentile di resistenza. In dissenso silenzioso con chi vanta competenze multiple Virginia De Ferrari, la ninfa custode della Casa del Paralume, ha scelto di preparare, decorare e vendere a chi li apprezza, e non sono pochi, le coperture esteticamente accattivanti e allo stesso tempo funzionali su lampade e altre fonti di irradiazione luminosa.

Minimalismo commerciale? Piuttosto intuizione di un bisogno e conseguente sfruttamento di un segmento di mercato che forse era di nicchia e che lo sta diventando di meno adesso che tornano di moda i canoni di severa eleganza.

La ragazza – 37 anni alleggeriti dalla tara della seriosità grazie a una risata contagiosa – aveva un talento e ha provato a sfruttarlo. L’istinto per gli affari in felice connubio con la sapienza per il decoro. Un paralume griffato da Virginia arreda quasi senza concorso di altra mobilia, un punto luce effettivo che accarezza lo sguardo più che abbagliare la retina con una valanga di lumen, in sintesi orna senza aggredire.

La voce sommessa del bon ton si leva da una sede appartata ma facilmente raggiungibile, a Rapallo, in passo Marconi (una traversa della più nota via Volta) al numero 14. Da più o meno 18 mesi potete ivi trovare La Casa del Paralume. La via diretta anche nell’insegna – “questo sono, questo faccio” – a conferma della chiarezza di intenti. Il negozio è neonato, la padrona di casa è alle prime armi solo come commerciante.

L’arte della ‘paralumeria’ è stata il suo pane fin da quando era bambina, oggi prova a usarla per il companatico. “Si tratta di passione – obietta Virginia – forse condita da un po’ di vanità perché mi piace che i clienti apprezzino i miei lavori, tenderei ad escludere l’avidità (una risata come sottofondo, ndr). Sono datrice di me stessa, non ho orari né lunghi periodi di vacanza, c’è sempre un cliente che mi chiede un lavoro complicato, un pezzo da rivedere, una richiesta complessa da assolvere. Io mi sforzo di adempiere a ogni richiesta. Finché durano le forze e resiste l’entusiasmo vado avanti”.

Grossi dubbi su questo non ce ne sono; basta ascoltare il percorso compiuto dall’arredatrice per arrivare sin qui per convincersene. “Avevo otto anni quando ho cominciato a ‘pasticciare’ con i paralumi. Prima un divertimento, poi una cosa seria, prima come aiutante, poi come artigiana. Fino a un anno e mezzo fa senza una bottega, lavoravo da casa. Poi ho deciso di fare un ulteriore passo e ho aperto questo negozio”.

In un momento storico quanto meno poco propizio. “Qualche mese complicato c’è stato, tuttavia niente di irreparabile. E in contrapposizione ho avuto il riscontro positivo del pubblico. Sapevo di partire da un evidente vantaggio: di negozi simili, specializzati in copertura di lampade, credo ce ne siano 5 al massimo 6 in tutta Italia. In Liguria non ho rivali”.

Per ogni evenienza ha scelto con cura luogo e offerta. “Non potevo permettermi di affittare un vano in Carruggio e dintorni dove le rette mensili sono fuori dal mio budget, ho cercato un posto non troppo lontano dal centro città, con un buon parcheggio per auto a portata di mano, e l’ho trovato quasi subito. Ho anche pensato di ampliare le scelte: vendo le mie creazioni e sono pronta a restaurare quelle altrui, inoltre posso intervenire sulla parte elettrica, con decori e riparazioni, specializzandomi nel cosiddetto ‘Shabby’, il restauro di pezzi rotti, stoffe stracciate e similia”.

Passò pochissimo tempo e fuori dalle vetrine di passo Marconi c’era la fila. Chi non venne conquistato dalle capodopera di Virginia esposte in vetrina fu convinto da chi le ha provate, acquistate, viste rinascere a nuova vita, come in una clinica per oggetti dati per spacciati. Il passaparola, imperante l’advertising telematico, è ancora un potente supporto per chi ha bisogno di farsi conoscere. “I giudizi di chi ha acquistato oppure si è rivolto alla sottoscritta per un restauro sono importanti”.

Ad oggi le valutazioni positive si sprecano. “La maggioranza dei contatti sono con persone che vogliono sistemare la vecchia lampada di famiglia o sono preoccupate per l’abat jour antica e preziosa che accusa il peso del tempo e il logorio dell’uso. Al momento direi che l’ottanta per cento degli interventi è di questo tipo”. Il restante è frutto della inesauribile fantasia della signora De Ferrari. “Le creazioni originali stanno guadagnandosi il loro spazio. Molti entrati per chiedere una riparazione sono usciti avendo acquistato per loro o per un regalo una mia proposta”.

Anche perché le ‘De Ferrari’s Original’ catturano l’occhio dell’intenditore. Non solo a Rapallo. “Quest’estate, con le ondate di turisti che hanno invaso la Riviera e Rapallo in particolare, ho ampliato e di molto la mia ‘area di notorietà’. Persone di Milano e Torino, qui in vacanza, hanno varcato la soglia del negozio. Mi hanno confessato che sono state colpite dalla proposta, di qualità e a prezzo molto, ma molto inferiore a quanto veniva loro chiesto a domicilio. Non voglio vantarmi: è chiaro che da noi costi e richieste sono tarate su un mercato forzatamente ristretto”.

Fino ad un certo punto, dato che La Casa del Paralume ha valicato i confini. “In crescita anche la clientela non italiana. Ho ricevuto ordini dalla Svizzera”. Pensate se la signora Virginia decidesse di fare pubblicità sul serio. “Non sono un tipo social. C’è la pagina Facebook del negozio, una invenzione di mia figlia che è anche la mia media manager. Io sono una tizia all’antica, per fortuna che c’è lei”. Sicuramente è così anche se le doti umane di Virginia sono un valore aggiunto mica da ridere. Mentre sta parlando entra in negozio una signora che ha un problema: un suo vecchio lampadario a gocce ha le coperture dei lumi che stanno andando a farsi benedire. Se la sentirebbe la gentile signora De Ferrari? La risposta quasi commuove la signora non ligure, forse abituata da queste parti a troppe risposte in stile ‘Torte di Riso finita…’ “Ma certo, mi porti il lampadario oppure mi mandi una foto e decideremo insieme come possiamo intervenire, se è il caso di salvare o di rifare. Quando? Quando può, io ci sono sempre. Le do il numero e la mail”.

A proposito, sono rispettivamente 334 306 8137 e virgideferrar5891@virgilio.it. Una risposta che rivela altri aspetti sorprendenti della ‘Signora dei Paralumi’. Non solo lampade, alla bisogna anche poltrone e sedie antiche con imbottiture di pregio. E poi lampadari, abat jour che spesso imbarcano faretti e luci di cortesia. Anche questi non hanno segreti per lei? “Ho fatto parecchia pratica e ho acquisito una certa esperienza da elettricista. Seguendo un filo, in questo caso elettrico, ho imparato molto su circuiti e interruttori. Tanto che ho potuto rifare l’impianto elettrico di casa mia senza aiuti esterni”. Ecco spiegato perché è così brava a creare la penombra. È lei il punto luce, la ‘One woman band’ che si è rimboccata le maniche e ha costruito dal niente una attività. Una bottega di una volta, dove c’è una dotata decoratrice che ha anche il senso dell’arredatrice, il fiuto della mobiliera e la inclinazione dell’elettricista. Pronta alla bisogna, erede di una ormai rara specie di artigiani e artisti, gente del fare e non del pietire aiuti al vicerè o ai suoi odierni imitatori.

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