Home Approfondimento Si apre il sipario sul Teatro Cantero: commedia o farsa? Si riparla di fondazione, ma è difficile crederci

Si apre il sipario sul Teatro Cantero: commedia o farsa? Si riparla di fondazione, ma è difficile crederci

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Ma questo Cinema Teatro Cantero di Chiavari riapre o no? C’è una seria, reale e concreta prospettiva di veder ripartire la storica sala di piazza Matteotti, oppure siamo di fronte all’ennesimo annuncio?

È dal 2017, esattamente il 31 dicembre, che non si svolge più una sola attività all’interno di questa struttura, è dal 1° gennaio del 2018 che si susseguono le promesse e gli impegni per riportare in auge quello che è, a tutti gli effetti, l’unico teatro tra Genova e La Spezia, se si fa eccezione per il Sociale di Camogli.

La riapertura del Cantero è stata oggetto già di due campagne elettorali, mentre l’attuale proprietà, la famiglia Dallorso, ha spesso indicato prospettive, poi purtroppo disattese. Il Cantero doveva essere gestito da una fondazione, poi doveva diventare una sorta di cafè-chantant, poi doveva sparire la platea, poi dovevano comparire i tavolini, poi i tavolini dovevano stare sul palco, poi mancavano i permessi, poi c’era di mezzo la Soprintendenza, poi il Comune, poi, poi, poi… Tanto che, alla fine, non ci crede più nessuno e l’ennesima riunione dei giorni scorsi a Chiavari, a Palazzo Bianco, con tanti sindaci del territorio e nulla di concreto in mano, non fa che alimentare nebbia su nebbia.

Dispiace dirlo così, ma qualcuno lo deve pur dire: che a fronte dell’ottimismo manifestato dall’amministrazione comunale non c’è un solo discorso ufficiale, non c’è nulla di messo nero su bianco. Certa stampa locale che riprende i comunicati stampa di Palazzo Bianco senza alcun tipo di contraddittorio (a noi non arrivano neppure, tanto per dire), punta dritta sul fatto che il Cantero riaprirà, ma il primo a spegnere gli entusiasmi è lo stesso sindaco Federico Messuti, quando parla di “almeno cinque anni di lavoro”, cioè anche più del suo mandato.

Immaginando che tutto possa filare liscio, saranno quindi passati dieci anni dall’ultima proiezione. E che costo potrà avere riaprire una struttura che peggiora ogni giorno in più in cui rimane chiusa? Un segnale positivo c’è: ed è quello di aver creato intorno al Cantero un vasto movimento d’opinione. Nel senso che, a fronte di una cittadinanza sempre più disillusa, c’è un gruppo di amministratori del territorio che si sono messi insieme per il comune obiettivo, provando a ripercorrere quell’esperimento virtuoso creato per la candidatura del Tigullio a Capitale Italiana della Cultura per il 2024 (il verdetto, poi, è andato a favore di Pesaro, ma il lavoro di tutto il territorio è stato comunque efficace): oltre a Chiavari, ci sono Carasco, Ne, Leivi, Zoagli, Rapallo, Sestri Levante, Lavagna, Castiglione Chiavarese, Lorsica, Casarza Ligure, Coreglia Ligure, Santa Margherita e Cogorno.

Il sindaco Messuti torna a rilanciare il discorso di “partecipare a una fondazione aperta a tutti, enti locali o realtà private con soci fondatori e sostenitori. La candidatura del Tigullio a Capitale della Cultura ha dimostrato che la collaborazione di tutti porta a grandi risultati, insieme possiamo costruire un progetto da presentare alla proprietà che ha manifestato la volontà di vendere la struttura. Sarà necessario unire le forze economiche e sociali per far diventare il teatro Cantero un contenitore con diverse progettualità”.

Già, ma chi paga? Come mai sino ad ora la proprietà non ha venduto? Non ha venduto perché, al netto dei discorsi, nessuno è stato concreto dal punto di vista economico. Ecco allora che viene più di un dubbio: chi metterà i soldi in questa fondazione? I comuni che hanno aderito al patto? Oppure si andrà a bussare alla porta degli enti sovraordinati? Oppure si cercheranno partner privati?

Riaprire un teatro è un’operazione complessa. Riaprire un teatro fermo dal 31 dicembre del 2017 è un’operazione ancor più complessa. Di solito, tutto questo avviene in maniera sobria, senza comunicati stampa e senza strombazzamenti della propaganda, soprattutto se tornano vive proposte vecchie almeno di cinque o sei anni. Fu sotto l’amministrazione Levaggi, e quindi già nel 2017, che si cominciò a parlare di fondazione. Non se n’è mai fatto nulla. Oggi non si è riusciti a fare alcun passo in avanti, se non nuovamente quello della fondazione?

La vicenda del Cinema Teatro Cantero torna ciclicamente agli onori delle cronache – questa almeno è la sensazione – quando si vuol spostare l’attenzione dei cittadini rispetto ad altre tematiche: leggasi il depuratore, leggasi via Trieste, leggasi tutte le altre partite aperte assai spinose che si trova di fronte la maggioranza che siede a Palazzo Bianco. Ma, si sa, è meglio raccontare di illusioni e mettersi una bella maschera per nascondere la realtà: d’altra parte, parliamo di un teatro…

Ti potrebbe interessare anche