Home Approfondimento Scuola, il direttore regionale Ponticiello: “Immessi 1600 insegnanti in ruolo e altri 4000 supplenti. La didattica outdoor? Va indubbiamente promossa e implementata”

Scuola, il direttore regionale Ponticiello: “Immessi 1600 insegnanti in ruolo e altri 4000 supplenti. La didattica outdoor? Va indubbiamente promossa e implementata”

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Sta affrontando il problema degli insegnanti di sostegno, promuove con convinzione la didattica outdoor, confida in una svolta della scuola in questo primo anno senza Covid e progetta il futuro anche grazie ai fondi del Pnrr, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza. A pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’anno scolastico 2022/2023, il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Antimo Ponticiello, racconta il proprio punto di vista e fa un bilancio di questi primi mesi in Liguria, dov’è arrivato prima dell’estate direttamente dal Ministero dell’Istruzione: qui aveva l’incarico di direttore generale della Direzione per l’inclusione e l’orientamento.

Direttore Ponticiello, partiamo dalle principali criticità di questo avvio di anno scolastico: carenza di insegnanti di sostegno e di personale Ata. Come si intende agire?
“Intanto ringrazio per questa intervista e proviamo insieme a fare chiarezza, così da comprendere che a parte situazioni isolate, il bilancio per questo anno è positivo. Rispetto al personale docente, abbiamo immesso in ruolo oltre 1600 insegnanti di cui circa il 25% è su posto di sostegno. Oltre alle immissioni in ruolo, abbiamo provveduto per i restanti posti scoperti a concludere circa 4000 contratti annuali di supplenza, di cui circa il 61% su posti di sostegno. Molte graduatorie sono state esaurite e i posti restituiti alle scuole per le nomine dalle graduatorie di istituto. A una settimana dall’inizio delle lezioni, ci sembra un risultato ragguardevole”.

E per il personale Ata?
“Per il personale Ata, premesso che i dirigenti possono nominare per necessità e urgenza sin dal primo giorno, anche qui le operazioni sono in via di conclusione. Abbiamo terminato le operazioni di immissione in ruolo per circa 300 candidati e ultimato 350 contratti di supplenza annuale. Per rendere possibile questa imponente operazione, gli uffici hanno sacrificato l’estate nella manutenzione delle Gps (graduatorie provinciali), nel caricamento delle piattaforme ministeriali, nel rispondere alle richieste degli interessati. Chi ha anche solo un po’ di memoria, ricorderà che le operazioni di nomina andavano avanti per settimane e settimane fino a non molti anni fa, mentre oggi abbiamo già ridotto di molto i tempi e riteniamo che il sistema attuale presenti significativi miglioramenti. Infine, abbiamo anche coperto in tempo utile tutti i posti scoperti di dirigenza scolastica e di Dsga (direttore dei servizi generali e amministrativi), sia con incarichi nuovi sia con reggenze in assenza di candidati”.

Primo anno senza restrizioni anti Covid: come questo potrà migliorare la qualità dell’insegnamento?
“È un auspicio comune quello di poter vivere un anno scolastico con modalità relazionali che non siano condizionate da restrizioni e vincoli, ma per far questo non dobbiamo abbassare la guardia rispetto alla cautela e all’utilizzo delle misure di protezione, ove previste. Le scuole hanno maturato in questi anni esperienze importanti rispetto alle misure di prevenzione che non saranno dimenticate laddove, speriamo di no, sia necessario tener conto di un diverso quadro dei contagi. In piena pandemia, ci siamo riscoperti anche con nuove metodologie didattiche che torneranno sicuramente utili nella nuova ripartenza, resta tuttavia chiaro a tutti che le tecnologie non possono sostituire rapporti umani e la tanto attesa didattica in presenza”.

Antimo Ponticiello

Quanto è importante per il mondo della scuola aver comunque svoltato dal punto di vista della tecnologia e quanto è importante mantenere un certo tipo di strumenti?
“La scuola e le tecnologie presentano oggi una forte interconnessione, così da incidere in modo concreto sugli obiettivi didattici e formativi dei diversi percorsi scolastici. Ciò significa abbandonare la didattica tradizionale? No, si può però pensare di integrare le tecnologie con sapienza educativa, scegliere lo strumento giusto nel momento e nel contesto giusto, sviluppandosi in capacità e competenze. In questo, il lavoro ad esempio delle équipe formative territoriali si è rivelato un ottimo supporto per le scuole e ci auguriamo che anche altre esperienze di comunità di pratica possano migliorare la qualità dell’istruzione grazie a un sano utilizzo della tecnologia. Le risorse del Pnrr, in particolare quelle destinate a rinnovare i laboratori e le classi, vanno nella medesima direzione di implementare le dotazioni informatiche e tecnologiche presso le nostre scuole”.

Che situazione ha trovato in Liguria?
“La Liguria è una terra che racchiude, insieme a borghi di grande bellezza, a panorami di invidiabile varietà, una storia e una cultura di grande ricchezza, è un territorio in cui si avverte un forte senso di appartenenza da parte dei cittadini. La comunità scolastica porta avanti molte progettualità per avvicinare sempre più studenti e famiglie alla conoscenza del patrimonio storico-artistico avendo al contempo attenzione anche ai temi sensibili quali l’inclusione e l’integrazione”.

La scuola ligure scende per numero di studenti ma, in maniera inversamente proporzionale, sale per numero di studenti disabili. Come se lo spiega? Gli studenti oggi hanno più fragilità?
“Sono noti gli effetti della pandemia, si manifestano tuttora, sia in termini di maggiore fragilità negli apprendimenti sia di una certa fatica psicologica, che può sfociare talora in forme di disagio o purtroppo in alcuni casi di vere e proprie patologie. La tendenza demografica appena descritta è in realtà di carattere nazionale, di certo questa complessa evoluzione può essere uno stimolo per modulare opportunamente la didattica e accrescere la qualità del nostro sistema di istruzione, dove l’inclusione è un valore cardine fondamentale”.

Graduatorie Gps: è stato sistemato tutto?
“Grazie al lavoro certosino e continuo degli uffici, che ha accompagnato prima la fase di formazione delle domande e poi di valutazione dei titoli, le Gps sono state minuziosamente controllate e, laddove necessario, corrette rispetto a errori evidenziati dagli aspiranti. Trattandosi di grandi numeri, è inevitabile che nella cosiddetta fase di richiesta delle sedi non sempre i docenti sono stati soddisfatti sulla prima sede richiesta, ma ci risultano comunque numeri piccoli, considerando anche che molti candidati sono presenti anche in graduatorie di istituto e potrebbero poi di fatto ritrovare sedi più in linea con le proprie esigenze”.

Scuola e Pnrr: quali iniziative per la Liguria?
“Il Pnrr agisce sulla scuola in modi diversi, sia direttamente attraverso i finanziamenti erogati alle istituzioni scolastiche, sia attraverso i bandi a favore degli enti locali. La quantificazione delle risorse: 27 milioni per trasformazione delle aule in ambienti innovativi di apprendimento; quasi 10 milioni per realizzazione di laboratori per le professioni digitali del futuro; 11 milioni per riduzione dei divari territoriali nella scuola secondaria di I e II grado. Il Ministero, nell’ambito della creazione della struttura di missione per la gestione del Pnrr, si è dotato di un gruppo di supporto nazionale, in parte operante a livello centrale, in parte operante sui territori, e anche la Liguria ha il suo gruppo regionale che ha avviato il lavoro con un piano di autoformazione e con l’avvio delle interlocuzioni con i soggetti responsabili delle gestioni, in particolare la Regione e gli enti locali”.

Il suo predecessore, Ettore Acerra, raccomandò molto alle scuole il percorso della didattica outdoor. Lei come la pensa su questo punto?
“La Liguria, per la sua speciale configurazione orografica, per la vicinanza del mare alle catene montuose, per la presenza di sistemi di sentieri (penso ad esempio all’Alta Via dei Monti Liguri) o di percorsi ciclabili, ma per la ricchezza ancora presente di giardini, ville, parchi, è territorio talmente adatto a un approccio outdoor alla didattica che ritengo la raccomandazione di Ettore Acerra quanto mai opportuna. Prova ne sia che molte scuole, in tutte le province, abbiano arricchito il loro piano dell’offerta formativa con proposte didattiche all’aperto. In più, mentre ricorre la settimana della mobilità sostenibile, non va dimenticato che anche attraverso iniziative come il ‘Pedibus’ o il ‘Bicibus’ i nostri ragazzi sono incentivati ad assumere sane abitudini, a imparare a muoversi e a conoscere sempre meglio e più da vicino il proprio quartiere, il paese, il territorio con la lentezza che sola ci consente di cogliere particolari, incrociare sguardi, tessere relazioni amicali con i compagni, stimolare stili di vita sostenibili e intelligenti”.

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