Home SportArti marziali CSK 1978, il peggio è ormai alle spalle, ma il maestro Evro Margarita insiste: “Dobbiamo essere riconosciuti come altri sport”

CSK 1978, il peggio è ormai alle spalle, ma il maestro Evro Margarita insiste: “Dobbiamo essere riconosciuti come altri sport”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Evro Margarita non è un presidente qualsiasi. Oltre alla sua creatura, il CSK Lavagna-Carasco-1978, dirige anche la Fesik – Federazione Educativa Sportiva Italiana Karate e Discipline Associate – ente che è riconosciuto dallo Stato ma che non riesce a ritagliarsi uno spazio all’interno del Comitato Olimpico, internazionale e non. Margarita ne è vicepresidente, braccio destro del presidentissimo Sean Henke. Ed è pure ai vertici dell’organizzazione mondiale di cui fa parte la federazione italiana.

Il suo osservatorio privilegiato gli consente di stilare un rapporto accurato dello stato dell’arte negli sport di contatto e nella fattispecie del karate. Ai microfoni di Liguria Sport dice: “Nella stagione in archivio, dal punto di vista agonistico i miei allievi sono stati tutti bravi. Risultati importanti sia per i più grandi e finalmente per i bambini. Dopo diversi anni abbiamo ricominciato a portarli alle gare e hanno fatto bene. In sintesi abbiamo piantato un altro semino”.

Il CSK 1978 ha il non trascurabile vantaggio di poter operare su tre piazze. “Oltre alla sede storica a Lavagna nella palestra Riboli, da oltre dieci anni siamo a San Salvatore e da poco anche a Carasco, con una sezione distaccata affidata a uno dei miei ragazzi più grandi, Luca Moretti”.

Il peggio è alle spalle: “Mah, c’è ancora da stringere i denti: il Covid che non è ancora un ricordo, il rincaro delle utenze (gas, acqua, luce) non agevolano certo lo svilupparsi di nuovi progetti. Per essere ancora più chiari: il futuro non è roseo sia dal punto di vista amministrativo che da quello economico. Il 2021-22 è stata una stagione in salita, c’è stata una certa ripresa, ma, in termini numerici, siam ben lontani dal ripristinare i numeri ante Covid. Si prospetta una stagione 2022-23 velata da alcune incertezze”. Il rammarico è sempre lo stesso: “Il ragionamento va fatto ricordando che noi siamo società che praticano uno sport povero e di élite allo stesso tempo. Se non abbiamo un numero sufficiente di tesserati, stentiamo a chiudere i conti. Spero che da Roma, e giù giù a scendere alle altre realtà amministrative si ricordino delle ‘altre’ realtà sportive. Le piccole, che fanno la differenza. Le Asd in particolare vanno aiutate”. Unica consolazione, l’essere tornati a consegnare attestati e attribuire cinture.

“<Dopo due anni di attività ferma o parziale il nostro club è finalmente tornato nella sede ‘storica’ di esami, ovvero il Palazzetto dello Sport di Carasco, per chiudere l’anno sportivo con i passaggi di cintura per i propri allievi. Davanti a una nutrita commissione d’esami costituita – oltre che dal sottoscritto dai maestri Roberto Brunori, Vincenzo Tavino e Luca Moretti – anche da alcune Cinture Nere del CSK, i futuri (si spera) tecnici del nostro sodalizio, si sono presentati oltre 60 candidati alla cintura ‘superiore’”.

Dopo tre ore di prove, con esecuzione dei programmi federali e dei kata previsti per ogni step di grado, tutti i candidati sono stati riconosciuti idonei alla nuova cintura. Più che soddisfacente il livello medio dei praticanti con alcune punte di ottimo karate che, ovviamente, ha riempito di soddisfazione la Commissione e il pubblico presente”.

La fiamma è alimentata, la legna è buona, speriamo non venga a mancare l’ossigeno, leggi finanziamenti statali.

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