Home Approfondimento Vince l’astensione, il sindaco votato da due chiavaresi su dieci, il tardivo soccorso della destra non incide, la sinistra da sola non va da nessuna parte. Già pronta la squadra di Messuti

Vince l’astensione, il sindaco votato da due chiavaresi su dieci, il tardivo soccorso della destra non incide, la sinistra da sola non va da nessuna parte. Già pronta la squadra di Messuti

da Alberto Bruzzone

(r.p.l.) Mai così pochi. Potrebbe essere questo il titolo a commento del risultato delle elezioni comunali di Chiavari. La tendenza nazionale non basta a spiegare una percentuale di affluenza mai così bassa in città, la partecipazione al voto a Chiavari, 34%, è ben al di sotto della media dei comuni andati al ballottaggio in tutto il Paese, che ha superato quota 42%.
L’emorragia di votanti non sembra volersi arrestare, in 30 anni sono stati persi oltre 10.000 elettori chiavaresi, 3.400 rispetto al 2017.

Netta e scontata la vittoria di Messuti
Difficile immaginare un risultato diverso dopo l’exploit del primo turno, come previsto è l’espressione della maggioranza uscente ad aggiudicarsi la corsa a Palazzo Bianco. “Il nostro gruppo ha presentato un programma di continuità di quanto fatto dalla Giunta di Marco di Capua. Ci metteremo subito al lavoro per portare avanti i programmi tracciati e individuare nuovi obiettivi da raggiungere”, commenta a caldo il neoeletto sindaco.

L’endorsement non porta voti, anzi…
La percentuale netta d’affermazione del vincitore – il 62,34% delle preferenze – nasconde però un dato sorprendente: una marcata diminuzione di voti rispetto al primo turno, con quasi 500 croci in meno sul nome di Messuti.
Il dato desta ancora maggiore stupore se si considerano gli endorsement di Toti e Rixi di queste settimane in favore del candidato di Avanti Chiavari. L’elettorato di centrodestra sembra non aver seguito le indicazioni del presidente della Regione e del segretario regionale leghista, uno scollamento tra i vertici e la base che meriterebbe un’analisi approfondita.

Bettoli cresce al secondo turno
Nonostante una sconfitta senz’appello, il risultato del candidato Pd al ballottaggio stimola alcune riflessioni. Innanzitutto, a differenza del suo competitor, Bettoli è riuscito ad incrementare il suo bottino di 1.200 voti. Dato per certo il fallimento della strategia ‘convincere gli astenuti’, può essere interessante capire da quale bacino abbia attinto Bettoli. Difficile immaginare una convergenza dell’elettorato di Giardini, se non nella sua componente più moderata e civica, più realistico il sostegno dei circa 300 elettori del Movimento 5 Stelle. Probabilmente la fetta più consistente di nuovi consensi proviene dall’elettorato centrista che al primo turno si riversò su Silvia Garibaldi, la scelta verso Bettoli può essere spiegata sia dalla posizione di forte contrasto alla maggioranza uscente che Garibaldi ha sempre espresso, sia da una vicinanza programmatica tra le due forze.
“Siamo arrivati ad un passo dall’impresa. La distanza era moltissima, l’abbiamo dimezzata ma non è stato sufficiente – spiega Bettoli – ringrazio tutti coloro che in questi due mesi hanno dato fiducia a questo progetto che è cresciuto giorno dopo giorno, fino al ballottaggio. Un risultato che è davvero un punto di partenza per una alternativa”.

Garibaldi: “La strategia dei partiti di centrodestra non ha pagato”
Lapidario il commento di Silvia Garibaldi che ha atteso l’esito del ballottaggio per analizzare i risultati elettorali. Secondo l’unica donna candidata “i risultati del primo turno hanno ampiamente dimostrato lo scarso impegno dei partiti di centrodestra su Chiavari”, il riferimento è ai 940 voti messi insieme dalle liste di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Prosegue Garibaldi: “La convergenza su Messuti al ballottaggio, dichiarata esplicitamente da Toti e da Rixi, per poter dire di aver comunque vinto, è l’emblema di una strategia perdente sin dall’inizio”.

Le nomine
Nomine lampo per il neosindaco Messuti che nella giornata di lunedì ha presentato la sua squadra. Michela Canepa sarà la vicesindaca con delega al bilancio, al personale, ai servizi sociali, alla famiglia e all’istruzione. A Paolo Garibaldi polizia municipale, servizi tecnologici, manutenzione, patrimonio e ciclo delle acque. Coordinamento bandi e fondi per finanziamento opere pubbliche, rapporti con gli enti sovracomunali, trasporti, mobilità sostenibile, protezione civile, demanio e porto sono andati ad Alessandra Ferrara. Silvia Stanig, già sindaca facente funzione, guiderà gli assessorati alla cultura, ai servizi demografici e alle pari opportunità. A Gianluca Ratto la promozione della città, il turismo, lo sport, il commercio, l’artigianato e l’agricoltura. Antonio Segalerba è stato confermato alla presidenza del consiglio comunale. Urbanistica e lavori pubblici, insieme con l’ambiente, restano saldamente nelle mani del sindaco.

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