Home Sport Il Pickleball lancia la sfida al Padel: nel Tigullio opera Patrizio Virga, che punta a creare una federazione per questo sport nato negli Stati Uniti e sempre più popolare anche da noi

Il Pickleball lancia la sfida al Padel: nel Tigullio opera Patrizio Virga, che punta a creare una federazione per questo sport nato negli Stati Uniti e sempre più popolare anche da noi

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Non va confuso con il ‘pick&roll’ caro ai cestisti e non va presa sul serio la traduzione letterale. Pickle eguale ‘sottaceto’. Per chi è poco avvezzo agli americanismi, è un attimo cascarci. Parliamo del Pickleball, il vero antagonista del momentaneamente imperante Padel. Probabile che nel lungo periodo sia destinato a soppiantare la disciplina messicana nel cuore degli ex tennisti o dei mancati ‘racchettari’.

Una miscela di tennis, tennis tavolo, badminton con un pizzico di imprevedibilità e che ha come pezzi forti la facilità, velocità e rapidità sia del gioco che della organizzazione. Rispetto al cugino maggiore di estrazione messicana il Pickleball ha il vantaggio della funzionalità e modularità dei campi: rete alta poco più di 80 cm, terreno di gioco di 13,4 metri di lunghezza e 5,6 metri di larghezza per il torneo singolo e 6,1 metri per il doppio. In sintesi basta una qualsiasi superficie piana, con spazi ridotti rispetto ai campi da tennis e padel, una rete montabile in cinque minuti, linee adesive tracciabili in un altrettanto breve spazio di tempo, delle racchette minimali e una pallina speciale di gomma con buchi sull’intera superficie per rendere da una parte meno imprevedibili le traiettorie (specialmente se c’è vento) e dall’altra più lenti i rimbalzi.

Il suo aspetto in effetti ricorda quello di un ‘sottaceto’… Nel Tigullio opera il responsabile per l’Italia della nascente federazione: è Patrizio Virga, professore di educazione fisica, già maestro di tennis e oggi ‘profeta’ della nuova disciplina. Dall’anno scorso ha ricevuto la qualifica di Istruttore Nazionale di primo livello da parte della Asi, che raggruppa le associazioni sportive e sociali italiane che attendono il permesso per diventare federazioni facenti parte del Coni. Dal primo marzo organizza partite dimostrative la domenica mattina (10-13) e il martedì pomeriggio (16-19) sui campi di calcetto della chiesa di Maria Madre a Lavagna.

Sul Pickleball sa tutto e di più. “Qui da noi sta muovendo i primi passi ma in America ha surclassato il Padel. Sto parlando di un gioco praticato da almeno 5 milioni di tesserati dagli 8 ai 90 anni di età. È stato inventato nel 1965 dal membro del Congresso degli Stati Uniti, Joel Pritchard, e dal suo amico Bill Bell. Lo scopo era quello di intrattenere i bambini annoiati durante una vacanza organizzando partite con delle attrezzature facili da reperire. Si calcola 68 milioni di giocatori, perlopiù appartenenti alla Generazione Z, ossia di under 25. La crescita è stata repentina, favorita dalla pandemia che ha raddoppiato il numero di giocatori”.

È chiaro che con questi numeri parlare di moda è fuorviante. “Le nazioni iscritte alla International Pickleball Federation sono quasi 40. Il numero non è ancora sufficiente per promuoverlo a disciplina olimpica ma l’obiettivo è raggiungere la quota necessaria per poter far parte del Cio, 70 nazioni, e tentare di avere un posto alle Olimpiadi”. La cosa si fa sempre più seria. E basta assistere a una gara per capire che si tratta di uno sport che può diffondersi ovunque e interessare chiunque.

“Si gioca in coppia o da soli, al chiuso e all’aperto. Si batte l’avversario quando si raggiunge il massimo dei punti che può essere di 11, 15 o 21 punti. Le regole di base, oltre ai punti, riguardano il rimbalzo della palla che può rimbalzare una sola volta per lato e deve rimanere in campo. Dalla battuta deve poi finire nell’area di gioco diagonalmente opposta a quella di battuta. Se la palla finisce nella giusta sezione di campo allora l’avversario può rispondere. La ‘cucina’ è l’area a ridosso della rete dove esiste il divieto di prendere la pallina al volo. Inoltre il servizio deve essere fatto sulla linea di fondo. Si fa punto quando la palla rimbalza due volte nel campo avversario senza essere respinta, quando la risposta finisce sulla rete o oltre i confini del campo, quando e se l’avversario colpisce la palla al volo nella ‘non volley zone’”.

In Italia è approdato 4 anni fa, la pandemia ne ha agevolato la diffusione. Ed ora eccolo nel Tigullio. “Stiamo per il momento usufruendo di spazi concessici da varie associazioni. Grazie alla parrocchia di Lavagna abbiamo questo spazio nei campi della Chiesa Maria Madre. Andremo avanti anche a luglio, magari spostando gli orari per evitare le ore più calde, direi ogni domenica dalle 9,30 in poi e ogni martedì dalle 16,30 in poi”. I neofiti sono sempre più numerosi, oltre alle altre semplificazioni il Pickleball ha il vantaggio di non avere limiti di età in basso e in alto, di permettere partite miste e di farsi andare bene qualunque superficie, dalla terra al cemento armato, basta un’area di 150 mq in tutto.

“Speriamo di trovare un posto fisso nel Tigullio, i siti non mancano. E la cosa dovrebbe interessare i nostri amministratori perché è anche una questione turistica. Diversi turisti americani che soggiornano negli hotel di Santa o Portofino o Rapallo hanno chiesto se esistono campi di Pickleball in zona. Hanno replicato che avevano notizia solo di campi da Padel. Come se ai turisti italiani che volessero giocare a calcetto negli Usa offrissero dei campi da pallamano… Noi possiamo colmare questa lacuna”. Meglio non farsi scappare i dollaroni dello zio Sam, in salamoia abbiamo già i nostri conti…

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