Home Eventi Torna “Il Maggio dei Libri di Piazza Levante”: prima ospite Susanna Raule, nei panni del suo alias, la scrittrice di gialli Vanessa Riley

Torna “Il Maggio dei Libri di Piazza Levante”: prima ospite Susanna Raule, nei panni del suo alias, la scrittrice di gialli Vanessa Riley

da Alberto Bruzzone

Venerdì 6 Maggio 2022, alle ore 18, presso la sede di Wylab, in via Davide Gagliardo 7 a Chiavari, è in programma la presentazione del libro ‘Il detective fantasma’, pubblicato da Fanucci Editore. L’autrice, Vanessa Riley (alias Susanna Raule), sarà intervistata da Sabina Croce, editrice di ‘Piazza Levante’. Introduzione a cura di Alberto Bruzzone.

L’evento è a ingresso libero ed è organizzato nel pieno rispetto delle normative anti Covid: è quindi necessario accedere con la mascherina indossata e la prenotazione del proprio posto, sino ad esaurimento, è obbligatoria, utilizzando la piattaforma EventBrite (al seguente link: https://bit.ly/3vrD96g), oppure telefonando al numero 347 2502800.

In caso di rinuncia dopo la prenotazione, si raccomanda di avvisare, in modo da rendere il proprio posto nuovamente disponibile per altre persone interessate.

L’intervista con Vanessa Riley fa parte del ciclo ‘Il maggio dei libri di Piazza Levante’: una serie di incontri dal vivo, presso la sede di Wylab in via Davide Gagliardo 7 a Chiavari, che rientra nell’ambito degli appuntamenti de ‘Il maggio dei libri’, la grande rassegna di livello nazionale promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

La scheda del libro. Jack Wyte è morto. La sua morte è stata una strana faccenda, il genere di faccenda che quando ti chiedono “Come sei morto?” ti dà il diritto di rispondere: “È una lunga storia”. Si lascia alle spalle una carriera nella Squadra Omicidi che gli ha fatto male alla salute, una vita solitaria, una ex-moglie con cui non parlava da anni, una figlia ormai adulta e l’amore di Dare, l’unico essere al mondo che può vedere i fantasmi ma non vuole più vedere lui. E se pensava che tirare le cuoia, nella sua sgradevolezza, risolvesse tutti i problemi, si sbagliava di grosso. Morire, in realtà, è stato solo l’inizio. A Londra ci sono stati dei decessi diciamo poco ortodossi. E pure a Los Angeles. Sua figlia, in uno scavo archeologico in Guatemala, ha incontrato un tizio che le legge nel pensiero. Due personaggi non proprio umani sono stati incaricati da un concilio di non-morti di insabbiare tutto l’insabbiabile, con le buone o con le cattive. La detective Jamaica Kingstone della Metropolitan Police possiede la Vista, e questo non ha migliorato il suo umore. O il suo carattere. Anzi l’ha resa molto nervosa. C’è robaccia sovrannaturale dappertutto e i funzionari della morte non hanno il tempo o il personale per risolvere il casino in corso. Anche perché non si sono ancora accorti del vero problema. D’altronde si sa, al giorno d’oggi muore troppa gente e sono molto impegnati. Il caso, così, finisce metaforicamente sulla scrivania di Jack Wyte, la cui vita non è stata un granché, ma la cui morte si preannuncia anche peggio. Perché la verità non è mai gradevole e l’indagine in corso lo obbligherà a confrontarsi con dei fantasmi molto più inquietanti delle ombre dell’aldilà.

L’autrice. Susanna Raule (La Spezia, 1° luglio 1981) è una psicologa, psicoterapeuta e scrittrice italiana. Dal 2005 scrive sceneggiature di fumetti per vari editori. Sempre nel 2005 ha vinto il premio Lucca Project Contest con ‘Ford Ravenstock – Specialista in suicidi’, per i disegni di Armando Rossi. Nel 2010 è stata tra i vincitori del premio letterario IoScrittore promosso dal Gruppo Editoriale Mauri Spagnol con il romanzo ‘L’ombra del commissario Sensi’. Nel 2013 ha partecipato all’antologia ‘Nessuna più’ (Elliot) contro il femminicidio. Nel 2013 ha pubblicato l’e-book ‘Anatomia di uno statista’. Sul suo sito ufficiale sono presenti vari racconti in formato ebook gratuito, alcuni dei quali hanno per protagonista il personaggio dei suoi libri, il commissario Sensi. Nel 2014 esce il suo romanzo ‘Il Club dei Cantanti Morti’, nel 2015 il romanzo con protagonista il commissario Sensi, ‘L’architettura segreta del mondo’. Vanessa Riley è il suo alter ego.

LA RECENSIONE DI SABINA CROCE
Jack Wyte è un detective della polizia di Los Angeles, alto e grosso come ‘un quarterback stagionato’, la faccia solcata dalle rughe, gli occhi tristi, tutto sommato un tipo piuttosto sexy nonostante sia un po’ sciupato, o forse proprio per questo.

Beve troppo, Jack, fuma troppo e mangia male; il suo cruccio è una figlia alla quale sa di non aver dedicato, mentre cresceva, una quota adeguata di affetto e di attenzione, e rimpiange tutto quanto di lei si è perso. Ma lei, Corrie, giovane e piena di vita, lo ricambia invece con un trasporto entusiasta che lui sa di non essersi meritato.

Poi nella vita peraltro solitaria di Jack c’è Dare, un amore sbucato dal nulla qualche tempo fa, una creatura fragile cresciuta nel dolore come certe piante pallide che crescono nel buio dei luoghi chiusi, allevata da un padre che è uno dei personaggi più interessanti del libro, sul quale c’è da farsi più di una domanda.

Dare ama Jack con tutte le sue forze, ma ha deciso che non lo vuole vedere mai più.

Perché vedete, c’è da sapere che Jack è morto alla fine del primo capitolo della trilogia (‘Il Club dei cantanti morti’); adesso siamo al secondo capitolo, e Jack è uno spettro, anche se l’aspetto, le emozioni e le consuetudini sono rimasti (quasi) del tutto umani. Jack è stato momentaneamente richiamato in servizio per risolvere, nella sua veste di detective, una serie di misteriosi casi di omicidio che si sono verificati quasi contemporaneamente in varie località del pianeta, e che turbano l’ordine preordinato degli eventi nella complicata burocrazia dell’aldilà.

L’intera vicenda si svolge non solo tra Londra e Los Angeles, tra il Guatemala e la Palmaria; ma soprattutto in una vasta e indefinita terra di mezzo spaziotemporale tra il mondo dei vivi e quello dei morti, dove operano e si intersecano le esistenze degli uni e degli altri. Creature sospese tra un mondo e l’altro, tra luce e buio; viventi dotati di capacità extrasensoriali, defunti che tornano a frequentare i luoghi che li hanno visti vivi, esseri che sfuggono alle leggi della mortalità, per sempre o almeno molto a lungo, creature che rappresentano un ‘bocconcino’ irresistibile per gli abitanti del sovrannaturale.

Suona un po’ strano, eh? Un genere che avrà anche i suoi estimatori ma che facilmente fa dire: non mi interessa, grazie.

E invece. Il genere non dovrebbe mai condizionarci più di tanto. Il genere è una cornice dalla quale la narrazione muove i suoi passi, ma se l’autore è bravo, e Susanna Raule lo è, la cornice non riesce a incasellarlo. I confini sono fatti per essere oltrepassati, gli schemi per essere ribaltati. Il flusso narrativo funziona e coinvolge, e questo è il primo requisito di una storia. Il ritmo è micidiale, e si sente il gusto che il narratore prova nel trascinare qua e là il deliziato lettore, che ad ogni pagina si chiede dove lo porterà la successiva. I personaggi divertono e si fanno amare, praticamente tutti, nei loro vizi e virtù implacabilmente umanissimi, anche se magari sono creature ultraterrene o spettri millenari, demoni giocosi o vecchi vampiri verbosi e pieni di manie senili.

Lo humour è di fatto l’atout finale e definitivo della scrittura di Susanna Raule. Gli effetti splatter fanno sorridere perché assumono un sapore fumettistico (non per niente Susanna ha una felice carriera parallela come sceneggiatrice di fumetti), i tic e le debolezze degli abitanti dell’aldilà ce li fanno riconoscere con facilità anche nel prossimo nostro, facendoci capire che non sono poi così ‘sovrannaturali’. Perfino la burocrazia che presiede alla ‘vita’ dei trapassati ci ricorda in maniera ‘infernale’, possiamo osare questa battutaccia? Quella che ci tormenta su questa terra.

Insomma, l’aldilà è vicino, e il sovrannaturale è molto, molto umano.

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