Home Aziende in vetrina L’Hotel Zoagli e la passione per il biancoceleste del suo super tifoso, Oreste Vago

L’Hotel Zoagli e la passione per il biancoceleste del suo super tifoso, Oreste Vago

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

C’è un hotel piccolo così in un paesino piccino picciò. Le pretese non infinite e un orgoglio definito sono altrettante medaglie al valore in un settore (il solo?) dove la vanteria spropositata è scambiata per garanzia di qualità.

È significativo che l’Hotel Zoagli, due stelle (reali), sia una roccaforte del tifo per una società calcistica che ha fatto della serietà e della concretezza, scambiate troppo spesso per atteggiamento dimesso, la sua way of life. Un albergo virato in biancoceleste come l’Entella Chiavari di cui il proprietario, il signor Oreste Vago, 56 anni portati con noncuranza, è da tempo un tifoso inguaribile.

Sarebbe stato magari più redditizio colorare di nerazzurro, giallorosso, soprattutto bianconero, l’immobile situato nel centro del centro del borgo tigullino, in piazza della Stazione, andando a solleticare i riflessi incondizionati dei supporter di club che raccolgono consensi sparsi per i quattro angoli della penisola.

Cosa che interessa poco un proprietario che segue le strategie del cuore più che le ragioni del marketing. “Sono stato ‘catturato’ dal club chiavarese da bambino, quando degli amici, nel lontano 1984, mi portarono a vedere una gara al Comunale di Chiavari. Era l’Entella Bacezza degli anni ruggenti, con presidente Barbieri, Baveni e Ventura allenatori, tanti campioni. In una famiglia di appassionati di calcio era quasi inevitabile che anche io cadessi nel ‘vizio’. E ho scelto una squadra che potevo seguire dal vivo, il calcio per tv o radio non mi ha mai detto molto”.

A proposito della famiglia, le origini vanno cercate sotto la Madonnina. “Mio nonno si trasferì qui da Milano negli anni Cinquanta con al seguito mia nonna e mio papà. Aprirono l’albergo qui, nello stesso posto di oggi. Struttura eguale, camere e zone comuni più spartane, il nome era diverso. Si chiamava Paradiso”.

Dopo il nonno e il papà, nei primi anni Novanta tocca al signor Oreste assumere il ruolo di direttore. “Decisi che si chiamasse come il paese con il quale si identifica: posto in mezzo al gruppo principale di case, di fronte alla stazione, ad un tiro di sasso dal mare. E non è un modo di dire. Dalle finestre della facciata anche un lanciatore non dotato di grande ‘braccio’ può raggiungere le onde che si infrangono sugli scogli”.

Le due passioni di Oreste Vago scorrono negli anni, c’è una crescita in parallelo. “L’albergo si guadagna con il tempo un giro di habitué che da primavera a estate inoltrata riempie tutte le stanze. Anno dopo anno, abbiamo conseguito e mantenuto un discreto numero di clienti dal Nord, ma anche da Francia, Germania e, soprattutto, Svizzera. C’era da lavorare molto, tenendo aperto da aprile sino a ottobre, per poi preparare la stagione successiva da novembre sino a marzo. Ma comunque trovavo il tempo per stare vicino alla ‘mia’ Entella. Gli anni difficili del dopo Barbieri, la perdita della serie C, la caduta in Eccellenza. Forse ho avuto un solo momento difficile, ad inizio Duemila”.

Un solo attimo, poi arriva Antonio Gozzi. “Il mio amico Lagomarsino, presidente del club ‘La Vetreria’ non ha mai permesso che abbandonassi l’antico amore. E con l’arrivo del presidente Gozzi, ho di nuovo ‘perso’ la testa”.

L’Entella si lancia in una cavalcata epica, dall’Eccellenza alla serie B. “Quasi non ci credevo. Ho potuto vedere dal mio posto di abbonato ‘fisso’ partite della mia Entella contro Pescara, Bologna, Bari, ossia club che hanno frequentato la serie A e che hanno vinto coppe e persino scudetti. Non solo sono rimasto intrappolato nella passione di una vita ma ho ‘rovinato’ anche l’altro mio amore imperituro, mia moglie Maria Paola. Non bastava che fosse un insostituibile aiuto nella gestione dell’Hotel Zoagli, l’ho costretta a diventare a sua volta socia del club”.

E quindi tutto in coppia, casa e bottega, lavoro e divertimento. “Questo abbinamento andava sottolineato ulteriormente. Tutto è iniziato quando ho avuto in regalo la maglia di Gennaro Volpe otto anni fa quando ancora giocava. Ho sempre avuto una predilezione per i mediani di ‘cuore’, quelli che non avranno piedi da dieci ma sono i motori di una squadra. Mi ci rivedo, dato che anch’io quando gioco per divertimento ci metto passione ma debbo fare i conti con piedi un po’ ruvidi”.

Vago, una vita da mediano anche tra le pareti dell’albergo di famiglia. “Prima ho appeso la maglia, poi sono arrivati altri cimeli e infine quando si è pensato di ristrutturare la hall e le zone comuni dell’Hotel quale colore potevo scegliere se non quelli della squadra del cuore?”.

Inutile contare quante volte abbia dovuto spiegare ai turisti di chi sono le facce e le bandiere appese alle pareti. “Mi pregio di aver fatto conoscere l’Entella anche oltre i confini nazionali. Ci sono alcuni dei miei migliori clienti svizzeri che non ne possono più dei miei epici racconti sulle imprese biancocelesti: della partita di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, alla vittoria a Marassi sul Genoa”. Partite che resteranno nella storia.

‘L’ultras’ Oreste ha sempre risposto ‘presente’ a ogni appuntamento imperdibile. Sino a oggi. Nonostante abbia parecchio da fare. “Le ultime stagioni, come potete facilmente comprendere, sono state complicate. Ma adesso intravedo la risalita. Io sono positivo per indole e credo nelle potenzialità della nostra zona. Sarà anche vero che quanto è accaduto (pandemia) e sta accadendo (guerra in Ucraina e crisi energetica) non favorisce certo il turismo, ma penso che il Tigullio, in particolare Zoagli, possono contare su un tipo di turismo che non tradisce. È chiaro che la mia città e in particolare il mio albergo si rivolgono a un tipo di cliente ben definito: qui chi cerca bellezze paesaggistiche, buona cucina e tanta tranquillità può stare certo di trovarle”.

La forza di chi non deve fare ‘giochi di prestigio’ e gettare fumo negli occhi. Un approccio minimalista che fa trapelare la visione ampia del gestore. A somiglianza della ‘sua’ Entella ha fatto dell’understatement una ragione di vita. Una ‘Weltanschauung’ che li portati a traguardi non certo proporzionati al loro bacino di utenza. “In questi giorni abbiamo ultimato una serie di lavori migliorativi all’Hotel. Siamo pronti a una partenza in grande stile, per Pasqua e poi per la piena stagione turistica ho ottime sensazioni”. E strizzando l’occhio. “Uguale all’Entella. Abbiamo solo preso fiato per una ripartenza in grande stile”. Merita una visita e anche un soggiorno il ‘Zoagli’. Non sarà il vertice della ‘Hotellerie’ che severissimi esperti ricercano in patinate trasmissioni. Mister Vago persegue altri fini, concorda con Ludovico Ariosto. ‘Parva sed apta mihi’. La misura come cartina di tornasole dell’italico buon gusto.

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