Home Aziende in vetrina Carasco, alla scoperta del Gatto Hotel della famiglia Rivarola: la pensione per i felini

Carasco, alla scoperta del Gatto Hotel della famiglia Rivarola: la pensione per i felini

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Thomas Stearns Eliot aveva visto lontano quando dedicò ai gatti una raccolta di poesie divertite e divertenti che nei paesi anglosassoni piacciono tanto se non più della ‘Terra Desolata’ e le altre opere seriose che gli valsero il Premio Nobel.

Il ‘Libro del Vecchio Opossum sui gatti confortevoli’ non risponderà alle domande fondamentali dell’esistenza ma fornisce un contributo indispensabile a studiare il più puccioso tra i felidi, l’unico che sia stato possibile addomesticare, o meglio convincere alla convivenza con gli umani. Inseguire il percorso psicologico del gatto è qualcosa che fa sconfinare nel metafisico perché la misteriosità e la imperturbabilità di questi nostri lunghissimi compagni di cammino (i cinesi li addomesticarono forse 5000 anni fa e gli egizi 3000 anni fa non potevano farne a meno) è comprovata.

Oggi pare che tantissimi si siano convertiti al ‘gattismo’, la credenza che un batuffolo di pelo che romba come un motorino più quattro zampe che sanno essere ‘piuma o fero’, a seconda dell’umore, sono fondamentali per migliorare la propria vita.

Lo hanno capito con grande anticipo i fondatori del Gatto Hotel di Carasco, pensionato per gatti, un ricovero temporaneo, ma di lusso, per i piccoli amici di padroni che debbono temporaneamente assentarsi e non possono accudirli come vorrebbero. Una struttura unica nel suo genere in tutto il Levante, aperta nel 1994 sui terreni della famiglia Rivarola, nella zona dell’identico nome che è situata tra il Centro Commerciale I Leudi e le anse del fiume Entella e che allora come oggi vede come proprietaria e direttrice la signora Eleonora, sempre Rivarola.

“Tutto iniziò quasi per scherzo, mio padre mi disse se volevo sfruttare la mia passione per i gatti, mi metteva a disposizione un casale di famiglia. Io accolsi la proposta. Preparai tutto per l’accoglienza di alcuni mici affidati a me per l’estate. A poco a poco l’impegno crebbe, il periodo di apertura dell’Hotel si allungò. E poi, quando vendemmo la casa, dovetti cercare un’altra sede, sempre sui nostri terreni. Fu l’occasione per ampliare l’area di ricevimento e rendere più funzionale l’intera struttura”.

E oggi abbiamo il Gatto Hotel di Eleonora Rivarola. “A disposizione dei nostri ‘clienti’ – ne abbiamo sia di residenziali che di occasionali – ottimi servizi di ricovero e pensionamento temporaneo per ogni gatto domestico. Garantiamo grande cura, passione e professionalità, in più aggiungiamo un ambiente simpatico e ospitale”.

La pluriennale esperienza della titolare consente di non trascurare neppure i dettagli. “Ogni ospite viene trattato con il massimo riguardo a partire dall’alimentazione, perfettamente bilanciata e ritagliata sulle sue esigenze specifiche”. La scienza del corpo, d’accordo, ma la terapia dell’anima è più importante.

“Da ‘gattofila’ conosco le esigenze di esseri che hanno un’anima complessa e sentimenti poliedrici. A coloro che ci sono affidati non mancheranno mai affetto e coccole, soprattutto se la lontananza del padrone o padrona causa un po’ di malinconia. In più chiediamo a chi ce li affida di lasciarci la coperta, il cuscino, la scatola dove amano stare, il loro giocattolo che li fa sentire più a casa”.

La permanenza al Gatto Hotel può essere anche un’occasione perché la clientela faccia nuove conoscenze: “Oltre ai gatti accogliamo anche altri piccoli animali, tra i quali coniglietti, canarini, tartarughe d’acqua e uccellini. I gatti da noi non si sentiranno mai abbandonati. Per ogni eventualità ci avvaliamo anche dell’assistenza veterinaria da parte di un medico professionista, che interviene in caso se ne presenti la necessità”.

Il tanto tempo passato accanto al miglior interlocutore dell’uomo – il titolo del miglior compagno lo si lascia volentieri al partito dei canofili – ha fatto della signora Eleonora una teorica dell’accoglienza: “Quando abbiamo rifatto l’Hotel, ho pensato a cosa potesse rendere il Gatto Hotel unico nel suo genere. Ne avevo visto di quelle dove i mici erano piazzati in spazi troppo angusti e soprattutto asfittici. Il gatto invece, anche quello che non ha mai messo una zampa fuori da un appartamento di città, ha bisogno di luce e visuale. Infatti ogni nostro cucciolo è sistemato in un box con tutto il necessario per la sua permanenza, con la possibilità di portare da casa cuccetta e altri accessori, di dimensioni non inferiori a 2,5 metri per 1,5 metri, con un vetro che dà sui campi e sul fiume”.

Il gatto è il solo animale che sta con l’uomo seguendo un principio di eguaglianza. Si addomestica ma alle sue condizioni. Non a caso Eliot lo riassume in ‘Rum Tum Tagger’, il ribelle che non si accontenta mai, ‘perverse, preening and independent’ ovvero dispettoso, vanitoso e indipendente.

Ci vuole tanta dedizione per venirne a capo, capirlo ed entrarci in sintonia. In una casa che è di conforto per uno come lui e per gli altri ospitati. E per i padroni? “Prima del 2020 non potevamo lamentarci. Eravamo in grado grazie a prenotazioni e adesioni continue di rimanere aperti 12 mesi su 12. Anche se gran parte dei nostri clienti appartenevano a famiglie non della zona, molti stranieri e molti provenienti da altre regioni. Il guaio era, ed è, che a Chiavari e dintorni ci conoscono in pochi, arrivano qui quasi tutti grazie alla vecchia arte del passaparola. Chi si rivolge a noi, magari la prima volta titubante e timoroso – passo metà della mia giornata a rispondere ai proprietari in pena per il loro cucciolo che chiamano da ovunque nel mondo solo per accertarsi che stia bene – poi va via contento e ci fa pubblicità”.

Il Gatto Hotel ha subìto l’impatto della crisi come le strutture ricettive per bipedi? “Inevitabile perché se nessuno si muove, nessuno ha necessità di affidarci per un periodo i suoi gatti. Adesso che si stanno riaprendo le frontiere, o così ci si augura, a poco a poco dovremmo tornare sui livelli pre-pandemia, quando spesso facevamo il tutto esaurito e in ogni mese dell’anno accoglievamo nuovi arrivi”.

L’impressione è che Eleonora Rivarola possa stare tranquilla. Il suo Hotel per piccoli animali categoria Luxury crescerà nella considerazione dei ‘miciofili’. Unico dubbio che i periodi di separazione diventino più lunghi. Come fare a meno per tanto tempo di una “borsa dell’acqua calda musicale, in pelliccia e che non si raffredda mai”?

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