Home Approfondimento Ma cosa ci avete con Lanzalone? I misteri di Palazzo Bianco: incarichi ripetuti a un avvocato sotto processo per corruzione

Ma cosa ci avete con Lanzalone? I misteri di Palazzo Bianco: incarichi ripetuti a un avvocato sotto processo per corruzione

da Alberto Bruzzone

(r.p.l.) ‘Piazza Levante’ si occupa della questione Lanzalone dal lontano 2018, da quando cioè questo avvocato genovese, fino ad allora poco noto, è salito all’attenzione delle cronache giudiziarie con l’accusa di corruzione e di traffico di influenze a proposito della vicenda del nuovo stadio di Roma.

Presidente dell’Acea, la municipalizzata di Roma, messo lì dal M5S, e consulente plenipotenziario in Campidoglio della Sindaca Raggi, senza incarico formale ma interpellato su tutte le questioni importanti, è finito nei casini e agli arresti domiciliari per intercessioni in favore del costruttore Luca Parnasi, intercessioni remunerate a suon di consulenze a cinque zeri. Parnasi gli avrebbe promesso ed erogato – si legge nel decreto di rinvio a giudizio – incarichi lucrosi in cambio di favori. Il consulente avrebbe così asservito la funzione e gli interessi pubblici agli interessi del costruttore Parnasi.

La tangente era la consulenza: uso ormai in voga da più parti e sul quale le autorità dovrebbero vigilare assai, in particolare su avvocati, commercialisti, architetti divenuti amministratori pubblici e improvvisamente ritrovatisi ricercatissimi da innumerevoli clienti. Episodi di questo genere si manifestano purtroppo anche alle nostre latitudini.

Lanzalone è stato rinviato a giudizio con le accuse di corruzione e di traffico di influenze insieme al suo socio di studio, la ‘Lanzalone e partners’, Luciano Costantini. L’avvocato Costantini ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a due anni di reclusione. Non si hanno notizie della situazione processuale dell’avvocato Lanzalone, che ha scelto il rito ordinario.

‘Piazza Levante’ si occupò di Lanzalone perché prima della vicenda romana questo avvocato, sconosciuto ai più, era divenuto consulente del Comune di Chiavari. L’Amministrazione Di Capua nell’aprile del 2018 gli aveva conferito un incarico di “assistenza e studio sugli atti relativi all’esecuzione dei lavori di realizzazione e gestione delle opere di ampliamento del porto turistico”.

Quando scoppiò l’affaire romano ‘Piazza Levante’ pose pubblicamente all’Amministrazione Di Capua cinque domande che non ricevettero mai una risposta, nonostante venissero ripetute per decine di settimane. Le domande erano, le ripetiamo un’ennesima volta:

  1. Con quali criteri è stato scelto l’avvocato Lanzalone come consulente di Palazzo Bianco?
  2. Quali sono, e a quanto ammontano, gli incarichi che gli sono stati conferiti?
  3. La maggioranza ha condiviso questa scelta?
  4. Perché il Sindaco dopo l’arresto di Lanzalone ha dichiarato alla stampa: “Nessun contraccolpo”?
  5. Perché avvalersi dell’opera di uno che è stato definito un “facilitatore”?

Silenzio assoluto, alla faccia della trasparenza amministrativa.

Un infortunio? Nessuno immaginava ai tempi dell’incarico un profilo così discutibile delle attività dell’avvocato? Può darsi.

Oggi però c’è un fatto nuovo e se possibile ancora più grave del silenzio di allora.

Con Determina dirigenziale n.172 del 30.12.2021, reperibile all’Albo Pretorio, l’Amministrazione Comunale chiavarese ha dato un nuovo incarico alla ‘Lanzalone e partners’. La motivazione è che il protrarsi delle attività della Commissione di collaudo e le problematiche relative rendono necessaria un’integrazione dell’incarico a suo tempo conferito per attività di consulenza legale e studio relative alle pratiche del Collaudo del Porto di Chiavari. Ai 25 mila euro circa del 2018 se ne aggiungono altri 15 mila circa.

Le considerazioni al riguardo sono due.

La prima riguarda la presunta efficienza della Civica Amministrazione comunale chiavarese: ma quando lo finite questo Collaudo? Quanti anni ci vogliono? Dopo quasi cinque anni di attività non si è ancora concluso tanto da dover integrare economicamente un incarico conferito a suo tempo? Ci volete spiegare il perché?

La seconda riguarda l’opportunità: noi siamo garantisti per cultura e per scelta, ed auguriamo all’avvocato Lanzalone di poter dimostrare in giudizio la sua innocenza, ma è opportuno che una Pubblica Amministrazione, in pendenza di processo e con accuse così gravi, continui a dare incarichi a ‘Lanzalone e partners’? Certamente no.

Un comportamento di questo genere può suscitare legittimi interrogativi.

Ma dopo il caso Ferden, gli incarichi professionali assunti in palese violazione della legge da parte dell’assessore Bisso, la totale assenza di attenzione e controllo di questi comportamenti dell’assessore da parte della Sindaca facente funzione Stanig, a quanto pare già sacrificata anche dai suoi sull’altare di non si sa che, ed altre marachelle su cui informeremo prossimamente i nostri lettori, dall’Amministrazione Civica di Chiavari, ci si può aspettare di tutto. Alla faccia della trasparenza Partecip@ttiva.

Ti potrebbe interessare anche