Home Approfondimento L’edilizia scolastica e le arrampicate sugli specchi della civica amministrazione chiavarese

L’edilizia scolastica e le arrampicate sugli specchi della civica amministrazione chiavarese

da Alberto Bruzzone

(r.p.l.) Il tema dell’edilizia scolastica anima il dibattito politico di Chiavari e diventa terreno di scontro tra la Giunta Comunale e l’opposizione in Consiglio Comunale. La minoranza, attraverso i consiglieri Silvia Garibaldi, Daniela Colombo, Giovanni Giardini, Pasquale Lino Cama, Sandro Garibaldi e Roberto Levaggi, chiede la convocazione di una Commissione Consiliare specifica (sia Lavori Pubblici che Istruzione) “per dibattere sul tema anche in presenza degli assessori competenti”.

Le scuole sono un argomento delicato perché rappresentano uno degli ultimi baluardi e uno degli ultimi simboli di centralità di Chiavari rispetto al Tigullio, dopo che progressivamente sono stati persi moltissimi servizi, dalla chiusura del Tribunale in poi. È chiaro quindi che vi sia molto interesse, anche perché si avvicina la campagna elettorale e il tema istruzione non potrà mancare nei programmi delle rispettive coalizioni.

Secondo la minoranza, l’edilizia scolastica sta diventando però “l’immagine di quello che è questa amministrazione: tante parole e pochi fatti, ma tanti tappulli”. I consiglieri dell’opposizione incalzano: “Abbiamo sentito fantasticare di poli scolastici vista mare o in via Trieste, ma la realtà è che diversi istituti superiori non hanno aule idonee e il liceo linguistico (succursale) vive un triste nomadismo di aule e precarietà. Ci chiediamo come mai non si pensi a un polo scolastico in Palazzo Ferden, che è vincolato a servizi di interesse pubblico. L’impiantistica dovrebbe essere a norma visto che ospita un centro vaccinale e forse la Città Metropolitana potrebbe essere più disponibile ad affittare locali che riteniamo con minor spesa potrebbero essere resi idonei a una scuola e che potrebbero dare una sistemazione stabile, anziché spendere nel vecchio Palazzo di Giustizia per poi lasciare il posto a un centro civico di cui, tra l’altro, ci chiediamo il senso viste le realtà già esistenti in città tipo la Società Economica che semmai andrebbero maggiormente sostenute”.

Ecco perché si vuole portare l’argomento in Commissione. Ma il presidente del Consiglio Comunale di Chiavari, Antonio Segalerba, chiamato in causa dalle minoranze, replica: “Dovrebbero sapere che l’edilizia scolastica delle scuole superiori è di competenza esclusiva di Città Metropolitana. Proprio Città Metropolitana è governata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che sono rispettivamente i partiti che i consiglieri di minoranza rappresentano: Sandro Garibaldi (Lega), Silvia Garibaldi (Forza Italia) e Daniela Colombo (Fratelli d’Italia). Potrebbero riunirsi tra di loro, insieme ai segretari di partito, per fare il punto sullo stato dell’edilizia delle scuole superiori. Il Comune ha competenza per le scuole elementari e per le scuole medie e la nostra amministrazione ha investito oltre due milioni di euro nelle scuole di propria competenza”.

Questi i fatti e le posizioni. Giusto un paio di considerazioni. Nel Consiglio Metropolitano di Genova siede anche, per Avanti Tigullio, lo stesso Antonio Segalerba, quindi appare quantomeno surreale il deresponsabilizzarsi rispetto al tema dell’edilizia scolastica, potendo invece recitare un ruolo di primissimo rilievo nelle stanze laddove vengono prese le decisioni.

Chi meglio di un consigliere di Città Metropolitana può incidere con la propria azione proprio presso quell’ente che ha la stretta competenza sulle scuole? Non sono in Città Metropolitana né Sandro Garibaldi, né Silvia Garibaldi, né Daniela Colombo. È in Città Metropolitana, al contrario, Antonio Segalerba.

Seconda considerazione: è pur vero che la competenza delle scuole superiori spetta all’ex Provincia, mentre quella delle scuole elementari e medie, ovvero degli istituti comprensivi (che in città sono Chiavari 1 e Chiavari 2) spetta al Comune di Chiavari. Ma non è forse l’attuale maggioranza che governa a Palazzo Bianco ad aver tirato fuori il discorso del campus scolastico nell’area della Colmata? Non è forse l’attuale maggioranza che governa a Palazzo Bianco a usare il tema dell’edilizia scolastica nei propri programmi elettorali? Non è forse l’attuale maggioranza a insistere sul tema, nella prospettiva di altri cinque anni di amministrazione cittadina, come più volte affermato da suoi autorevoli esponenti anche sulla stampa locale? E ancora: non è forse vero che Regione Liguria ha stoppato ogni discorso sulla Colmata, perché prima s’intende vedere di preciso quali saranno gli ingombri del futuro depuratore di vallata? E a chi spetta redigere il Piano Urbanistico della città, dov’è compresa anche l’edilizia scolastica? Spetta al Comune di Chiavari o alla Città Metropolitana?

Ecco perché le argomentazioni prodotte dall’amministrazione comunale sono alquanto deboli. È vero che Città Metropolitana prende le decisioni. Ma le prende sulla base degli immobili che sono in quel momento a disposizione e che c’è una maggiore predisposizione ad affittare strutture pubbliche, piuttosto che strutture private.

Chiavari è in grado di fornire queste strutture pubbliche? Quanta fatica è stata fatta per trovare le aule del liceo linguistico? Chi si è già dimenticato il fondamentale intervento dello scorso anno da parte della Diocesi?

Terza considerazione: come mai sul tema non viene a spiegare qualcosa l’assessore comunale competente, ovvero Fiammetta Maggio? Come mai non ne parla l’assessore delegato ai Lavori Pubblici, Massimiliano Bisso? E che cosa ha da dire il sindaco facente funzioni, Silvia Stanig, che è anche assessore all’Urbanistica? Quando l’avvocato Segalerba parla, lo fa a titolo di presidente del Consiglio Comunale di Chiavari o di consigliere di Città Metropolitana? Perché, nel secondo caso, non farà fatica a individuare i propri interlocutori presso la sede genovese.

In sostanza, visto che le scuole sono rimaste l’ultimo asset importante e nevralgico per Chiavari, sarebbe importante, utile e anche lungimirante, alzare un po’ meno cortine fumogene e, al contrario, occuparsi realmente delle questioni, senza dimenticare i propri ruoli e le proprie competenze e dimenticando invece, un po’ più spesso, di vergare comunicati stampa quanto meno improbabili e farraginosi. Fatti e non parole, please.

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