Home Attualità Scuole elementari, dal prossimo anno arriva l’insegnante fisso di educazione motoria. La battaglia in Parlamento vinta da un deputato ligure

Scuole elementari, dal prossimo anno arriva l’insegnante fisso di educazione motoria. La battaglia in Parlamento vinta da un deputato ligure

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Dal prossimo anno scolastico, il 2022/2023, nelle quinte classi delle scuole elementari ci sarà l’insegnante di educazione motoria, che andrà ad affiancare maestri e maestre. Quindi, dai successivi anni scolastici, questa figura professionale verrà introdotta in maniera fissa anche nelle quarte, nelle terze, nelle seconde e nelle prime classi, per arrivare a un completamento del progetto entro cinque anni.

È la grande battaglia che è stata vinta in Parlamento, su questo fronte, e che porta la firma principalmente di un deputato ligure. Lui si chiama Simone Valente ed è stato eletto nelle file del Movimento 5 Stelle. Valente, originario di Savona, è componente della VII Commissione Cultura alla Camera, dopo esser stato sottosegretario allo Sport. È alla seconda legislatura e sul tema dell’insegnante di educazione motoria alla scuola primaria ha lavorato per otto lunghi anni, tra rinvii, porte chiuse in faccia, scarso interesse da parte dei colleghi, governi caduti e conseguenti cambi di ministri e di sottosegretari. Ora però, il traguardo non è mai stato così vicino: ovvero far approvare la norma, di cui è stato il primissimo promotore, che prevede l’introduzione dell’insegnante specializzato in educazione motoria in tutte le classi della scuola elementare, già a partire dall’anno scolastico 2022/2023.

“È da cinquant’anni che se ne parla – afferma Valente – e io ho raccolto sin dal 2013 le istanze dei vari diplomati all’Isef e dei laureati in Scienze Motorie. La legge è partita al Senato, poi si è arenata e tutto il percorso è definitivamente naufragato quando è caduto il governo gialloverde. Con l’attuale esecutivo, però, ho trovato nuovo impulso”.

Valente racconta di aver illustrato il percorso al premier Mario Draghi, “che si è dimostrato interessato, quindi ho potuto contare sull’appoggio sia della sottosegretario Valentina Vezzali che del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. La norma per l’insegnante di educazione motoria alla scuola primaria è stata quindi inserita all’interno della legge di bilancio, che al momento è in Senato. Poi il testo passerà alla Camera, e non credo che possa più subire grosse modifiche. L’approvazione deve avvenire entro il 31 dicembre”.

Il deputato pentastellato si dice fiducioso, “anche se poi si aprirà tutta la partita su come finanziare questa norma e su come organizzare le classi di concorso. Il testo, infatti, prevede che l’insegnante di educazione motoria venga introdotto a partire dalle classi quinte delle elementari già nel 2022/2023, quindi l’anno successivo toccherà alle quarte e così via sino a un pieno completamento”.

L’unica modifica, secondo Valente, “è da apportare sul discorso delle scienze motorie. Meglio parlare di educazione fisica, in modo da allinearsi ai parametri europei”. La norma portata avanti dal parlamentare ligure, che porta il titolo di ‘Insegnamento curricolare dell’educazione motoria nella scuola primaria’, si propone, fin dalle elementari, “l’assunzione di comportamenti e stili di vita funzionali alla crescita armoniosa, alla salute, al benessere psico-fisico e al pieno sviluppo della persona, riconoscendo l’educazione motoria quale espressione di un diritto personale e strumento di apprendimento cognitivo”.

“È ampiamente dimostrato da moltissimi studi – commenta Valente – come un sano movimento fisico sia essenziale anche per l’apprendimento di altre materie che sono più teoriche. La disciplina del corpo è fondamentale e, per troppo tempo, l’educazione fisica a scuola è stata ridotta a un ruolo marginale”.

L’altro aspetto sono gli spazi: “Certo, la principale obiezione è che ha poco senso una norma del genere, se è vero che in parecchie scuole mancano le palestre. Ma il Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza prevede fondi per trecento milioni di euro per adeguare le scuole e per dotarle di palestre, quindi il Pnrr da una parte e la norma inserita in legge di bilancio dall’altra possono andare tranquillamente di pari passo”. Secondo la norma, “l’insegnante di educazione motoria impegnato nella scuola primaria è equiparato, quanto allo stato giuridico ed economico, agli insegnanti del medesimo grado di istruzione”. La dotazione economica richiesta, almeno per il primo anno, è di 29,91 milioni di euro.

Ci sono ancora parecchi passi da compiere, ma Simone Valente è già molto soddisfatto: “Sicuramente è un traguardo storico, considerando che da moltissimo tempo il mondo dell’educazione fisica chiedeva un provvedimento del genere e che in Parlamento ci battevamo per questo scopo sin dalla scorsa legislatura. Per tanto tempo è sembrato un obiettivo irraggiungibile ma alla fine la perseveranza ha ripagato. E bisogna essere davvero felici pensando al contributo all’accrescimento della cultura del movimento nel nostro Paese ma soprattutto ai benefici su alunni e alunne. Prevedere docenti che hanno competenze certificate per insegnare educazione fisica, infatti, vuol dire prendersi cura delle nuove generazioni, accompagnarle in una crescita sana, evitando l’abbandono della pratica sportiva nell’adolescenza”.

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