Home Aziende in vetrina La ‘Bottega del Pavimento’ di Lavagna: quelle fantastiche creazioni per i piedi

La ‘Bottega del Pavimento’ di Lavagna: quelle fantastiche creazioni per i piedi

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Il livello è basso per ragioni statiche, nessun giudizio sulla qualità. Anzi la mercanzia proposta offre lo spunto per un’affermazione che denota orgoglio e una meta che connota l’ambizione: la ‘Bottega del Pavimento’. Un’esposizione dove trovi disegni e progetti per costruire qualcosa di solido sul quale camminare, sedersi, posare, in sintesi vivere meglio. Dalle nostre parti forse non si dà adeguata importanza alle basi, ai fondamentali.

Quelli del Colorificio Lavagnese sulle fondamenta ci hanno costruito le loro fortune. Dal negozio in corso Genova 87 a Lavagna alla ‘Bottega’ – è il locale accanto, numero 89 – rifiutando il più à la page, modaiolo termine forestiero. Che ai francesi la boutique abbiamo pure spiegato come costruirla oltre che gestirla. Chiusa la parentesi nazionalista, passiamo a parlare di un’azienda che si mantiene al passo con i tempi pur avendo accumulato mezzo secolo di esperienza. Tanti cambiamenti pur nella continuità di gestione. Vari tavoli sui quali giocare, a tenerli insieme è una lunga linea multicolore, un filo variopinto, tenendo conto dell’ambito una sequenza di sgocciolamenti che avrebbero fatto ammattire Jackon Pollock.

La scelta iniziate fu oculata, la famiglia Cafferata-Cabona apre l’esercizio ragionando su cosa stava accadendo in città. Lo spunto fu la costruzione del porto turistico di Lavagna. Siamo nel 1976, si scommette sulla nautica, sul turismo e sulla creazione di un indotto che ruoti attorno a essi. Le solite magagne umane, vedi contraddizioni imprenditoriali e miopie politiche assortite si incaricheranno di smentire le fantasie troppo ottimistiche, buon per il Colorificio Lavagnese si sarà assestato e, diversificando, si procurerà le commissioni e consoliderà un portafoglio clienti tali da mantenere in attivo il bilancio sino a oggi con la direzione dell’azienda saldamente nelle mani di Davide Cabona.

“La ditta è sempre intestata, come 45 anni fa quando iniziammo, a mia madre Nadia Cafferata. Ed è giusto così perché lei continua a starci vicino e a dare una mano quando può. Io sono stato ‘nominato’ cinque anni fa, nel 2016, e ho deciso di provare qualcosa di nuovo pur restando nel solco delle nostre competenze”.

L’ancora giovane Davide (33 anni) usato il termine a ragion veduta. “Penso che operare con competenza e serietà sia l’arma segreta nel nostro campo che si divide tra i settori del colore, della nautica, dell’edilizia leggera, dell’isolamento termico, della decorazione, della falegnameria, della pavimentazione e dei rivestimenti”. Una differenziazione che è il punto di forza del Colorificio. “Perché riusciamo a compensare la crisi in qualche settore con i successi in un altro. Se la nautica ha avuto dei ‘momenti bassi’ e pure l’edilizia ha conosciuto dei periodi di stagnazione, li hanno alternati e noi abbiamo continuato a lavorare sodo”.

Due anni fa però è arrivata la tempesta e nessuno poteva considerarsi al sicuro. “Vero, l’emergenza Covid ci ha raggiunto. Tuttavia abbiamo tenuto chiuso, nel primo lockdown, solo per 15 giorni, poiché le norme ci consentivano di ripartire lo abbiamo fatto senza indugio. E debbo dire che sono stati mesi esaltanti”.

Non c’è contraddizione se si riflette un attimo. “Perché la gente dovendo stare di più in casa notava particolari come un infisso da riverniciare, una ringhiera da smaltare, una parete da rinfrescare, che in precedenza ignorava o cancellava con un’alzata di spalle. E veniva a prendersi la vernice, il materiale, oppure incaricava ditte specializzate per eseguire i lavori. Noi ci siamo fatti trovare pronti”.

Allora si avanza a tutta forza. “Eh, magari! Sarebbe così se non ci fosse il lato oscuro della medaglia. In questo momento avremmo decine e decine di ordinazioni da soddisfare perché con il bonus ristrutturazioni, il famoso 110%, c’è una corsa ad alzare ponteggi, stuccare, imbiancare, pavimentare. Ma purtroppo la crisi dei noli e delle spedizioni ha comportato il malfunzionamento e, in alcuni casi, la rottura della filiera dei rifornimenti. Scarseggiano i materiali e i prezzi all’ingrosso inevitabilmente si alzano”.

Una disdetta che rallenta, non blocca, i progetti di Davide Cabona. L’idea della Boutique del Pavimento è stata partorita due anni fa, oggi sta ritta sulle proprie gambe. “La Bottega del Pavimento, aperta accanto al negozio principale, è sostanzialmente uno showroom dove mostriamo al cliente finale cosa siamo in grado di fornire: parquet, laminati, resilienti, resine, parati e decking. Trovare il punto d’incontro tra le esigenze dei nostri clienti e i migliori prodotti esistenti sul mercato sarà ancora più facile. Metteremo a completa disposizione la nostra competenza per fornire in maniera semplice ed esaustiva tutte le informazioni necessarie alla realizzazione del progetto”.

La casa madre lì accanto non viene certo abbandonata. Nella mente di Davide c’è la trasformazione nel ‘Paradiso del Pennello’. “Lo slogan potrebbe essere ‘Colori per le tue emozioni’. Un posto dove si possono trovare infinite sfumature di colori per la casa e per il fai da te. Pitture da interno e da esterno; smalti e vernici per legno e ferro, impregnanti, impermeabilizzanti, manutentivi per lapidei e molto altro ancora. I migliori prodotti e i cicli applicativi professionali per il rimessaggio, la pitturazione e la manutenzione nel campo della nautica e dell’edilizia”.

Ambizioni ragionevoli dettate dal prestigio accumulato e un tocco di innovazione per acquisire maggior slancio. “Anche per un negozio di vicinato come era e rimarrà il nostro, bisogna ragionare in termini nuovi, scovare vie alternative alla semplice vendita a banco o al rapporto fiduciario con le varie aziende e imprese. Per questo abbiamo rivisto e ampliato il sito internet del negozio. Contiamo a breve di essere pronti a vendere online. Anche i privati potranno consultare via telematica il catalogo, chiedere informazioni, ricevere consigli, prenotare visite e comprare”.

In più un’iniziativa a favore delle politiche green. “Intendiamo impegnarci anche noi per combattere il climate change. Ci siamo collegati alle organizzazioni no profit che hanno come scopo la riforestazione del territorio: ci faremo carico da qui in avanti a far piantare un albero per ogni latta di pittura venduta”.

Al Colorificio Lavagnese hanno in catalogo ogni colore dell’arcobaleno eppure scelgono senza esitazioni il verde come tinta del cuore. Un altro segno che sanno stare al passo con i tempi. Mezzo secolo di storia e si va avanti con l’entusiasmo del primo giorno. Perché alla Boutique del Pavimento si guarda in basso esclusivamente per controllare che il lavoro sia fatto a regola d’arte. Altrimenti lo sguardo è diritto e verso il futuro. Riccardo Pazzaglia, l’indimenticabile pseudo radical chic – li prendeva in giro ancora prima che il termine venisse coniato – in Quelli della Notte segnalava quanto l’argomento fosse infimo portando la mano quasi a contatto con il terreno. Dario Cabona posa la mano proprio sul suolo, crea solide ed eleganti coperture. ‘Per’, non ‘con’, i piedi.

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