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Arianna Destito Maffeo debutta nel romanzo con la storia del ‘Palazzo Mondo’

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Ha scritto per antologie, ha realizzato gustosi e piacevolissimi racconti, è da sempre un’appassionata di letteratura, è un’instancabile promotrice culturale con il suo blog Themeltinpop (insieme all’amica e collega Antonella Grandicelli): c’erano tutti gli elementi, insomma, perché Arianna Destito Maffeo facesse il ‘salto’ tra i grandi, pubblicando il suo primo romanzo.

Lo ha fatto nei giorni scorsi, grazie al fiuto e all’instancabile opera di scouting che sta portando avanti in questi anni l’editore milanese Mauro Morellini, soprattutto nelle persone dello stesso Morellini e della scrittrice ed editor Sara Rattaro.

Il titolo del lavoro di Arianna Destito Maffeo, che vive a Genova e di professione è un’operatrice sanitaria, è ‘Un gelido inverno in viale Bligny’: siamo all’interno della collana ‘Varianti’, guidata dalla coppia Rattaro&Morellini, che sta mietendo interessanti personalità, e solo per restare alla Liguria basta citare Cecilia Pierami e Gian Luca Rocco con ‘I segreti dello zerbino’, Cecilia Parodi con ‘La luce bianca del mattino’, Stefania Colombo con ‘La principessa ballerina’ e Andrea Percivale con ‘Il paese nell’ombra’.

Adesso tocca ad Arianna, ed è un esordio con i fiocchi e con i balocchi, non solo perché è di assoluto rilievo, ma anche perché è ambientato nel periodo dell’anno più prossimo alle festività natalizie.

Siamo a Milano, in viale Bligny, in quel civico 42 conosciuto ai più come un vero e proprio melting pot di culture, di etnie e anche di condizioni sociali, quel ‘Palazzo Mondo’ che entra nella letteratura e che, a ben vedere, si prestava benissimo ad essere narrato. Melting pot, e non sarà per caso che è stata stimolata la fantasia dell’animatrice del blog Themeltinpop.

Ma, giochi di parole a parte, il romanzo di Arianna Destito Maffeo è davvero ben riuscito, perché ha un ottimo ritmo narrativo, perché tiene il lettore al giusto livello di suspence, perché spiega quel tanto che basta e altrettanto lascia immaginare, perché tratteggia la figura di una vice questore, Andrea De Curtis, che è il vero elemento in più della narrazione e che, c’è da augurarsi, potrebbe avere un seguito di successo.

Racconta l’autrice: “Ho scelto Milano perché ho conosciuto per caso il civico 42 e sono rimasta affascinata dalla sua storia. È sempre stato famoso per essere il fortino della droga, e in passato teatro di tanti avvenimenti criminali, ma non solo. È un luogo multietnico, con diverse realtà sociali, abitato anche dagli studenti perché vicino alla Bocconi. Un luogo carico di significati e di misteri e dalle energie cosmopolite. Per questo viene chiamato il ‘Palazzo Mondo’”.

Ecco allora che “intorno a questo palazzo s’intrecciano le storie dei miei protagonisti, a cominciare dalla vice questore Andrea De Curtis, una donna spigolosa che ha un grande dolore che si porta dietro fin da bambina e che condiziona la sua vita e il suo lavoro. Una donna ‘costretta’ a fiutare il male e a cercare di aiutare gli altri perché non può farne a meno. Lei odia il suo lavoro e ogni volta che decide di lasciarlo accade qualcosa che glielo impedisce. Ha un grande senso del dovere ed è una donna in transito. In fuga da qualcosa, forse da se stessa”.

Stringerà amicizia con la prima persona che conosce appena arriva a Milano. “È Marlene – prosegue l’autrice – ovvero la trans che abita proprio al 42 nel ‘Palazzo Mondo’ dove trova la libertà di essere se stessa. È una persona solare, risolta, che ha saputo reinventarsi la sua vita. Andrea trova in Marlene un approdo alle sue inquietudini, mentre dovrà investigare insieme al suo collega ispettore Torrisi, uno scanzonato poliziotto, un po’ machista e maschilista quanto basta, con cui all’inizio Andrea si scontrerà ma con cui costruirà un legame importante. Questi personaggi si muovono in una Milano gelida, nel mondo delle gallerie d’arte, delle icone russe e dei trafficanti di opere d’arte”.

C’è da risolvere il mistero di un gallerista assassinato ai giardini di Porta Venezia, indagando non solo sui fatti, ma soprattutto nell’io dei vari personaggi. È qui che la penna di Arianna Destito Maffeo dimostra la sua efficacia e la sua incisività. Per scrivere un buon libro, non basta una buona storia, perché occorre la giusta sensibilità per affrontarla, pagina dopo pagina. L’alchimia è difficile, ma perfettamente riuscita in questo delizioso volume.

La scheda
Arianna Destito Maffeo
Un gelido inverno in viale Bligny
Ottobre 2021
Pagine 240 – Euro 16,90
Morellini Editore

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