Home Attualità Trentasei anni di Corsi di Cultura: conferenze, incontri, lezioni e visite guidate, oltre al servizio di biblioteca. Un baluardo pure per la vita sociale di Chiavari

Trentasei anni di Corsi di Cultura: conferenze, incontri, lezioni e visite guidate, oltre al servizio di biblioteca. Un baluardo pure per la vita sociale di Chiavari

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Non li ha fermati neppure il Covid. Non li ha fermati perché anche nel periodo più difficile e complicato dell’emergenza sanitaria, i Corsi di Cultura di Chiavari sono andati avanti, per chi ha potuto seguirli, in modalità online e, appena si è potuto, sono ripartite le visite guidate ed è stata riaperta la biblioteca, con il servizio di prestito.

Oggi, che la situazione pandemica è un po’ meno allarmante del passato e sono state concesse le prime ‘libertà’, i Corsi di Cultura tornano in modalità ‘in presenza’: partiranno ufficialmente il 18 ottobre e anche questa volta saranno mantenuti i due filoni, ovvero gli incontri e le conferenze, presso la Sala Livellara di via Delpino 2, dove si trova anche la biblioteca intitolata a Francesco ed Elena Bono che conta circa diciottomila e cinquecento volumi; e i corsi veri e propri, presso la sede di via delle Vecchie Mura 1, all’interno degli spazi concessi dal Centro Sociale San Giovanni.

Aver superato il 2020, l’anno più in salita, significa che i Corsi di Cultura di Chiavari, che sono organizzati dall’omonima associazione, animano il panorama culturale e sociale della città da trentasei anni di fila. Lo ricorda con orgoglio e con soddisfazione Silvana Rigobello, presidente di una bella e partecipata realtà che ha raccolto in tutto questo tempo centinaia e centinaia di soci, oltre che di simpatizzanti: “Siamo andati avanti consecutivamente, senza mai interromperci del tutto, anche se è chiaro che la nostra modalità rimane quella dei corsi e delle conferenze di persona”.

Anche quest’anno la Sala Livellara è stata concessa dal Comune di Chiavari, con la formula del comodato d’uso: “Solo che, in ottemperanza alle normative anti contagio, avremo una capienza del 50%. Speriamo che venga portata all’80%, come si sta pensando di fare pure per cinema e teatri”.

Da tempo, poi, l’associazione Corsi di Cultura chiede all’amministrazione “una sala che sia un po’ più capiente, visto che il nostro pubblico continua a crescere. Adesso ci interessa molto anche il ricambio generazionale”. Tradizione e un pizzico di nuove tecnologie: è quanto delineato nel programma 2021/2022.

Alla voce corsi, la novità è rappresentata da una serie di lezioni su come utilizzare correttamente gli smartphones e i tablet. “Abbiamo inserito questa proposta – racconta Daniele Lazzarin, vice presidente del gruppo – anche perché ce n’è sempre più bisogno e perché nel periodo del lockdown ci siamo accorti di quanto le persone facessero fatica a restare in contatto con noi. Inoltre, ci sono sempre più servizi al cittadino per i quali la rete è diventata necessaria, così come l’utilizzo di alcune applicazioni sul telefonino. Anche su questo fronte, quindi, teniamo fede alla nostra filosofia: fare cultura, ma anche rappresentare un punto di riferimento dal punto di vista sociale”.

I docenti sono una quindicina, tra ‘professori’ storici e nuovi arrivi. Tra i corsi, ci sono quelli di lingue straniere, sempre gettonatissimi, ma anche quello di cinematografia, tenuto dall’esperto e appassionato Daniele Lazzarin, e quello di storia dell’arte, con particolare attenzione alla Liguria, tenuto da Gianluca Lizza, un’altra preziosa risorsa per i Corsi di Cultura, nonché per l’associazione culturale Tecnica Mista, di cui è vice presidente. “Mi occupo di un corso sull’arte ligure, in particolare nel Novecento – afferma – ma anche delle varie visite guidate che si tengono in esterno e che siamo riusciti a organizzare pure nei momenti più delicati, assicurando ai Corsi di Cultura una certa continuità di calendario e di proposte. Lavoriamo con le nostre idee ma anche sulla base di alcune importanti sinergie con altre realtà del nostro territorio”.

Oltre alle visite guidate, un altro segnale di vita importante, e di resistenza, è stata la biblioteca: “Di questo – osserva Silvana Rigobello – dobbiamo ringraziare le nostre straordinarie volontarie, che ci hanno consentito di poter erogare un servizio molto apprezzato e molto richiesto dalla popolazione”.

Con i suoi diciottomila e cinquecento volumi, la raccolta intitolata a Francesco ed Elena Bono è la seconda della città, dopo quella della Società Economica. La biblioteca è aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì mattina dalle 9,30 alle 11,30, e anche il martedì pomeriggio dalle 16 alle 18. “Ci piacerebbe, oltre al servizio prestito, poter contare pure su alcune sale per la consultazione, in modo da poter ampliare la nostra proposta”, afferma Silvana Rigobello, ma anche questo discorso è legato alla disponibilità di ulteriori spazi, come da richiesta già effettuata presso il Comune di Chiavari. Per quanto riguarda il prestito, si osservano tutte le raccomandazioni in tema di emergenza sanitaria, e i volumi restituiti restano ‘in quarantena’ per dieci giorni, prima di essere rimessi a scaffale e di tornare a disposizione per altri utenti.

La Sala Livellara è a servizio dei Corsi di Cultura al lunedì, al mercoledì e al venerdì pomeriggio: è qui che si svolgono gli incontri e le conferenze. Si comincia il 18 ottobre, per un totale di oltre settanta appuntamenti, da ottobre sino a maggio, cambiando sempre programmi rispetto agli anni precedenti. Le iscrizioni si raccolgono il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 16 alle 18,30, presso la biblioteca.

Ci saranno, ad esempio, cinema e letteratura con Daniele Lazzarin, arte ligure del Novecento con Gianluca Lizza, letture dai classici della letteratura con Silvana Rigobello, e ancora storia dell’arte con Roberto Altmann, psicologia con Antonio Balsamo, storia e filosofia con Elvira Landò e diritto con Nicola Orecchia e Anna Maria Fiumicelli, oltre a molto altro. “Abbiamo anche lasciato lo spazio per alcuni eventi speciali, che saranno definiti prossimamente”, conclude Silvana Rigobello. Perché speciale è un po’ tutta questa stagione post Covid. Speciale, ma con una precisa certezza: che i Corsi di Cultura sono, e sempre saranno.

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