Home Sport Il Comune di Ne rimane orfano del Centro Sportivo Italiano: l’associazione lascia dopo averci investito parecchio, per divergenze con l’amministrazione

Il Comune di Ne rimane orfano del Centro Sportivo Italiano: l’associazione lascia dopo averci investito parecchio, per divergenze con l’amministrazione

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Quando si dice che lo sport ha bisogno della politica e che gli amministratori della cosa pubblica fanno bene a metterlo tra le loro priorità, si cade nel luogo comune. E spesso si sbaglia sonoramente, perché al posto di interventi confusi e decisioni imprevidenti sarebbe infinitamente meglio che ‘lor signori’ si astenessero. I governanti, anche quelli sul territorio, hanno il compito di indirizzare, fissare gli obiettivi. Lascino alle società che nello sport nascono e in esso e di esso vivono, l’attuazione dei programmi.

Nel Comune di Ne la pensano diversamente, a meno che la decisione non sia scaturita da un fraintendimento: l’aver interpretato male o applicato male lo Spoil System, l’abitudine mutuata dai paesi anglosassoni di cambiare gran parte se non tutti i nomi nei posti di responsabilità e nei luoghi operativi quando si insedia il nuovo governo.

La storia raccontata dal presidente del CSI Chiavari e consigliere nazionale CSI, Cristiano Simonetti, della gestione del campo di calcio a 7 di Conscenti è emblematica della distonia tra amministratori pubblici e società sportive. “Questa storia è la realtà vissuta da chi come noi del Centro Sportivo Italiano promuove lo sport per tutti: purtroppo questo tipo di scelta non è condivisa da tutti. Allo sviluppo dello sport viene data poca importanza. I nostri ragazzi che avevano aderito con gioia al progetto del CSI, sono stati delusi, le aspettative e i sogni infranti da chi avrebbe dovuto sostenerli, ancora di più in un periodo così difficile sconvolto da questa pandemia”.

L’anno scorso la frattura tra il CSI, che aveva preso in gestione la struttura, e il Comune. “L’amministrazione insediatasi a metà del 2019 decide di stravolgere quello che aveva funzionato benissimo per più di 8 anni (2012-2020), non credendo nelle capacità di una grossa realtà, radicata su tutto il territorio diocesano: il CSI vanta 83 società sportive affiliate (+8 rispetto all’anno scorso) e 8500 tesserati”.

Siamo a Ne in Valgraveglia: il 20 settembre 2012 il CSI chiese l’affido del campo da calcio presso la struttura polisportiva del comune. “Ci venne affidato dall’amministrazione precedente all’attuale con contratto annuale, quindi a tempo determinato. Se non avessimo fatto bene l’anno dopo ci avrebbero spedito a casa, come ai calciatori senza ingaggio…”. L’annuale viene rinnovato più volte, diventa triennale come premio per il buon lavoro fatto. “Rispondendo a un bisogno della zona – evidenziato dal Coni Liguria con la circolare ‘Luoghi di Sport’, dove si attesta che Ne è uno dei 7 comuni in Liguria privi di Associazioni Sportive Dilettantistiche – il Consiglio del CSI decide di creare a spese proprie una nuova ASD (associazione dilettantistica, ndr) e di proporre calcio nel campetto, ginnastica per anziani e qualche piccola attività nella scuola. Prende pian piano forma la nuova società ‘CSI Valgraveglia’ con sede nel campo sportivo di Conscenti”.

Le attività inerenti il progetto ‘Luoghi di Sport’, promosso dal Coni Point Genova in collaborazione con l’amministrazione comunale di Ne e con il CSI, Comitato di Chiavari, portano alla festa finale rivolta ai ragazzi dai 5 ai 12 anni, martedì 26 maggio 2015, molto partecipata, a testimonianza della buona riuscita del progetto.

“Il campo a 7, oltre che dai grandi che giocano i tornei (il primo torneo CSI risale al 2014) inizia a essere frequentato dai ragazzini e il 15 novembre 2016 viene inoltrata la richiesta alla giunta di Ne per l’installazione di un nuovo defibrillatore dotato di placche per bambini. Il 16 febbraio 2017 viene installato e inaugurato il nuovo defibrillatore acquistato dall’amministrazione comunale. L’attività prosegue informando la giunta che dal 4 settembre 2017, negli impianti sportivi sarà presente la Polisportiva Valgraveglia che, grazie ai volontari del CSI, crea la scuola calcio in accordo e collaborazione con il comune, la scuola e la parrocchia”.

È tanto e non finisce lì. “La struttura viene attrezzata a spese del CSI Chiavari con palloni da calcio nuovi, t-shirt per i ragazzini e accessori per poter svolgere l’allenamento; viene anche acquistato in zona (presso azienda del territorio) un kit da gioco per poter partecipare a gare e campionati, favorendo il movimento e il divertimento dei ragazzi della zona. Visto il numero crescente dei ragazzi iscritti, nasce una ‘vera’ scuola calcio, che ha puntato a far crescere i singoli bambini dal lato fisico-motorio, mentale, e caratteriale. Abbiamo investito risorse, tempo e tanta voglia di fare pensando di creare una nuova realtà calcistica in un contesto (Val Graveglia e dintorni) in cui per i bambini/ragazzi non era esistito fino a quel momento nulla”.

Il primo anno calcistico si era concluso con 20 bambini iscritti (divisi tra le leve 2007-2009-2010 e 2011), si arriva a 35 nella seconda annata con l’iscrizione anche alla Federazione Gioco Calcio e la partecipazione ai campionati. Il successo è forse la principale colpa del gestore. “Numerose sono state le attività a cui i ragazzi hanno partecipato, poi all’improvviso Conscenti diventa terra di conquista. Fino a quel momento nessuno ci voleva venire, nessuno voleva investire, non esistevano società sportive. Società confinanti iniziano a chiedere il campo al comune. Il cambio amministrativo ci ha fatto sentire distanti e poco accettati fin da subito. Non veniva riconosciuto il lavoro svolto”.

Il colpo finale dall’imponderabile. La pandemia ferma tutto e tutti. Simonetti e suoi hanno avuto tempo di riflettere e capire. “Non c’era più fiducia in quel nostro progetto costruito con tanto sudore e le tante ore messe a disposizione dai numerosi volontari. Le risorse investite nel campo per la manutenzione, la custodia, la vigilanza, la pulizia e la cura dell’impianto sarebbero state sempre meno e allora abbiamo deciso, con rammarico, di lasciare la gestione dell’impianto in data 10 agosto 2020”.

Nessuno ha tentato di farli tornare sulla decisione. “Abbiamo lasciato ad altri. Peccato che questi ‘altri’ dopo neanche un anno non ci siano più. Peccato per i ragazzi del territorio che devono andare a praticare calcio altrove. In un momento così difficile dove quasi tutte le società sono in sofferenza, dove i ragazzi sono da riportare a ogni costo a fare attività motoria, dove gli spazi per il divertimento scarseggiano, l’amministrazione comunale ha deciso di non credere in un progetto decennale, lasciando Ne senza società sportive, cioè tornando indietro nel tempo. Un comune piccolo dovrebbe concentrarsi sulle proprie strutture. Ho l’impressione che lo sport venga sempre messo nell’angolo”. Mentre al centro del ring ci sono i soliti personalismi.

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