Home Approfondimento Gestore unico dei rifiuti nel Tigullio, l’iter va avanti. Valentina Ghio: “Continuiamo a chiedere che venga indetta una gara”

Gestore unico dei rifiuti nel Tigullio, l’iter va avanti. Valentina Ghio: “Continuiamo a chiedere che venga indetta una gara”

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Gestore unico dei rifiuti per Genova e per tutto il Tigullio, che fine ha fatto la vertenza? La questione si era infiammata la scorsa primavera, poi si è assopita durante l’estate e al momento ogni discorso pare completamente arenato.

Nel frattempo, però, la macchina burocratica sta andando avanti e martedì scorso, in Consiglio Comunale a Genova, è stata approvata una delibera di Giunta che recepisce delle ‘Modifiche al regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e per il nuovo contratto di servizio per l’erogazione del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani nel territorio del genovesato’

Così si legge nel testo del documento che è passato con i voti della sola maggioranza di centrodestra, mentre le opposizioni sono uscite dall’aula. Che cosa significa? Significa che il processo che prevede, in ottemperanza alle normative europee, che nella provincia di Genova ci sia un gestore unico del ciclo dei rifiuti sta andando avanti, con il procedimento che è passato in capo alla Città Metropolitana.

Nel silenzio della politica, insomma, sta andando avanti la questione tecnica. Vi ricorda mica qualcosa? Quando, per esempio, nel silenzio della politica andava avanti la questione tecnica relativa alla Diga Perfigli sulla piana dell’Entella, e oggi ci ritroviamo con le ruspe in mezzo ai campi e nel bel mezzo di un tentativo disperato di fermare tutto?

Il gestore unico dei rifiuti nel Tigullio va in questa direzione: perché laddove un servizio è pienamente soddisfacente, con città come Sestri Levante e Santa Margherita che ormai da anni superano la percentuale del 65% di raccolta differenziata indicata dall’Unione Europea, a Genova è pienamente insoddisfacente, con una percentuale di differenziata che a malapena arriva al 40%.

Ecco perché, nei mesi scorsi, i comuni del Levante si sono chiesti perché andasse assegnato l’appalto unico a un’azienda che finora ha ottenuto risultati così modesti sul territorio del Comune di Genova. Nel mirino c’è Amiu, anche perché una prima ipotesi prevedeva un affido diretto, e quindi senza alcun tipo di gara.

E ora a che punto siamo? “Per quanto mi risulta – afferma Valentina Ghio, sindaco di Sestri Levante e tra le persone più combattive e determinate su questo fronte – non sono stati fatti passi in avanti, né in una direzione né nell’altra. Noi abbiamo chiesto a gran voce che, se gestore unico dovrà essere, come previsto dalle normative, almeno che questo gestore unico venga individuato attraverso una gara e non vengano fatti affidi diretti”.

Nessuno, infatti, si fida di Amiu, l’azienda in house del Comune di Genova, mentre tutti sono a piena conoscenza dei risultati sin qui poco incoraggianti ottenuti dall’azienda nel territorio del capoluogo ligure. “Tutti i Consigli Comunali delle città del Levante – ricorda Valentina Ghio – votarono delle delibere in cui veniva richiesto alla Città Metropolitana di avviare una gara a evidenza pubblica per individuare il gestore unico dei rifiuti. La nostra volontà è questa, e continueremo a ribadirla in tutte le sedi. Noi nel Tigullio non vogliamo un gestore imposto, ma vogliamo, al contrario, che venga individuata la soluzione migliore nel nostro interesse e che ci consenta di continuare a raggiungere i nostri traguardi pienamente soddisfacenti”.

Il Levante, insomma, non intende accollarsi i malfunzionamenti di Genova, e soprattutto non intende che Amiu prenda possesso della loro gestione dei rifiuti, senza passare da un bando. La posizione rimane precisa, i sindaci del territorio l’hanno raggiunta non senza qualche fatica, e adesso, come sempre sostenuto anche da noi di ‘Piazza Levante’, bisogna evitare gli scollamenti, perché più la vertenza si allunga, più questo rischio è concreto.

Su tutto pesa sempre lo schema della Città Metropolitana, dove c’è un sindaco metropolitano non eletto da nessuno che è allo stesso tempo anche il sindaco del capoluogo e che decide le sorti del Tigullio con ottica ‘genovacentrica’.

Intanto in Liguria, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Regione sulla raccolta differenziata, si è ancora molto lontani, complessivamente, dal target del 65% richiesto dall’Europa. Il dato si attesta al 53,46%, in lieve crescita rispetto al 53,43% del 2019. Nel 2015 era al 38,63 %. La provincia più virtuosa è quella della Spezia con il 74,18%, quella di Imperia è al 54,25%, quella di Savona al 61,07% e quella di Genova al 45,04%.

I comuni migliori? Sono nel Levante: Chiavari e Sestri Levante che hanno superato il 65%, Santa Margherita Ligure che ha addirittura superato l’80%. Genova arriva a malapena al 40%. E allora torna sempre la stessa domanda: perché il gestore di una città con risultati così bassi deve essere imposto a territori dove la situazione va decisamente meglio?

La politica torni ad accendere i fari sulla questione, prima che ce la si ritrovi ‘cotta e mangiata’ come la questione del muraglione sulla piana dell’Entella.

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