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La tragica scomparsa di Marco Di Capua

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

La scomparsa di Marco Di Capua è un tragico evento per la sua famiglia e per tutta la comunità chiavarese. Un uomo giovane, impegnato nella cosa pubblica, generalmente stimato e ben voluto dai suoi concittadini se n’è andato in un pomeriggio di fine agosto alla vigilia di una breve vacanza con moglie e figli. L’impressione è stata enorme in città e una grande emozione ha colpito tutti perché tutti abbiamo pensato che non è giusto morire così a soli cinquanta anni.

La riflessione immediata è stata anche quanto difficile, stressante e complicato debba essere il mestiere di Sindaco oggi. Impegnato e a disposizione della comunità 24 ore su 24 , spesso con problemi difficili da risolvere o addirittura irrisolvibili, spesso con poco aiuto e poca struttura soprattutto alle nostre latitudini.

Ho sempre pensato che Comuni della dimensione di quello di Chiavari e simili siano i più difficili da amministrare. Le strutture, i servizi, la complessità sono simili a quelle di città molto più grandi ma la struttura organizzativa resta molto piccola e spesso inadeguata. Non puoi fare il Sindaco di professione perché il compenso è minimo e con quello non campi e quindi devi continuare a lavorare, a portare avanti la tua professione, in questo caso quella molto stressante di commercialista. Sono convinto che nella prematura scomparsa di Di Capua abbiano pesato anche questa enorme fatica e stress e vicende come questa dovrebbero mostrare che qualcosa va cambiato perché così il meccanismo non regge e ben presto nessuno si vorrà più occupare di cosa pubblica se non i disonesti e gli approfittatori.

Fuori dal contesto ufficiale e istituzionale io non conoscevo molto Marco Di Capua, di quasi una generazione più giovane della mia. Conosco invece bene suo padre, maestro d’ascia provetto di quelli che non esistono più. Lo abbraccio con tanto affetto perché credo che non ci sia dolore più grande nella vita che perdere un figlio.
Senza essere ipocriti, il confronto pubblico con lui e con la sua Amministrazione sulle colonne di ‘Piazza Levante’ è stato sovente vivace e talvolta critico. Ma devo ricordare che al di fuori di questo confronto dovuto soprattutto a diverse e inconciliabili storie politiche del passato, e a una diversa visione della città, che aveva provocato alcune asperità anche recenti, il rapporto personale suo nei miei confronti è stato sempre di un uomo gentile.

Mi aiutò molto ad esempio l’anno scorso perché l’incontro con Matteo Renzi in piazza Madonna dell’Orto fosse possibile nonostante i tempi brevissimi del preavviso; intervenne a molte iniziative di ‘Piazza Levante’, non ultima il confronto di tutti i sindaci del comprensorio con Lella Paita sul tunnel della Fontanabuona; ci siamo visti ancora recentemente in Prefettura a Genova dove mi intrattenni con lui e con il sindaco Donadoni di Santa Margherita Ligure e mi spiegò la posizione di Chiavari sul tema dell’allargamento del Parco di Portofino.

C’era soprattutto l’Entella ad unirci. Grande tifoso della nostra squadra, gli era spiaciuto moltissimo non poter presenziare, per un fatto di famiglia, alla festa di ritorno in serie B nel maggio del 2019 e me lo diceva sempre. Mi aveva scritto per rincuorarmi dopo la brutta retrocessione di quest’anno dicendomi che quello che avevamo fatto in questi anni per l’Entella e per Chiavari era comunque tantissimo. Era un assiduo spettatore nel settore dei distinti dove con la sua sciarpa guardava la partita insieme al gruppo di amici di sempre. Gli avevo chiesto spesso di venire in Tribuna d’onore nel posto a lui riservato ma non aveva mai voluto farlo. Lì per lì c’ero rimasto male perché non capivo le ragioni di quella scelta, poi avevo realizzato che era un gesto di umiltà e di vicinanza verso quegli amici da cui non voleva separarsi solo perché era diventato Sindaco.

Mi scrisse dopo il funerale del comune amico ed ex presidente dell’Entella Tito Fontana dicendo che era stato molto apprezzato da tutti il gesto con cui avevamo posto sul feretro una maglia dell’Entella n.10 con il nome Tito. Faremo lo stesso per lui in questa triste occasione sperando che i colori dell’Entella lo possano accompagnare anche lassù.
Alla famiglia Di Capua e all’Amministrazione Comunale chiavarese vadano le più sentite condoglianze mie personali, di tutta la mia famiglia e dell’intera redazione di ‘Piazza Levante’.

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