Home SportCalcio Mezzo secolo di calcio e tanta voglia di ripartire ancora: la lezione di Ignazio Codice, intramontabile presidente del Comitato di Chiavari

Mezzo secolo di calcio e tanta voglia di ripartire ancora: la lezione di Ignazio Codice, intramontabile presidente del Comitato di Chiavari

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Chi dice calcio nel Levante deve aggiungere Ignazio Codice. Presidente del comitato locale da tre mandati, uomo di federazione da decenni, insostituibile punto di riferimento per società, calciatori e tutte le altre componenti del pianeta football. Una onorificenza quella che gli è stata conferita il 5 agosto scorso dalla Figc, ovvero la ‘Benemerenza Nazionale Onoraria’ è solo un doveroso risarcimento per tanto tempo e tanta fatica impegnati per i dilettanti ed i settori giovanili.

L’ex sottufficiale dell’Esercito ha portato nel suo nuovo incarico la stessa precisione organizzativa e la serietà metodologica della sua ‘vita precedente’.

Congedatosi con il grado di Maresciallo Maggiore Aiutante, premiato dal Presidente della Repubblica con il titolo di Cavaliere del Lavoro, impiegato per cinque anni, dal 1965 al 1969 nella Nato con stanza in Germania e missioni in ogni paese dell’Alleanza, dalla Norvegia alla Turchia, impegnato in numerose esercitazioni, poi di stanza alle Caserme di Caperana a Chiavari, poteva godersi la pensione e invece diventato un protagonista della traversa dell’allora comitato zonale di Chiavari (oggi è la delegazione del Levante) dagli anni Ottanta del secolo scorso ad oggi.

Codice ha scalato gradino per gradino il cursus honorum federale: volontario, membro ‘semplice’ del comitato, sostituto giudice sportivo, giudice sportivo, vice del presidente Clerico e ora presidente ‘emerito’.

Il Consiglio Direttivo della LND che si è riunito a Roma il 5 agosto all’unanimità ha approvato la proposta del presidente del Comitato ligure, Giulio Ivaldi, per il conferimento della benemerenza nazionale onoraria ai delegati di Savona, Carmine Iannece, e Chiavari, Ignazio Codice. La motivazione? La loro straordinaria e storica attività svolta a favore del calcio dilettantistico e giovanile ligure.

“Sono estremamente orgoglioso di aver potuto proporre questi due cari amici e dirigenti federali che stanno dando lustro al nostro mondo da così tanto tempo”, sottolinea Ivaldi. Grande soddisfazione per Codice e Iannece, al culmine di una lunga e appassionata carriera dirigenziale. “Posso dire di aver vissuto ben 47 anni di calcio”, sorride Codice, delegato del Comitato di Chiavari ma per tutti ‘Il Presidente’.

“Ho iniziato ad andare per campi per seguire mio figlio. Entella, Caperanese e poi di nuovo Entella. Quasi 44 anni in Federazione a Chiavari. Ricordo gli inizi come sostituto giudice sportivo. Poi giudice unico. È durata 20 anni. Poi 12 anni da delegato. Sono cambiate molte cose, soprattutto con l’arrivo dei computer. Io compio 85 anni il prossimo 27 settembre e sono molto felice di questo riconoscimento che arriva a coronamento della mia carriera dirigenziale”.

È nella posizione di guardare indietro e fare un bilancio: “Ho sempre avuto un ottimo rapporto con le società. Speriamo che si possa riprendere e tornare alla normalità. Le società hanno bisogno di giocare. Io ancora per un intero anno sarò a disposizione. Ringrazio il presidente Ivaldi e tutte le società, così come tutti gli amici e collaboratori con cui ho condiviso questo percorso”.

Sembrerebbe quasi un commiato. “Pensavo che fosse giunto il momento di farsi da parte. Poi il presidente Ivaldi e gli altri amici mi hanno chiesto di restare perché il momento era serio. Non potevo abbandonare il fortino che era sotto assedio. Sono stati due anni, questo e il precedente, tremendi anche per lo sport. Abbiamo dovuto resistere e ce l’abbiamo fatta, ora siamo pronti a riprendere il discorso interrotto”.

Venerdì 27 agosto a Caperana arriva il presidente Ivaldi per incontrare insieme a lui tutte le società del Levante. “Sarà una riunione decisiva. Capiremo quante sono disposte a iscriversi ai tornei di Seconda e di Terza”.

Codice non fa numero e come sempre resta abbottonato sui temi in discussione. Eppure si parla di almeno tredici società di Terza e altrettante di Seconda che avrebbero intenzione di ‘provarci’. Sarebbe un numero da urlo considerando quanto accaduto nei mesi scorsi. Aggiungendo il malumore diffuso tra dirigenti e giocatori che vorrebbero dei ‘ristori’ da parte della Figc. “La Federazione – riflette Codice – ha restituito le tasse pagate per i tornei non disputati nel 2020 e nel 2021, certo non può risarcire le quote assicurative che coprono anche l’attività dei tesserati negli allenamenti e nei match amichevoli che vennero disputati. Comunque non saremo sordi alle ‘grida di dolore’, vedremo di rateizzare in almeno due se non di più le tranche di pagamento della prossima stagione”. Un militare con il dono della diplomazia, una professionalità che il calcio ligure vorrebbe conservare. “C’è la famiglia, c’è la voglia di fare posto ai giovani. Io comunque ci sarò, magari non al comando, ma accanto. Ho fatto per tanto tempo il timoniere, potrei fare adesso ‘solo’ l’ufficiale di rotta nonostante venga dall’Esercito non dalla Marina”.

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