Home Attualità A Recco i quattro ragazzi della startup BeInn organizzano laboratori didattici: “Così costruiremo una macchina puliscimare sempre più evoluta”

A Recco i quattro ragazzi della startup BeInn organizzano laboratori didattici: “Così costruiremo una macchina puliscimare sempre più evoluta”

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Con due bottigliette di plastica è possibile costruire un robot, salvaguardare l’ambiente, fare qualcosa di estremamente utile e aiutare un gruppo di ragazzi nel loro ambizioso e importantissimo progetto: costruire un secondo prototipo di macchinario in grado di ripulire il mare dalle sostanze oleose e dagli idrocarburi.

Succede tutto per davvero, e succede grazie alla collaborazione tra quattro studenti dell’Università di Genova, la loro startup BeInn e l’amministrazione comunale di Recco, che nelle persone del sindaco Carlo Gandolfo e dell’assessore comunale Edvige Fanin è stata la prima a credere nella proposta di questi promettenti allievi e ha deciso di sostenerla con convinzione.

BeInn è una realtà nata nel 2019, che si pone come scopo principale quello della pulizia del mare, attraverso un robot che è stato già presentato e attraverso uno ancora più evoluto che è in fase di progettazione. Per questo, i quattro ragazzi hanno bisogno di iniziative anche allo scopo di autofinanziarsi. E l’attività denominata ‘Robotica per l’ambiente’ rientra appunto in questo novero: si è partiti lo scorso 14 agosto e ogni sabato sino alla fine di settembre (quindi 21 e 28 agosto, 11, 18 e 25 settembre) ci si dà appuntamento presso il Belvedere Luigi Tenco, con laboratori gratuiti per grandi e piccini, alla scoperta della robotica e dei suoi utilizzi.

I laboratori sono a tutti gli effetti attività di edutainment, quindi educazione e intrattenimento mirati ai bambini, ma anche per i più adulti: in quest’occasione, viene insegnata la robotica e viene avviato un percorso di sensibilizzazione verso il tema ambientale.

“A fronte di una libera offerta infatti – spiega Giorgio Bernardini, uno dei fondatori e dei membri di BeInn – è possibile portare a casa un robot costruito con bottigliette di plastica. I fondi che ricaveremo, serviranno a finanziare la nostra ricerca sul secondo modello di robot puliscimare”.

L’idea è piaciuta moltissimo al Comune di Recco che, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, sta promuovendo l’educazione ambientale e la sostenibilità della città. “L’emergenza plastica è sotto gli occhi di tutti – sottolineano il sindaco Carlo Gandolfo e l’assessore all’Ambiente, Edvige Fanin – Sono in corso programmi di sensibilizzazione dei cittadini affinché comprendano quanto prezioso può essere il contributo di ognuno attraverso piccole azioni quotidiane, a cominciare da una corretta raccolta differenziata della plastica. Siamo già impegnati nella campagna ‘Plastic Free Challenge’, lanciata dal Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo di limitare l’uso degli imballaggi di plastica, in anticipo di due anni sulla direttiva europea. Ben vengano, dunque, queste iniziative che, in materia ambientale, promuovono la crescita di cittadini consapevoli negli atteggiamenti e nei comportamenti, per un futuro sostenibile”.

A dare un fattivo supporto a ‘Robotica per l’ambiente’ sono stati anche i commercianti di Recco, che hanno aderito volentieri alla raccolta delle bottigliette di plastica: sono Bar Ivo, Bagni Marina, Orizzonte, Bar Sport, Bar Perla, Gelateria Vitto, Gelateria Cavassa, Baracchetta e Bar Ippocampo. “Il secondo prototipo non ha ancora un nome, ma ci stiamo lavorando con grande impegno – prosegue Giorgio Bernardini – Possiamo dire che sarà varato per la prima volta nelle acque antistanti a Recco”.

BeInn nacque a seguito degli eventi dell’ottobre 2018, quando una tremenda e terribile mareggiata devastò la costa della Liguria, specialmente della Riviera di Levante: fu interrotta la strada tra Santa Margherita e Portofino, ci furono ingenti danni a Recco, il porto ‘Carlo Riva’ di Rapallo venne distrutto, molti yacht furono affondati e altre imbarcazioni vennero riversate e catapultate sul lungomare. Oltre al recupero dei relitti e al rifacimento delle dighe e delle banchine, si pose il problema di come recuperare tutto il carburante che dalle barche era terminato in mare, per salvaguardare l’ambiente dalla dispersione di liquidi inquinanti e di idrocarburi.

È in questo preciso contesto, sulla base di una reale emergenza, dentro una situazione pienamente sfavorevole che inizia l’avventura di quattro ragazzi di Rapallo che, a quell’epoca, frequentavano l’Istituto Liceti e che invece oggi, dopo il diploma, sono iscritti all’Università. Si chiamano Giorgio Bernardini, Luca De Ponti, Tommaso Pavletic e Alberto Conte e seguono, rispettivamente, la facoltà di Fisica, di Ingegneria Meccanica, di Ingegneria Gestionale e di Ingegneria Informatica. L’input fu, nel 2018, del loro professore Giovanni Dodero, ma oggi quella proposta è diventata una startup e la prospettiva è quella che possa diventare un vero e proprio lavoro.

Il primo robot puliscimare si chiama Hydrocarbot e ha permesso ai quattro studenti di vincere le Olimpiadi di Robotica, quindi si è andati avanti nel lavoro, anche grazie all’interessamento da parte dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Giorgio, Luca, Tommaso e Alberto hanno partecipato al First Global Challenge di Dubai, conquistando, dopo tre giorni intensi di challenge, la medaglia d’argento come ‘Winning Alliance’ insieme ad Israele, Uganda e Australia.

Attualmente, Hydrocarbot si trova esposto presso la Pro Loco di Recco, mentre il suo successore è ancora ‘top secret’, “ma sarà – assicura Giorgio Bernardini – un’ingente evoluzione rispetto al primo. Puntiamo infatti a diventare una realtà sempre più consolidata”.

Nel frattempo, BeInn è tra le startup che sono state selezionate per un percorso di incubazione nell’ambito del progetto Nowtilus – Sea Innovation Hub, che è stato lanciato nei mesi scorsi da Fondazione Carispezia, Crédit Agricole, Wylab e Le Village by Crédit Agricole Milano: si tratta del primo percorso in Liguria dedicato al sostegno dell’innovazione e delle tecnologie legate all’economia del mare. I ragazzi di Rapallo hanno partecipato nell’ambito della categoria ‘Sostenibilità ed energie rinnovabili’, che è appunto il loro focus.

“Il nostro progetto – illustra Giorgio Bernardini – è mirato a unire tecnologia e salvaguardia dell’ambiente, lavorando attualmente su due fronti. Il primo è un aiuto concreto all’ambiente, in particolare quello marino, partendo dalla costruzione di un robot in grado di ripulire le acque dagli idrocarburi. Il secondo è una sensibilizzazione verso quelli che sono gli attuali problemi ambientali. Quest’attività viene svolta attraverso dei laboratori di edutainment principalmente orientati verso le nuove generazioni, durante i quali vengono insegnate le basi della robotica in relazione al riciclaggio e al rispetto dell’ambiente”. Esattamente come ‘Robotica per l’ambiente’: anche la tecnologia entra al servizio della sostenibilità.

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