Home Approfondimento Il Tigullio Capitale della Cultura 2024: una bellissima occasione per affrontare alcune emergenze del territorio

Il Tigullio Capitale della Cultura 2024: una bellissima occasione per affrontare alcune emergenze del territorio

da Alberto Bruzzone

di ANDREA SANGUINETI *

La candidatura del Tigullio a Capitale della Cultura 2024 è una bella e importante iniziativa per recuperare, a prescindere dall’esito della candidatura, un patrimonio culturale e storico-artistico poco conosciuto e spesso abbandonato.

Per raggiungere l’obiettivo è necessaria a mio parere una forte sinergia tra pubblico e privato: imprenditori, privati cittadini ‘illuminati’ con forti legami affettivi al territorio che vogliono investire nella nostra ricchezza storica e culturale.

È fondamentale il coinvolgimento degli archeologi, storici, uomini di cultura. Abbiamo nel Tigullio uomini di grande valore e associazioni culturali importanti; è questa l’occasione per coinvolgerli in un progetto comprensoriale di valorizzazione dei beni storici e artistici.

Per rendere credibile la candidatura abbiamo due ‘emergenze’ che vanno affrontate con quella sinergia tra pubblico e privato sopra auspicata.

La Basilica dei Fieschi a San Salvatore di Cogorno: una delle chiese romano-gotiche più belle d’Italia che rischia di crollare.

Va colta questa occasione per il reperimento dei fondi al fine di salvare questo stupendo monumento.

La seconda emergenza è il Teatro Cinema Cantero a Chiavari.

La domanda è banale: il Tigullio può candidarsi a capitale della cultura con uno dei teatri più belli e importanti della Liguria chiuso da ormai diversi anni?

L’immobile è di proprietà privata ma penso che con una forte e determinata volontà politica da parte dell’amministrazione comunale e del comprensorio tutto si possa trovare una soluzione a questa triste situazione.

È questo a mio parere un appuntamento da non perdere per dare finalmente una collocazione adeguata e usufruibile al pubblico della importante necropoli di Chiavari.

La collaborazione tra enti pubblici e privati dovrebbe concretizzarsi con l’attuazione di un percorso museale del Tigullio con il coinvolgimento ad esempio della Società Economica per quanto riguarda il Museo del Risorgimento e la Curia Vescovile con i due importanti musei: quello di Arte Sacra e lo Scientifico meteorologico.

In tema di recupero del patrimonio storico artistico andrebbe valorizzato l’entroterra. Si prenda come esempio di grande lungimiranza Matera, capitale della cultura nel 2019: oltre le sue prestigiose chiese e monumenti all’interno della città si sono resi praticabili antichi sentieri che con adeguata segnaletica conducono a luoghi di culto ripuliti e restaurati.

Il nostro caso è molto simile. Si tratta di ripristinare sentieri e recuperare manufatti antichi posti in luoghi suggestivi e purtroppo poco conosciuti e a volte difficilmente raggiungibili.

Alcuni esempi: la Chiesa di San Martino di Licciorno a Borzonasca, la Chiesa di Santa Reparata a Tolceto, la Chiesa di San Michele Arcangelo di Osti, il sito archeologico della Valle Agorara.

Una grande occasione per un binomio vincente: natura e arte.

(* ex Segretario Cisl Tigullio – Socio Amici del Museo Scientifico Sanguineti e Leonardini)

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