Home Approfondimento Scuola, i presidi vanno in pressing sul Ministero: “Vaccini obbligatori per il personale scolastico”

Scuola, i presidi vanno in pressing sul Ministero: “Vaccini obbligatori per il personale scolastico”

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Per il rientro a scuola in tutta tranquillità, a partire da settembre, occorrerà che la campagna vaccinale, sia tra insegnanti che personale scolastico che soprattutto studenti, vada sempre di più a segno. E, secondo l’Associazione Nazionale Presidi, “bisogna andare oltre le ipotesi sul green pass a scuola. Per riaprire gli istituti in presenza e in totale sicurezza serve l’obbligo del vaccino per il personale scolastico. In questo modo, non bisognerebbe applicare il distanziamento, che necessita invece della disponibilità di spazi”.

Il pensiero è stato espresso ieri dal direttivo nazionale della realtà che rappresenta i dirigenti scolastici e che giovedì prossimo avrà un primo incontro al Ministero della Pubblica Istruzione, in vista della ripartenza di settembre. “La prossima settimana – osserva il presidente nazionale di Anp, Antonello Giannelli – vedremo il ministro Patrizio Bianchi e riferiremo anche a lui le nostre posizioni sul vaccino ai professori”.

A confermare questa posizione, nella nostra regione, è Angelo Capizzi, già dirigente scolastico dell’istituto ‘Bergese’ e presidente della sezione provinciale di Genova dell’Associazione Nazionale Presidi: “Sono assolutamente d’accordo con quanto espresso dal direttivo nazionale – afferma Capizzi – L’obbligo per il personale scolastico è l’unica strada, per tutelare sia chi lavora a scuola, sia gli studenti stessi. L’obiettivo per settembre è quello di riprendere le lezioni al cento per cento in presenza e, per fare questo, non si può prescindere da una campagna vaccinale il più spinta e penetrante possibile. Lo abbiamo visto nella storia: determinate malattie sono state debellate solamente con l’introduzione dell’obbligo vaccinale. Per questo ritengo che occorra comportarsi così anche con il Covid, almeno per quanto riguarda il mondo della scuola. Non possiamo permetterci un anno altro di didattica a distanza”.

Secondo Capizzi, infatti, “la didattica online può essere un buono strumento integrativo, noi non la possiamo accantonare del tutto, ma neppure renderla di nuovo esclusiva”. Il presidente genovese dell’Anp, quindi, auspica “una vaccinazione sempre più massiva per il personale scolastico, ma anche per gli studenti. Se è vero che in Liguria tre insegnanti su quattro sono vaccinati almeno con la prima dose, questo significa che nel giro di una decina di giorni, con l’ampia disponibilità di fiale attuali, si potrebbe chiudere la partita relativa alla nostra categoria. Più complicato per gli studenti, ma anche a loro rivolgo un appello: vaccinatevi per la sicurezza di tutti, dentro ma anche fuori dalla scuola”.

Ai giovani, sempre ieri, ha parlato anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti: “I nostri ragazzi hanno affrontato un anno scolastico molto difficile a causa della pandemia ed è sacrosanto che vogliano raggiungere mete di vacanza per trascorrere un periodo spensierato, specie dopo la maturità. Proprio per questo il mio consiglio è innanzitutto quello di vaccinarsi contro il Covid-19 per viaggiare in sicurezza. Questo virus non va sottovalutato, la battaglia non è finita. Per farlo, possono approfittare anche delle open night programmate su tutto il territorio ligure e destinate sia a coloro che devono ancora fare la prima dose sia a coloro che volessero anticipare la seconda dose”.

Quanto alla vaccinazione del personale scolastico, Toti ha spiegato martedì che in Liguria il 74% di questa categoria ha ricevuto almeno una dose di vaccino. La comunicazione è stata data anche con l’obiettivo non solo di correggere, ma pure di integrare alcuni dati che erano stati diffusi in precedenza e che, per quanto riguarda la nostra regione, erano molto meno confortanti. Secondo i rilievi condotti in base alle categorie, in Liguria ci sarebbe più di un insegnante su tre non ancora vaccinato e la regione sarebbe tra le quattro peggiori in tutta Italia, insieme a Sicilia, Calabria e Sardegna.

Ma a dare una diversa interpretazione è lo stesso Toti, attraverso le cifre che martedì sono state accertate da Alisa: “Il tasso di copertura vaccinale nel personale scolastico, docente e non docente, considerando coloro che hanno dichiarato l’appartenenza alla categoria ‘personale scolastico’, al momento della somministrazione è pari al 65%. Tuttavia, una parte dei soggetti appartenenti alla categoria è stato vaccinato per fascia d’età, ha aderito a un open day o è stato inserito tra gli allergici o ultrafragili, senza quindi dichiarare l’appartenenza alla categoria. Dall’incrocio con gli elenchi forniti dal Ministero tramite il sistema della tessera sanitaria, il dato più preciso e aggiornato alla data odierna è pari al 74%. Lo abbiamo quindi trasmesso al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, perché venga aggiornato”.

Anche il direttore generale di Alisa, Filippo Ansaldi, conferma e rivolge un invito al restante 26%: “Tutto il personale scolastico e i giovani che non hanno ancora aderito alla campagna di vaccinazione anti Covid si prenotino attraverso uno dei canali disponibili o partecipino agli ‘Open Vaccine Day’ organizzati da Regione Liguria: questo ci permetterà di far ripartire la scuola in massima sicurezza, anche le attività legate al tempo libero”.

A conti fatti, mancano ancora all’appello oltre settemila tra docenti e non docenti, e a meno di due mesi dalla ripartenza ufficiale delle lezioni il completamento del percorso vaccinale viene visto come una delle principali condizioni per poter svolgere la didattica in piena sicurezza.

Ma come mai si è arrivati a un risultato non ancora completo? Vanno analizzate, secondo i rappresentanti sindacali, una serie di concause: l’indubbia presenza di insegnanti renitenti alla vaccinazione, lo stop ad AstraZeneca e il cambio di strategia dei mesi scorsi, quando si è passati dalla vaccinazione per categorie a quella per fasce d’età.

“È stato lì che tutto è saltato – prova ad argomentare Monica Capra, segretario generale di Cisl Scuola Liguria – Se si fossero mantenute le categorie, tutti gli insegnanti sarebbero stati vaccinati entro la fine della primavera. Le varie aperture hanno provocato ritardi. Noi abbiamo insistito molto sul mantenere gli insegnanti come categoria prioritaria, ma non siamo stati ascoltati. Inizialmente, poi, il vaccino di riferimento per il corpo docenti e per il personale scolastico avrebbe dovuto essere AstraZeneca: quando c’è stato lo stop, sono saltati moltissimi appuntamenti. E ha iniziato a circolare un clima di scetticismo, rispetto ai vaccini”.

Scetticismo confermato da Ferdinando Agostino, segretario generale di Uil Scuola Liguria: “Gli insegnanti contrari al vaccino ci sono. Io ho parlato con parecchi di loro. C’è un clima di sospetto a seguito di alcune morti fra i colleghi, che si erano sottoposti al percorso di immunizzazione. Un po’ quello, un po’ la disorganizzazione generale hanno comportato una frenata”.

C’è la speranza che si possa ripartire in sicurezza, ma bisognerà darsi da fare: “Però la vaccinazione degli insegnanti dovrà funzionare meglio rispetto a quanto successo sinora – avverte Claudio Croci, segretario generale della Flc Cgil Liguria – Noi abbiamo sempre raccomandato di coinvolgere i medici di famiglia, e questo non è stato fatto. Le liste che l’Ufficio Scolastico Regionale ha messo a disposizione di Alisa non sono mai state utilizzate. Non c’è stata una campagna mirata e non basta che vengano pubblicizzati degli open day. Se ci sarà un po’ più organizzazione, a settembre potremo essere più tranquilli tutti quanti”. E Ferdinando Agostino aggiunge: “C’è un clima di attesa ma anche di paura. Solo che rispetto ai vaccini e all’obbligatorietà, è la politica che deve fare delle scelte. Noi non possiamo che adeguarci”. Secondo Monica Capra, “l’obbligo non è giusto, ma è legittimo che ognuno si ponga la questione etica”. Intanto, settembre è dietro l’angolo e Angelo Capizzi chiude con un pensiero amaro: “Quest’anno abbiamo uno strumento in più, il vaccino, ma paradossalmente su tanti aspetti siamo molto più indietro”. Occorre recuperare, senza se e senza ma.

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