Home editoriale I sermoni del giovedì. Diga Perfigli, il Comune di Chiavari si allinea. Perché non trasformare la piana dell’Entella in un grande parco fluviale?

I sermoni del giovedì. Diga Perfigli, il Comune di Chiavari si allinea. Perché non trasformare la piana dell’Entella in un grande parco fluviale?

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

I ‘sermoni del giovedì’ sulla diga Perfigli e sulla necessità che anche il Comune di Chiavari receda dall’accordo di programma così come già fatto o preannunciato da Lavagna, Cogorno e Carasco hanno sortito importanti risultati.

In queste settimane ‘Piazza Levante’ si è occupata dell’argomento ed è scesa in campo perché amministratori degli altri comuni e consiglieri regionali ci segnalavano una progressiva divaricazione di posizioni del Comune di Chiavari da quella degli altri Comuni della Piana, in particolare rispetto alla decisione di recedere dall’accordo di programma. In effetti come documentato da ‘Piazza Levante’ anche con il ricorso ad atti ufficiali (i verbali di riunioni regionali sull’argomento, in presenza di  tutti i Comuni della Piana) le posizioni chiavaresi erano apparse sul punto inspiegabilmente deboli e sfumate al limite dell’ambiguità.

Abbiamo cercato di capire cosa stava succedendo e con i modesti mezzi a disposizione di un settimanale on line ci siamo adoperati per dare una mano a chi sta contrastando con tutte le sue forze la realizzazione di un’opera devastante per uno degli ambienti ortivo-fluviali più belli d’Italia.

In queste settimane sono successi fatti importanti. Vediamoli.

  1. Anche grazie al lavoro di ‘Piazza Levante’ vi è stata una vera mobilitazione di associazioni, comitati e persone singole che hanno lanciato una petizione on-line per chiedere al Comune di Chiavari di recedere senza indugio dall’accordo di programma e di rispettare gli impegni elettorali a suo tempo assunti in questo senso da Marco Di Capua.
    Legambiente, Italia Nostra, Lipu, Il Bandolo, Associazione famiglie del Tigullio, Promotori Comitato contro la cementificazione di Via Trieste, Medici per l’ambiente, Cittadinanzattiva, e L’Arcobaleno-associazione dei Consumatori hanno raccolto in meno di una settimana quasi mille firme solo nella piattaforma online, mentre procede la raccolta tradizionale su supporto cartaceo.
    ‘Ambientalisti da salotto’, come li ha definiti il Sindaco di Chiavari? Non si direbbe, almeno a giudicare dal seguito avuto e dal grande numero di adesioni raccolte.
  2. Come riportato dalla pagina locale del ‘Secolo XIX’, sabato 3 luglio hanno firmato la petizione non solo semplici cittadini ed esponenti della minoranza consigliare, ma anche importanti consiglieri di maggioranza; in particolare i consiglieri Alberto Corticelli, David Cesaretti e Luca Ghiggeri della lista ‘Marco Di Capua Sindaco’. Queste adesioni dimostrano come all’interno della maggioranza che regge l’Amministrazione Comunale chiavarese vi siano sull’argomento posizioni diverse, e come non tutti condividano la linea del Presidente del Consiglio Comunale e consigliere metropolitano Antonio Segalerba, il quale ha sostenuto a più riprese e pubblicamente che non spetta a Chiavari recedere dall’accordo di programma.
    “È evidente che gli atti tecnici (la revoca dell’accordo di programma, ndr) devono essere fatti dal Comune destinatario dell’opera (Lavagna, ndr) perché ha modo di spiegare e motivare cosa non va bene…. Non lo può certo fare Chiavari sul cui territorio il progetto ha aspetti minimi da rivedere nell’eventuale fase esecutiva” ha scritto recentemente l’avvocato Segalerba.
    Le firme raccolte dalla petizione dimostrano però non solo che moltissimi cittadini non la pensano come il Presidente del Consiglio Comunale, ma che anche pezzi importanti della sua maggioranza ritengono che il recesso dall’accordo di programma non sia solo un atto tecnico, peraltro importantissimo, ma anche un atto fortemente politico, che Chiavari lo debba fare avendo firmato a suo tempo l’accordo, e che sia necessario dare solidarietà a Lavagna e mantenere unito il fronte dei Comuni della Piana nella speranza di riuscire a bloccare l’esecuzione delle opere.
  3. Sulla questione diga Perfigli sono intervenuti su ‘Piazza Levante’ due importanti ex-amministratori pubblici, Claudio Burlando e Roberto Levaggi (rispettivamente presidente della Regione e sindaco di Chiavari ai tempi della stipula dell’accordo di programma). Entrambi, con grande onestà intellettuale, hanno riconosciuto di aver sbagliato e si sono dichiarati oggi fortemente contrari alla realizzazione dell’opera.
  4. Il Sindaco di Chiavari Marco Di Capua, che ha sparato a zero sulla raccolta di firme definendo i proponenti “ambientalisti da salotto e cortigiani”, alla fine stretto tra l’obbligo di rispettare un impegno scritto in campagna elettorale, le posizioni contrarie al recesso dall’accordo di programma assunte da esponenti di primo piano come Segalerba e l’adesione alla petizione da parte di altri esponenti della sua maggioranza, che si è mostrata sul punto profondamente divisa, ha dovuto annunciare, in un video pieno di insulti contro il sottoscritto (di cui ci occupiamo in altra pagina del giornale), la sua disponibilità a recedere dall’accordo di programma.
  5. Poche ore dopo l’annuncio del Sindaco ecco schierarsi anche Avanti Chiavari, la lista guidata da Antonio Segalerba. Con un post il movimento annuncia: “No alla diga Perfigli. Revocheremo la delibera di adesione all’accordo di programma assunta da Roberto Levaggi e Sandro Garibaldi, sostenuti dall’amico Tonino Gozzi”.

Game over. Attendiamo adesso la delibera del Consiglio Comunale di Chiavari che speriamo sia assunta all’unanimità.

Morale della favola: tutto è bene quel che finisce bene. Ricompattato il fronte dei Comuni della piana dell’Entella, forte atto politico comune nei confronti dell’Area Metropolitana. Ora bisogna lavorare sulle motivazioni giuridico-amministrative dell’atto di revoca che devono essere forti e argomentate e consentire al Sindaco metropolitano Bucci e ai suoi funzionari in caso di stop ai lavori di non incorrere in sanzioni civili e penali.

Credo inoltre che non basti fermare i lavori. Occorre avere una visione diversa da subito di tutta la piana dell’Entella. Perché non proporre alla Regione che essa diventi un fantastico parco fluviale con i suoi orti, la sua flora, la sua fauna avicola che ne fa ormai un’oasi faunistica eccezionale? Sarebbe uno straordinario progetto di tutela e sviluppo di tutta la piana, capace di muovere un turismo ambientalista di tutto rilievo.

Si potrebbe incominciare a raccogliere studi e pareri sull’argomento per fare una proposta forte e argomentata e il Comune di Lavagna e il suo Sindaco, così tenace e coraggioso in tutta la vicenda, dovrebbero essere i capofila dell’iniziativa. La manifestazione di ieri sul ‘seggiun’ con sindaci, consiglieri regionali, associazioni, comitati e semplici cittadini ha mostrato che occorre costruire una proposta alternativa.

Restano alcune osservazioni e domande su tutta la vicenda.

Bisogna innanzitutto ringraziare “gli ambientalisti da salotto e i cortigiani” che ancora una volta hanno ben interpretato il sentimento popolare. I socialisti di una volta avrebbero detto che la vecchia talpa scava silenziosa e che contro il volere dei cittadini è difficile andare.

Da questo punto di vista la totale assenza del Pd chiavarese da tutta la vicenda della diga Perfigli è stata una grande delusione. Non un commento, non una parola. Il capogruppo in Consiglio regionale, il chiavarese Luca Garibaldi, ha molto lavoro da fare se vuole mantenere in città una presenza e un consenso numerico che pure gli elettori almeno alle elezioni politiche e regionali sembrano finora confermargli.

Anche da questo punto di vista la proposta di un Parco dell’Entella potrebbe essere una nuova occasione di impegno e confronto.

Infine la domanda che riguarda le posizioni dell’Amministrazione Comunale di Chiavari: perché infilarsi in un vicolo cieco e dover poi cambiare posizione a furor di popolo?

Perché alle dichiarazioni di principio per un bel po’ di tempo non sono seguiti i fatti? Cosa c’era dietro le incertezze e le ambiguità di questi mesi sul recesso dall’accordo di programma che solo la mobilitazione popolare e la libera stampa hanno consentito di superare? Un chiarimento da parte di Di Capua e Segalerba sarebbe gradito. Ma temiamo che non arriverà.

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