Home SportCalcio Gli ‘anni zero’ di Lavagnese e Sestri Levante: nuovi allenatori e nuovi dirigenti, con la sfida di mantenere la serie D

Gli ‘anni zero’ di Lavagnese e Sestri Levante: nuovi allenatori e nuovi dirigenti, con la sfida di mantenere la serie D

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Il sassolino fa presto a diventare valanga. Ciò che si stacca dall’alto, prende velocità lungo il declivio, in pochi momenti trovi un masso che rotola verso il fondovalle con fragore che lascia sorpresi e spaventati. Se in alto si piange, nei piani sottostanti c’è poco da festeggiare. A riprova che il calcio della nostra zona è, a dispetto di molti, un sistema a vasi comunicanti.

L’Entella ha concluso la stagione più buia della sua storia recente, pagando gli effetti sotterranei, insidiosi e pervicaci di due campionati condizionati dalla pandemia. Se i biancocelesti arretrano di una categoria, alle loro spalle, le due società del Levante che la seguono nella gerarchia – militano in serie D, la più alta tra le serie dei dilettanti – Sestri Levante e Lavagnese, hanno tenuto botta. Sul campo, perché ai bordi ne sono successe di ogni colore.

Il team della Bimare finisce settimo, mai a rischio retrocessione, spesso in zona play off; i bianconeri del Riboli hanno avuto qualche tentennamento in avvio di torneo, ma nel ritorno hanno ripreso a marciare e hanno chiuso al nono posto.

I contrattempi, paradossalmente, sono iniziati a torneo finito. Nelle due società che fanno corona all’Entella c’è stato un repulisti inatteso quanto drastico. La Lavagnese ha cambiato allenatore in corsa, ricorrendo a Cristiano Masitto, indimenticato protagonista sia al Riboli che al Sivori. Una settimana fa altre due sostituzioni, ravvicinate e inattese: allenatore e direttore sportivo. Masitto non è stato confermato. Il tecnico si era già accordato con il Campodarsego di Padova (girone C di serie D) che aveva allenato in passato: ha scelto la comodità. Il club è più vicino alla residenza dell’ex attaccante di Sestri Levante, Spezia e Vicenza, arrivato a stagione in corso al posto di Vincenzo Ranieri: con lui in panchina la Lavagnese ha conquistato 28 punti in 16 giornate (8 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte).

Al suo posto Gianluca Fasano, nato a La Spezia nel 1976: da calciatore 311 partite in serie C con le maglie di Torres, Vis Pesaro, Pavia e Ravenna, 24 gare in B sempre con il Ravenna; da allenatore ha iniziato come vice di David Sassarini alla Virtus Entella Under 19, poi secondo di Alberto Colombo all’Alessandria e all’Arzignano Valchiampo in Lega Pro.

In questa ultima stagione ha fatto bene come mister della Fezzanese in Eccellenza. Ancora più sorprendente il cambio del direttore generale. Il comunicato del club: “A seguito del colloquio intercorso tra il presidente Stefano Compagnoni e il direttore sportivo Simone Adani, gli stessi hanno deciso di risolvere consensualmente il loro rapporto di lavoro. Gratitudine da parte della società. A Simone vanno i ringraziamenti della famiglia Compagnoni e di tutta la società per aver gestito con profitto e soddisfazioni il team di via Riboli per sette stagioni in serie D e i migliori auguri per un roseo e proficuo futuro”.

Al suo posto, sorpresa delle sorprese, il ‘Principe’: Andrea Dagnino torna alla Lavagnese, dove era già stato sia come giocatore che come allenatore, e indossa le vesti di direttore generale. “Al ‘Principe’ i migliori auguri per un prosperoso e duraturo lavoro in bianconero”, si legge sul sito.

Al confronto lo ‘switch’ in panchina al Sestri è meno sorprendente. Vincenzo Cammaroto rileva Alberto Ruvo. Ruvo è andato al Serravezza, sempre serie D ma girone D. Cammaroto, 38enne, di Santa Margherita, da calciatore ha indossato le maglie di Verbania (serie D), Vado (D), Alessandria (D, C2 e C1), Delta Porto Tolle (D), San Marino (serie C), Rapallo Bogliasco (D), Forlì (C), Savona (D) e Sestri Levante (D).

Nel Sestri iniziò la carriera di allenatore subentrando, in collaborazione con il capitano Massimiliano Pane, ad Antonio Dell’Atti nelle ultime tre partite della stagione 2017-18. Una inedita coppia di giocatori-allenatori. Poi Cammaroto fece il vice di Luca Tabbiani alla Lavagnese e al Fiorenzuola, dove ottenne la promozione in Lega Pro. Per l’Unione 1919 un cambio tecnico, confermata la scelta di affidarsi a vecchi compagni di strada.

Lascia molto più perplessi la rivoluzione avviata nel settore giovanile. Uno dopo l’altro se ne vanno gli uomini che si erano adoperati per rifondare e rilanciare il vivaio corsaro e che prima dell’avvento del presidente Risaliti era stato ridotto ai minimi termini. Domenico Bertorino e Andrea Del Sante, corsari doc per aver militato per tanti anni come giocatori nel club, il primo direttore della scuola calcio e l’altro allenatore, si sono dimessi. Nessuna spiegazione ufficiale, in via ufficiosa si parla di divergenze di vedute con i vertici societari. Insomma, da settembre si riparte da zero o quasi, con i rischi e le promesse del caso.

A spiegare il momento particolare che sta vivendo il calcio del Tigullio è deputato il ‘veterano’, il presidente che detiene il record di longevità sportiva. Stefano Compagnoni in un solo colpo festeggia i 22 anni di Lavagnese e i 20 anni consecutivi in serie D. “Devo confessare che è un record che mi rende orgoglioso. In questi due decenni di cose ne sono successe tante, gioie, dolori, soddisfazioni, delusioni. A volte gli anni sono stati lunghi il doppio. L’ultimo è stato di quelli che si definiscono ‘belli pesanti’. Il Covid, il torneo partito-fermato-ripartito, il campo sportivo disastrato da eventi atmosferici e non omologato”. Dodici mesi in apnea. Forse si comprende perché ha deciso di richiamare gente di fiducia. “Ho capito che nelle difficoltà si deve puntare sui rapporti. Per il campo Riboli sono stati i privati, imprenditori con i quali c’è un rapporto consolidato, a darmi una mano. Nella competizione sono stati i ragazzi cresciuti con noi, quelli del posto a darci quel qualcosa in più che ci ha permesso di fare un campionato tranquillo. Ecco perché riparto da Cammaroto e Dagnino, che conoscono l’ambiente e che con noi hanno condiviso tante avventure sportive. Sono particolarmente contento di avere di nuovo in società Andrea Dagnino, perché lo considero un grande uomo di sport e perché è bello rivederlo in azione dopo che ha vissuto mesi complicati”.

L’uomo giusto nel momento giusto: “Beh per il ventennale vogliamo fare le cose per bene. Il calcio dei dilettanti ha le sue belle gatte da pelare, fare calcio in una città di undicimila abitanti è complicato, eppure teniamo botta nella massima categoria dilettanti, evidentemente sappiamo come cavarcela”.

Compagnoni ha l’aria di volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa. “Ho letto diverse cose assurde negli ultimi tempi. I ‘rivali’ fanno circolare la voce che stia per cedere la presidenza, che ci sarebbe già un successore”. E gli spunta il sorriso sotto i baffi. Sa che si parla di Anna Durio, ex presidente del Siena di Lega Pro e prima ancora della Pro Recco e del Bogliasco. “È venuta a vedere alcune partite. Ci conosciamo, chissà che non possa darci una mano. Nel frattempo io vado, anzi guardo avanti, penso alle nozze d’argento con la serie D”.

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