Home editoriale L’amministrazione comunale di Chiavari e la Diga Perfigli: in tempo de guera, ciü musse che tera

L’amministrazione comunale di Chiavari e la Diga Perfigli: in tempo de guera, ciü musse che tera

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

Qualche settimana fa, su queste pagine, in un editoriale dedicato ai problemi di Lavagna e in particolare all’annosa questione della cosiddetta Diga Perfigli (a questo link), ci permettemmo di scrivere, anche alla luce dell’andamento di una riunione tenuta in Regione sull’argomento, presenti tutti i comuni della Piana dell’Entella, che la posizione del Comune di Chiavari era risultata  più debole e meno chiara rispetto a quella dei comuni di Lavagna, Cogorno e Carasco. In quell’occasione fummo accusati da esponenti dell’amministrazione comunale di non dire la verità.

Avevamo raccontato che i tre comuni, con un atto politicamente forte nei confronti della Città Metropolitana, avevano preannunciato la loro uscita dall’accordo di programma a suo tempo sottoscritto, per cercare con un ultimo disperato tentativo di fermare un’opera datata e devastante per la piana, e di salvare il suo ambiente straordinario con gli storici orti coltivati e il ‘seggiun’.

In quella riunione il rappresentante del Comune di Chiavari, il partecipattivo consigliere Canepa, protagonista a suo tempo di manifestazioni e roboanti comizi contro la diga Perfigli, con un brevissimo e laconico intervento aveva assunto un atteggiamento sfumato e interlocutorio. Recita il verbale della riunione: “Il consigliere Canepa riferisce che il Comune di Chiavari è contrario alla realizzazione del secondo lotto, mentre per quello che riguarda il primo lotto faranno una verifica con gli altri comuni e poi decideranno”.

Il primo lotto è esattamente quello tra il Ponte della Maddalena e il mare; è lì che le ruspe scaveranno una trincea larga 20 metri e profonda 7 per realizzare il devastante muraglione della diga Perfigli. Cosa significhi distinguere tra il primo e secondo lotto non ci è chiaro; o forse fa parte di quella consuetudine tutta politichese di dire e non dire, di fare grandi proclami di principio ma di non farvi seguire azioni concrete, cui ci ha abituato l’Amministrazione Comunale chiavarese.

In questi ultimi giorni si sono succedute altre riunioni tra i Comuni, dalle quali è emersa sempre più chiaramente una divaricazione di atteggiamento netta: Lavagna, Carasco, Cogorno da una parte; Chiavari dall’altra. I primi per l’uscita dall’accordo di programma, Chiavari no.

È chiaro che l’uscita dall’accordo di programma è un atto politico, e che come detto serve ad esprimere coralmente alla Città Metropolitana la contrarietà di un’intera comunità all’opera che devasterebbe la piana di Lavagna. Questo è il senso politico della decisione dei Comuni di Lavagna, Cogorno e Carasco. Ma Chiavari questo atto non lo fa. Perché?

La posizione di Chiavari di oggi è tra l’altro contraria a precisi impegni elettorali assunti a suo tempo. Pubblichiamo una solenne dichiarazione firmata da Di Capua e rilasciata al ‘Comitato giù le mani dall’Entella’ il 25 maggio 2017, e cioè a qualche giorno dalle elezioni, nella quale il futuro sindaco “si impegna in caso di elezione, considerate le gravissime conseguenze per il nostro territorio dalla realizzazione della cosiddetta ‘diga Perfigli’ a ritirare l’adesione del Comune di Chiavari dall’intesa relativa alla realizzazione dell’opera”.

Esattamente quello che il Comune di Chiavari NON sta facendo, contrariamente a Lavagna, Cogorno e Carasco.

Il Sindaco, per ragioni che ci sono ignote, sembra aver dimenticato le solenni promesse elettorali. I nostri vecchi dicevano, prendendosi gioco dei pubblici proclami: “…in tempu de guera ciü musse che tera”…

È così? Oppure c’è qualche altra ragione del cambiamento di atteggiamento che non conosciamo? Cambiare idea per un Sindaco è assolutamente legittimo ma sarebbe buona norma che ne spiegasse le ragioni ai suoi concittadini e ai suoi elettori.

Le pseudo ragioni tecniche addotte dal Comune di Chiavari infatti non sono credibili e fanno ridere: si sostiene ad esempio che il muretto progettato dagli uffici tecnici del Comune lungo viale Kasman a protezione del nostro abitato non si potrebbe fare se non si realizza la diga Perfigli.

La scelta, in realtà, è tutta politica.

E il fatto politico resta, e costituisce un indebolimento di fatto della posizione degli altri comuni contro la diga Perfigli, perché consentirà all’area metropolitana e al suo Sindaco Bucci, che non vedono l’ora di appaltare i lavori, di dire: ma che cosa volete se siete pure divisi al vostro interno e se il Comune più grande non recede dall’accordo di programma?

Ciò è tanto più vero in quanto il sindaco Bucci proprio ieri in Consiglio Metropolitano (si veda anche il video di Marisa Spina su questo numero) ha ribadito che l’unico modo per impedirgli di procedere con la diga sarebbe una presa di posizione ufficiale in Consiglio Comunale dei comuni interessati, che si assumessero la responsabilità di dichiararsi contrari. Tutti i comuni lo hanno fatto o lo faranno. Chiavari no.

Ma ritorniamo alle accuse di non dire la verità rivolte a ‘Piazza Levante’ e al sottoscritto. Esse ci vengono dal Presidente del Consiglio Comunale di Chiavari Antonio Segalerba. Segalerba di mestiere fa l’avvocato, quindi conosce bene il significato delle parole ed è abituato a pesarle.

Alla luce dei fatti, della posizione assunta dal Comune di Chiavari, degli impegni firmati in campagna elettorale e bellamente disattesi, dei distinguo continui rispetto alle posizioni degli altri comuni coinvolti nonostante le solenni dichiarazioni in Consiglio Comunale, delle improbabili giustificazioni tecniche, dire, come scrivemmo sul numero del 5 giugno, che la posizione di Chiavari “è più debole e meno definita” rispetto agli altri comuni ci sembra perfino riduttivo; altro che non dire la verità!

Speriamo che finisca come per via Trieste, dove i sostenitori dell’intervento edilizio di Italgas presenti all’interno dell’Amministrazione comunale, a fronte della rivolta del Comitato di cittadini e alle 1500 firme raccolte contro il progetto, con un veloce rivolgimento a 180 gradi si dichiararono d’accordo con il comitato e chiesero addirittura di iscriversi allo stesso (iscrizione che venne dignitosamente respinta). Anche in quel caso stessa tecnica. Ordini del giorno in Consiglio per fare di quell’area, un’area pubblica a verde e parcheggi e quando la stessa stava per essere venduta per quattro spiccioli, il Comune non è stato neanche capace di comprarla.

Ma anche nel caso della diga Perfigli forse ci vorrebbe una bella sollevazione di cittadini per riportare il Comune sulla retta via.

È infatti fondamentale che anche il Comune di Chiavari mantenga la posizione solidale con gli altri comuni, perché solo l’unione dei comuni a questo punto potrebbe permetterci di continuare a sperare di salvare la piana dell’Entella da un’opera che qui nessuno vuole.

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