Home Approfondimento Il robot ‘puliscimare’, le navi alimentate a idrogeno, la app per il posto barca e molto altro: i progetti vincitori del bando ‘Nowtilus’ di Wylab

Il robot ‘puliscimare’, le navi alimentate a idrogeno, la app per il posto barca e molto altro: i progetti vincitori del bando ‘Nowtilus’ di Wylab

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

C’è il robot ‘spazzino’ del mare in grado di ripulire l’acqua dalla presenza di idrocarburi, c’è il progetto che prevede l’installazione sulle navi di un pacchetto a idrogeno. C’è un’esperienza assolutamente nuova e coinvolgente per esplorare i fondali marini, c’è un’applicazione che consente di prenotare il proprio posto barca direttamente con il telefonino. E, infine, c’è un percorso altamente ecologico per ridurre al minimo l’inquinamento da parte delle imbarcazioni.

Ora, tutte queste idee verranno, come si suol dire, ‘incubate’, ovvero affronteranno tutto un percorso di gestazione, approfondimento e potenziamento, con l’obiettivo di capire se potranno diventare prima delle interessanti startup e poi delle realtà vere e proprie in grado di stare in piedi da sole e di produrre anche utili, nonché posti di lavoro.

Beinn, H2 Elm, Immersea Liguria, Portee e Smart Electric Yacht sono le cinque proposte che si sono aggiudicate il punteggio più ampio nell’ambito della selezione finale del contest Nowtilus – Sea Innovation Hub, la prima e più importante iniziativa tutta ligure dedicata al sostegno dell’innovazione e delle tecnologie legate all’economia del mare.

A partecipare a questo progetto, che vede coinvolto per la parte tecnica il team di Wylab, l’incubatore chiavarese con sede in via Davide Gagliardo, che è specializzato nello sportech ma segue anche diverse finalità sul territorio ligure (com’è stato negli anni passati per Chiavari Crea Impresa, Tigullio Crea Impresa e Liguria Crea Impresa), sono Crédit Agricole Italia, Fondazione Carispezia e Le Village by Crédit Agricole Milano, con il patrocinio da parte della Regione Liguria e con il sostegno del Comune della Spezia.

Il percorso di Nowtilus è partito lo scorso aprile, con il lancio della ‘call for application’, ovvero l’apertura delle candidature. Poi, Nowtilus è stato portato, a livello di presentazione, anche in diverse università e presso il Genoa Blue District, cioè il distretto tutto genovese legato all’economia del mare e fortemente promosso dal Comune di Genova.

Alla fine, sono arrivate ben settantaquattro candidature e, da queste, sono state promosse le cinque vincitrici, in una cerimonia che si è svolta nei giorni scorsi presso Villa Marigola a Lerici. Il Levante genovese è grande protagonista, in quanto H2 Elm è di Casarza Ligure, Beinn di Chiavari, Portee di Lavagna, mentre Immersea Liguria e Smart Electric Yacht provengono da Genova.

Le proposte sono state scelte nell’ambito di quattro categorie: logistica & shipping, cantieristica, sostenibilità ed energie rinnovabili, e turismo. Sono tutte idee in fase, come si dice tecnicamente, di ‘early stage’, ovvero in embrione, ma il bello è che nell’ambito del processo d’individuazione delle proposte migliori, ne sono emerse anche altre in fase più avanzata. Queste, pur valutate non in target per il programma d’incubazione, non saranno escluse dal percorso, bensì saranno oggetto di un approfondimento parallelo nelle prossime settimane.

Ora, l’intento di Nowtilus è quello di realizzare un ‘incubatore temporaneo’ che rappresenti il primo vivaio dell’innovazione, in grado di scoprire e formare i futuri talenti e di lanciare le idee più promettenti in Liguria, a tutti gli effetti un perfetto laboratorio naturale di sperimentazione per l’economia del mare.

Al termine del percorso d’incubazione, come da programma, ci sarà in autunno l’‘Investor day’, vale a dire una giornata con la presentazione dei vari progetti a una platea di potenziali investitori.

Secondo Federico Smanio, Ceo di Wylab, “Nowtilus – Sea Innovation Hub rappresenta un passo concreto verso la creazione, in Liguria, di un centro di innovazione pensato per individuare e sostenere i talenti e le idee più brillanti in ambito di economia del mare. Siamo estremamente orgogliosi di aver aiutato Crédit Agricole Italia e Fondazione Carispezia a disegnare questo progetto che definisco tanto ambizioso quanto potenzialmente dirompente. La bontà della nostra idea è confermata dalla pronta ed ampia adesione di otto importanti aziende del settore che sono entrate a far parte del club dei partner, allo stesso tempo destinatarie e sostenitrici dell’innovazione prodotta dai team selezionati”.

Si tratta di Euroguarco, San Lorenzo, Costa Crociere Foundation, Duferco, Laghezza Customs & Logistics, Canarbino, Tarros Group, Rina: “Tutte – prosegue Smanio – hanno un importante ruolo nell’arco dell’intero percorso, in quanto hanno indirizzato la call attraverso l’indicazione delle sfide di business più rilevanti, sono entrate in gioco nella fase di scouting e selezione dei progetti, e parteciperanno ora con i propri mentor ed esperti al programma di incubazione”. Ma a che cosa puntano, di preciso, i cinque progetti selezionati? Eccoli spiegati nel dettaglio.

Beinn – È un progetto che mira a unire tecnologia e salvaguardia dell’ambiente lavorando attualmente su due fronti. Il primo è un aiuto concreto all’ambiente, in particolare quello marino, partendo dalla costruzione di un robot in grado di ripulire le acque dagli idrocarburi. Il secondo è una sensibilizzazione verso quelli che sono gli attuali problemi ambientali. Quest’attività viene svolta attraverso dei laboratori di edutainment principalmente orientati verso le nuove generazioni, durante i quali vengono insegnate le basi della robotica in relazione al riciclaggio e al rispetto dell’ambiente.
Il team è composto da un professore, Giovanni Dodero, e quattro ragazzi al primo anno di università: Giorgio Bernardini, Luca De Ponti, Alberto Conte, Tommaso Pavletic. Il percorso di studi di ciascuno rappresenta bene le varie competenze, ben distribuite all’interno del gruppo, legate da un interesse comune per la robotica e l’ambiente circostante.

H2 Elm – Nel quadro delle attuali normative ambientali, il progetto mira a uno sviluppo più sostenibile nel settore marittimo. Il suo obiettivo principale, all’interno dell’ambiente ligure, è la messa a punto di un pacchetto energetico che funziona a idrogeno per la sua installazione su navi passeggeri o merci. Il pacchetto energetico è formato da tre unità principali: una cella a combustibile, un elettrolizzatore e un sistema di stoccaggio dell’idrogeno. La nave è spinta dall’azione dell’unità a celle a combustibile durante la navigazione mentre, quando è all’ormeggio, l’idrogeno è prodotto dall’elettrolizzatore alimentato con acqua di mare purificata e energia elettrica a terra.
I membri del team sono: Davide Cademartori, dottorando di ricerca presso l’Università degli Studi di Genova, Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica e di Processo; Davide Clematis, ricercatore post dottorato presso l’Università di Genova, si è laureato in Ingegneria Chimica nel 2015 e nel 2019 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Chimica, dei Materiali e dei Processi presso l’Università degli Studi di Genova; Maria Paola Carpanese, ricercatore in Elettrochimica Dispositivi energetici e Scienza dei materiali in Ingegneria chimica e Ingegneria dei materiali.

Immersea Liguria – È un format immersivo di fruizione a 360° dell’ambiente e dei fondali marini. Dalla scoperta del patrimonio culturale sommerso agli aspetti ecologici e biologici marini, passando dalla cultura ligure del mare, la missione è quella di rendere accessibile l’inaccessibile e incentivare una nuova forma di turismo responsabile.
Il format Immersea si compone di: la Prima Guida Digitale Immersiva del Mare, una piattaforma digitale con App che propone innovativi prodotti culturali basati sul digital storytelling e l’applicazione della Virtual Reality (VR)-Augmented Reality (AR) e modellazione 3D; una collana di eventi culturali, mostre immersive (VR, AR) e campagne di Citizen Science, in collaborazione con le istituzioni e le realtà ligure del mare: Area Marina Protetta di Portofino, Nucleo Subacqueo della Soprintendenza del mare, Museo del mare Galata, Acquario di Genova, Associazioni e Circoli, centri immersioni. L’obiettivo è quello di creare il legame tra il turista culturale e naturale, e gli attori del mare sul territorio della Liguria, attraverso lo sviluppo di una community.
Immersea è una startup innovativa, vincitrice del bando Cultura Crea di Invitalia nel 2021.

Portee – Portee facilita l’interazione tra ecosistemi portuali, attività locali ed armatori, semplificando le attività quotidiane ed aumentandone la portata. È una piattaforma desktop e mobile che permette agli armatori di imbarcazioni da diporto di cercare informazioni sui posti barca di ogni porto ed effettuare prenotazioni direttamente online/dall’app.
Unitamente alle informazioni sui posti barca (lunghezza, pescaggio, costo, ecc), l’armatore può visualizzare tutte le attività locali, circostanti il porto, che offrono beni o servizi (negozi per shopping, ristoranti e bar, hotel, cinema e quant’altro. L’armatore avrà anche accesso alla lista di attività utili per la manutenzione della propria imbarcazione (cantieri di refitting, artigiani, assistenze autorizzate, ecc.). I porti disporranno di una dashboard dalla quale tenere sotto controllo la situazione dei posti barca gestiti, con uno spazio dedicato alla gestione delle prenotazioni e richieste degli armatori. Le attività locali potranno registrarsi alla piattaforma per pubblicare delle offerte personalizzate rivolte agli armatori.
Descrizione team: Giacomo Lagostena: 25 anni, laureando in Economia e Gestione Aziendale presso Università Cattolica di Milano, co-fondatore e CFO di TackPay (startup), Venditore presso Grand Soleil Yachts; Matteo Tranchida: 26 anni, laureato in Economia e Commercio presso Università di Genova, Master in Blockchain, Co-fondatore e CEO di TackPay (startup), consulente aziendale presso This is D; Klaudjo Mecaj: 25 anni, laurea in Economia delle aziende marittime, logistica e dei trasporti, laureando magistrale in Economia e management marittimo e portuale.

Smart Electic Yacht – Il progetto Smart Electric Yacht nasce dalla voglia di rendere le imbarcazioni il meno inquinanti possibile, con un altissimo livello di rendimento globale degli impianti installati a bordo, senza rinunciare a comfort, prestazioni e abitudini riconducibili a questa tipologia di prodotto. Il SEYacht è studiato per minimizzare l’esborso economico ed energetico nel pieno rispetto dell’ambiente.
Il team Smart Electric Yacht è composto da 4 risorse totali con un’età media sotto i 30 anni: in organico ci sono 2 designer navali, un ingegnere navale, un responsabile del progetto con oltre 10 anni di navigazione con mansioni di macchine ed impianti di bordo.

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