Home Approfondimento Il gran pasticcio delle scuole chiavaresi, figlio di scelte miopi e di promesse per ora mancate. Si rischia di perdere l’ultima eccellenza della città

Il gran pasticcio delle scuole chiavaresi, figlio di scelte miopi e di promesse per ora mancate. Si rischia di perdere l’ultima eccellenza della città

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Era un congegno a orologeria attivato nel 2018, ora è decisamente e nettamente esploso. In tanti lo sapevano, in tanti lo avevano previsto, in tanti avevano prospettato questo finale, ma non sono stati ascoltati e si è andati avanti gestendo l’emergenza e mai la programmazione, nonostante le ripetute promesse.

Fatto sta che la presenza a Chiavari della succursale del liceo linguistico ‘Da Vigo – Nicoloso’ di Rapallo sta comportando sempre più problemi gestionali e sempre più scontri con gli altri licei e con le altre scuole superiori: perché lo spazio è poco per tutti, perché lo spazio è ancora meno a seguito delle restrizioni anti contagio che deve rispettare pure l’ambiente scolastico, perché lo spazio sta diventando ancora meno, man mano che il ‘Da Vigo – Nicoloso’ cresce per volume di classi e quindi diventa sempre più difficoltoso poterlo organizzare in un panorama già compromesso.

Dove mettere le tre nuove prime classi, a partire dal prossimo settembre? È il tema che sta animando il dibattito cittadino nelle ultime settimane, perché Città Metropolitana, primo ente competente in materia, ha deciso in un senso, i diretti interessati si sono detti contrari, Regione Liguria si schiera dalla parte dell’ex Provincia e il Comune di Chiavari è nell’imbarazzante situazione di non saper che strada prendere, esattamente come accaduto tre anni fa.

La succursale del ‘Da Vigo -Nicoloso’ di Rapallo non è mai stata ‘digerita’ a Chiavari, perché nasce dal grave errore di fondo di aver fermato la costituzione di un indirizzo linguistico autonomo e di aver invece introdotto un altro liceo che non era per nulla storicizzato rispetto a questo contesto, e che era completamente privo di spazi.

Martedì scorso, in Consiglio Regionale, è andato in scena l’ultimo capitolo di questa querelle, con l’interrogazione presentata dal consigliere regionale del Partito Democratico, Luca Garibaldi, e la risposta dell’assessore con delega alle Politiche Scolastiche, Ilaria Cavo. Garibaldi ha ripercorso l’intera storia della vicenda, ma quel che è emerso con maggiore evidenza è la conferma di quanto stava nell’aria ormai da un po’ di tempo: vale a dire che il terzo piano del liceo ‘Luzzati’ di Chiavari, in via G.B. Ghio 14, ospiterà a partire da settembre le tre aule delle prime classi del ‘Da Vigo – Nicoloso’. Ma, e questo è l’impegno da parte dell’assessore Cavo, il ‘Luzzati’ non perderà alcuno spazio dedicato ai laboratori.

Luca Garibaldi è assai perplesso: “Da tre anni vi dicevamo che sarebbe successo tutto questo. Non è che la Regione possa gestire la programmazione degli indirizzi, senza sapere se poi c’è la piena disponibilità delle aule. Un conto è dire che delle aule si occupa Città Metropolitana, un altro conto è non sapere cosa facciano la mano destra e la mano sinistra. La situazione è ampiamente sfuggita dal controllo. A Chiavari c’è una transumanza di studenti, gli istituti stanno esplodendo. La decisione di portare a Chiavari una scuola di Rapallo, con tutte le conseguenze del caso, è stata prettamente politica”.

L’assessore Ilaria Cavo ha illustrato il percorso: “Per le esigenze della sezione distaccata del liceo linguistico ‘Da Vigo – Nicoloso’, Città Metropolitana ha individuato il terzo piano del liceo ‘Luzzati’ per collocarvi sei aule, previ interventi leggeri di manutenzione diretti non solo a rendere fruibili da parte di un diverso istituto scolastico gli ambienti del terzo piano, ma anche per venire incontro alle esigenze rappresentate dal dirigente scolastico del ‘Luzzati’ di riattivazione di altri spazi oggi inutilizzati, come la sala di chimica e l’ebanisteria. Nessuna aula adibita a laboratorio viene soppressa: si tratta di razionalizzare gli spazi esistenti”.

È un risiko complesso, ma che rischia di scontentare tutti: il liceo linguistico spacchettato su più plessi, il liceo artistico compresso, il liceo classico e scientifico che opera su ben cinque plessi, le aule attivate presso il Seminario Diocesano.

E Chiavari, che tradizionalmente è il polo d’eccellenza per quanto riguarda le scuole superiori di tutto il Tigullio, è diventata un grandissimo caos. L’apertura di questa sezione distaccata del liceo ‘Da Vigo – Nicoloso” nel Comune di Chiavari, ha attivato tre sezioni stabilmente attive. Le iscrizioni per il prossimo anno scolastico hanno determinato l’attivazione di tre classi prime, che a settembre porteranno l’istituto ad avere complessivamente nove classi per il triennio.

Per dare una collocazione, Città Metropolitana ha acquisito in locazione a lungo termine la sede dei Padri Oblati, in via Castagnola 2, che ha una dimensione adeguata per ospitare la scuola a regime. Ma la sezione staccata del liceo verrà collocata in tale sede dopo che Città Metropolitana avrà completato i lavori di adeguamento sismico, sia dell’edificio di via Castagnola, dove sono collocate anche la succursale del liceo ‘Marconi Delpino’ e la succursale dell’istituto ‘In memoria dei Morti per la Patria’, che quella dell’istituto ‘Caboto’ di via Ghio.

La partenza dei lavori per via Castagnola è prevista per giugno 2021, per concludersi nell’estate 2022, mentre i lavori di adeguamento sismico del ‘Caboto’ di via Ghio partiranno una volta completati i precedenti, da luglio 2022 a giugno 2024.

Quindi, almeno sino al 2024, la situazione resterà molto più che critica. Se, come detto, la responsabilità principale è della Città Metropolitana, esattamente come nel 2018, è evidente la completa mancanza di programmazione dell’amministrazione comunale chiavarese.

L’unica prospettiva, a quanto risulta, è stato ‘vendere’ a tutti gli enti sovraordinati, dalla Città Metropolitana alla Regione Liguria, il progetto del Polo scolastico alla Colmata, che però sembra di difficile attuazione, in quanto vincolato alla costruzione del depuratore di vallata dell’Entella: e pure qui siamo in alto mare, con la Regione che deve dare ancora un parere definitivo sulla sistemazione a filo di banchina, ed è proprio per questo che non c’è alcuna pronuncia ufficiale sul tema del Polo scolastico. In assenza di un piano organico, si procede a ‘tappulli’.

In questo quadro confuso, si nota solo un’amministrazione entrata in rotta di collisione con il dirigente scolastico del ‘Luzzati’, il professor Gianfranco Spaccini, e con buona parte della restante scena politica.

In prima linea per difendere il ‘Luzzati’ c’è anche il Movimento 5 Stelle: “Era chiaro che sarebbero arrivati a questo punto: imporre al ‘Luzzati’ una decisione calata dall’alto, senza confronti, senza compromessi – dice Davide Grillo del Meetup 5 Stelle di Chiavari, che nei giorni scorsi ha incontrato il dirigente Spaccini insieme al collega parlamentare Roberto Traversi – Non ci si è mai seduti intorno a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti, o chiedendo al preside Spaccini quale avrebbe potuto essere un buon modo per garantire la convivenza di due istituti tanto diversi. Macché. Chiedono opposizione e proposte concrete su cui discutere, ma quando le trovano, le bypassano”.

Il congegno a orologeria è esploso, e gli studenti intanto sono scesi in piazza per scioperare. Temono che i laboratori didattici del ‘Luzzati’ siano seriamente compromessi. Intanto, è partita una campagna ‘di fango’ contro il preside Spaccini, tanto odiosa quanto ingenerosa.

Ma gli studenti non mollano e, guidati da Marta Rosafio, rappresentante degli alunni in veste di presidente del Comitato Studentesco, elencano le quattro motivazioni per cui il ‘Luzzati’ non può veder compromessi i propri spazi. “Anzitutto, siamo l’unico liceo artistico ligure nella regione compresa tra La Spezia e Genova. È importante salvaguardare lo sviluppo e la disponibilità ad accogliere tutti gli studenti interessati. Un minor numero di aule costituirebbe una minore possibilità di sviluppo del liceo e dei suoi studenti. Inoltre, l’organizzazione itinerante è una peculiarità: tutte le classi svolgono le discipline comuni-culturali in aule tradizionali (inglese, filosofia, storia), mentre si spostano nelle aule e nei laboratori attrezzati per le materie artistiche”.

C’è poi da considerare il fatto che “alcune aule sono appena state attrezzate con nuova strumentazione tecnologica per l’accoglienza delle prossime classi a curvatura digitale. Lasciare tali aule a un altro istituto vorrebbe dire non poter usufruire di tali attrezzature e dover rinunciare alle nuove sezioni digitali, arrecando così un danno al liceo ‘Luzzati’ e perdendo iscrizioni. Considerato infine l’alto monte ore del liceo ‘Luzzati’ (35 ore), gli studenti svolgono due pomeriggi a scuola (oltre alle comuni cinque mattinate). È stato verificato che, nel caso il numero di aule a disposizione diminuisse, non sarebbe possibile costruire l’orario scolastico”.

Fare ordine è la priorità, perché uno scenario di questo tipo porta soltanto a un’inevitabile conseguenza: che andrà a rimetterci tutto quanto il sistema scolastico chiavarese. Tenuto conto che la funzione liceale è rimasta l’ultimo fronte di alto livello della città, questo sarebbe veramente troppo.

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