Home SportCiclismo Ciclismo: la Geo Davidson Rapallo istituisce il Brevetto del Levante Ligure per gli scalatori provetti

Ciclismo: la Geo Davidson Rapallo istituisce il Brevetto del Levante Ligure per gli scalatori provetti

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Un pezzo di carta che certifichi l’ambito titolo di grimpeur. L’attestato di scalatore provetto non fa di chi lo consegue un Pantani in erba, è solamente la dimostrazione che non si va su e giù per i monti liguri per seguire una moda o sfoggiare improbabili body dai colori accessi.

Ottima e potenzialmente fruttuosa l’iniziativa della Geo Davidson Rapallo 2019. Il glorioso sodalizio ciclistico, rinato due anni fa, ha pensato di certificarlo con una procedura molto rigorosa e allo stesso tempo pratica. Il Brevetto del Levante Ligure verrà assegnato solo a chi potrà dimostrare di avere affrontato e ‘sconfitto’ salite impegnative, mozzafiato non solo per i panorami che offrono, ma che non lasciano scampo a chi non è sufficientemente allenato.

Percorsi vietati ai cicloturisti della domenica, a meno che non decidano di andare oltre il livello puramente amatoriale e che decidano di impegnarsi in maniera seria e continuativa. Annunciano quelli della Geo Davidson: “Abbiamo concretizzato le idee con un progetto finalmente realizzabile dopo diversi tentativi. Da diverso tempo avevamo in mente di proporre a tutti gli appassionati di ciclismo un brevetto permanente che ‘obbligasse’ a percorrere quelle che vengono considerate le più belle salite della nostra zona, il Levante. Alla fine, abbiamo scelto di seguire quello che in passato fu utilizzato come percorso della ‘Rapalleide’, una Gran Fondo degli anni Novanta che rappresentava una vera sfida per i cicloamatori che vi si cimentavano. Dislivello importante e lunghezza non indifferente portavano allo stremo le forze dei partecipanti. La differenza è che questa volta abbiamo voluto far emergere il lato esplorativo e non quello agonistico del percorso”. Che rimane comunque molto impegnativo. “Abbiamo deciso di suddividere il Brevetto in 3 percorsi percorribili, valevoli per l’ottenimento di vari grado di Brevetti – Bronzo, Argento ed Oro – in base alla difficoltà”.

Per ottenere la certificazione ufficiale di completamento brevetto e venire inseriti nei nominativi accreditati, è necessario fornire almeno una delle due prove di aver completato uno dei 3 percorsi nella medesima giornata e nell’ordine stabilito di percorrenza. Sono previsti anche i brevetti ‘reverse’ (cioè percorrendo il tracciato al contrario).

Il percorso scelto può essere iniziato da qualsiasi punto lungo il tracciato, l’importante è chiudere l’anello. Tali prove di percorrenza potranno essere inviate via mail all’indirizzo info@geodavidson.it indicando il nominativo del ciclista e la data in cui egli avrà effettuato il percorso. Le certificazioni si ottengono fornendo una scansione del foglio di marcia con apposti i timbri posseduti dai gestori dei locali indicati nella guida al Brevetto rintracciabile sul sito della società: www.geodavidson.it. Occorre anche inviare una traccia gpx (o il link del tracciato GPS inserito su Strava, Garmin Connect o analogo) attestante la percorrenza del tracciato scelto. Al ricevimento via mail della documentazione, la stessa verrà vagliata dagli organizzatori che provvederanno a inviare in formato Pdf il brevetto stampabile da parte del ciclista che avrà completato l’evento. Sarà eventualmente possibile anche ricevere il suddetto brevetto in formato cartaceo, con una piccola partecipazione alle spese di stampa e di spedizione.

Partenza e arrivo a Rapallo (potete far apporre il Timbro n. 1 dal Bar Celestin in via Montebello 30 o dai Volontari del Soccorso a Sant’Anna). Primi chilometri lungo l’Aurelia fino a Chiavari, poco prima del ponte che porta a Lavagna si svolta verso l’Appennino. La prima asperità è il Passo del Bocco, si raggiunge in circa 15 chilometri da Borgonovo Ligure (che a sua volta dista circa 13 chilometri da Chiavari): con una pendenza media del 5-6%, è una di quelle salite che a inizio stagione aiuta a ‘fare la gamba’ (come si suol dire). Poi si valicano i passi del Bocco, del Ghiffi, la Forcella, si va sul Penna e si torna.

L’idea ha avuto successo, tanto che i ciclisti aspettavano con ansia le riaperture di questa primavera per tornare a cimentarsi con le varie asperità. “A fine maggio abbiamo rilasciato i primi due Brevetti Argento 2021 ad Andrea Lanza e Bruno Manca, due amici dell’A.S.D. Molassana che, non contenti delle difficoltà offerte da una delle sei possibilità di Brevetto, sono addirittura partiti da casa (Genova) in bici”.

E adesso la Geo Davidson rilancia. “Abbiamo creato il Brevetto della Crocetta di Rapallo, salita spaccagambe inserita nel percorso classico del Giro dell’Appennino. Inseriti nell’albo alcuni ciclisti che, in epoche passate, hanno affrontato tutti e quattro i versanti. Questi hanno fornito le documentazioni necessarie e hanno ricevuto il diploma come accade per il Brevetto del Levante Ligure”.

L’ultimo ad aver spedito le informazioni è stato Paolo Calevo, che ha voluto anche inviare una descrizione della sua avventura. “Si sale dolcemente dal versante di Rapallo con la consapevolezza che ci si avventura in un percorso tutt’altro che riposante. La seconda salita da me scelta è stata De Zerega, sapendo che le pendenze sono molto cattive e il manto stradale rovinato. Grande conforto sono stati i complimenti e lo stupore nel vedermi salire di due bikers in Mtb che però stavano scendendo. La terza salita Canevale, che anche lei tra un piccolo pianoro e l’altro, ti gratifica con strappi degni di nota. Per finire il colpo di grazia. La classica ascesa dalla Fontanabuona che con il caldo e le sue pendenze, lascia il segno. L’ultimo chilometro una goduria per i masochisti amanti delle salite. Premio finale la discesa per Rapallo”.

Si tratta chiaramente di una sfida estrema, concentrare in così pochi km tanto dislivello non è da tutti, ma sappiamo bene che le sfide per i ciclisti sono fatte per essere affrontate e i propri limiti superati. E questo distingue questi atleti non solo dagli ‘improvvisati’, ma anche dai pescatori della domenica: qui non basta allargare le braccia per raccontare quanto era grande la preda vinta.

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