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Lella Paita a ‘Piazza Levante’ su crisi delle Autostrade e Tunnel della Fontanabuona

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

Sabato prossimo 29 maggio, alle ore 16, presso Wylab in via Davide Gagliardo a Chiavari, ‘Piazza Levante’ ospiterà un’intervista pubblica a Lella Paita, deputata di Italia Viva e Presidente della Commissione Trasporti della Camera, sugli argomenti contenuti nel titolo.

Sarà un’importante occasione di informazione e confronto su due questioni cruciali per la vita e il futuro del Tigullio e del suo entroterra, stretti, come gran parte della Liguria, nella morsa di una viabilità autostradale ormai impazzita a causa dei lavori di manutenzione che, colpevolmente trascurati per decenni, si pretende di realizzare tutti insieme in un lasso di tempo cortissimo. ‘Cortissimo’, poi, si fa per dire, come vedremo…

Avere una ligure alla presidenza della Commissione Trasporti della Camera in questo momento è una grande opportunità per la Regione e per i suoi abitanti. Lella sta affrontando il compito con la passione, la dedizione e l’intelligenza che le conosciamo e cerca, senza furori ideologici ma con il pragmatismo dei riformisti, di mettere in fila i problemi, di costruire un orientamento del Parlamento sugli stessi, di stimolare il Governo perché vengano assunte le decisioni giuste.

Le questioni della Liguria sono una vera emergenza nazionale e anche grazie al lavoro e all’impegno di Lella Paita possono godere della debita considerazione.

Per chi come noi tutti i giorni deve raggiungere per motivi di lavoro il capoluogo, lo spostamento dalla Riviera (ma potremmo dire ‘dalle riviere’, perché dall’altra parte è lo stesso) a Genova è una dolorosissima via crucis quotidiana. I tempi di collegamento per fare una quarantina di chilometri oscillano tra l’ora e le due ore, e sono segnati da una totale imprevedibilità. In certi giorni si viaggia da Chiavari a Genova praticamente in corsia unica, e in corrispondenza dei restringimenti vengono a formarsi code che spesso superano i cinque chilometri.

Sovente i restringimenti non sembrano corrispondere a lavori in corso e ciò rende la situazione ancora più insopportabile. Talvolta il preavviso di chiusura avviene poche ore prima del blocco, come avvenuto nel caso del viadotto Ragone, che ha messo in enorme difficoltà i comuni di Sestri Levante, Lavagna e Chiavari per il trasferimento del traffico pesante sulla viabilità ordinaria e, cosa da non trascurare assolutamente, ha per qualche tempo messo in crisi l’accesso al Pronto Soccorso di Lavagna.

C’è un evidente tema di programmazione specie nel periodo turistico estivo. La coperta è stretta, perché allentare la morsa dei lavori nel periodo di luglio e di agosto rischia comunque di provocare disastri alla ripresa settembrina. Inoltre la Regione si lamenta perché Aspi, la società delle Autostrade, non rispetta i patti nello smontaggio dei cantieri per il weekend, provocando code infinite che certamente non sono il miglior biglietto da visita per i turisti e gli ospiti che cercano di passare in Liguria il fine settimana.

Su tutto vigila l’inflessibile ispettore del MIT (Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture). Il MIT, dopo anni di latitanza, come sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Genova sulla tragedia del Ponte Morandi, sembra voler recuperare il tempo perduto e, nell’applicare rigidamente un principio di autotutela dei funzionari coinvolti, invoca criteri di cautela e di sicurezza per gli utenti.

Ma è davvero così?

Anche qui bisognerebbe avere un’analisi costi/benefici un po’ più sofisticata. Perché è evidente che la sicurezza dei cittadini automobilisti va posta avanti a tutto, ma bisognerebbe seriamente considerare il pericolo di una viabilità a corsia unica con continui salti di carreggiata dei TIR e anche il prezzo pagato in termini di gravi e gravissimi incidenti stradali e perdita di vite umane che quotidianamente si registrano a causa dei cantieri; incidenti e morti di cui si parla pochissimo. Il nesso causale tra incidenti e morti e cantieri è evidentissimo, ma di questo nessuno sembra occuparsi. Perché?

Come detto, la sensazione è che in base alla legge del pendolo dopo l’inerzia di decenni si vogliano applicare principi emergenziali di una rigidità assoluta. È possibile conoscere in dettaglio quale è il reale stato delle gallerie delle autostrade liguri, gli interventi sulle quali sono alla base dei maggiori problemi di traffico? Davvero tutti gli interventi hanno la stessa massima urgenza? Esiste un rapporto dettagliato che risponde a queste domande?

Pare che il nuovo amministratore delegato di Aspi dica che la situazione attuale rischia di protrarsi per i prossimi tre/cinque anni. È sopportabile tutto ciò per l’economia e la società ligure o tra cinque anni ci ritroveremo con una regione ancor più desertificata economicamente?

Temi che ci piacerà affrontare con Lella nell’incontro di sabato.

La seconda questione riguarda il Tunnel della Fontanabuona. Un’araba fenice da anni buona per qualche ‘marchetta’ elettorale ma sostanzialmente ancora nel libro dei sogni perché priva di copertura finanziaria e forse anche di un progetto esecutivo.

In un momento di così grave crisi delle autostrade, la viabilità alternativa diviene strategica e va potenziata. E il Tigullio soffre molto anche su questo terreno.

Il distretto industriale di Carasco-Fontanabuona fa dell’efficienza logistica e dei trasporti uno dei principali elementi di competitività. L’appesantimento progressivo della viabilità ordinaria, l’assenza del prolungamento di viale Kasman a Chiavari, e la criticità del casello di Lavagna creano sempre più problemi e rendono l’opera fondamentale. Il traffico, soprattutto quello industriale, potrebbe facilmente raggiugere tramite il tunnel la viabilità autostradale all’altezza di Rapallo, con notevolissimi benefìci economici e ambientali.

Lella Paita ha fatto una proposta concreta al riguardo: ha chiesto qualche giorno fa al Ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini di trattare con la Società Autostrade per l’Italia affinché realizzi a sue spese il Tunnel della Fontanabuona. Occorre completare l’iter progettuale, inserire l’opera nel Pef (Piano economico finanziario) e far sì che sia Aspi a finanziarla. Gli ultimi numeri noti parlavano di un costo di circa 350 milioni di euro, che probabilmente andrà aggiornato.

Il consenso delle amministrazioni e della politica ligure sono fondamentali per raggiungere il traguardo. Speriamo che l’iniziativa di ‘Piazza Levante’ di sabato aiuti in tal senso.

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