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Sentirsi tutti di Lavagna

da Alberto Bruzzone

di ANTONIO GOZZI

Ci sono due vicende attuali di grande importanza che coinvolgono il Comune di Lavagna ma che, in qualche modo, riguardano tutto il Tigullio e in particolare la sua attrattività ambientale e turistica e alcune significative attività economiche.

Parliamo da una parte dell’annosa questione delle misure di protezione idraulica della Piana dell’Entella, in particolare sul lato della città dei Fieschi, con la previsione della costruzione della cosiddetta ‘diga Perfigli’; dall’altra del tema della pesci-coltura e del rinnovo della concessione demaniale, ormai scaduta, per la posa dinanzi alle spiagge di Cavi delle gabbie in mare necessarie allo svolgimento di questa attività.

Entrambe le vicende sono problematiche perché implicano interessi pubblici e privati che rischiano di essere in conflitto e che impongono alla Civica Amministrazione e a tutti gli altri Enti pubblici coinvolti uno sforzo di razionalità e di equilibrio e di corretta definizione delle priorità e degli interessi prevalenti.

Il Sindaco di Lavagna, Gian Alberto Mangiante, e la sua amministrazione hanno finora affrontato le due questioni con intelligenza, chiarezza e senso di equilibrio e come ‘Piazza Levante’, per quello che può valere, ci sentiamo di sostenerli totalmente proprio perché ci sembra abbiano assunto, sulle due vicende, il giusto atteggiamento e stiano cercando di assumere le giuste decisioni.

Ma andiamo con ordine ed esaminiamole distintamente.

Diga Perfigli: molto tempo fa, quando esistevano ancora le Province, quella di Genova decise di attuare un piano per la mitigazione del rischio idraulico del bacino del fiume Entella, in particolare nel suo tratto terminale tra il ponte della Maddalena e la foce. Dopo un lunghissimo iter amministrativo fu approvato il progetto definitivo che consiste, appunto, in un manufatto che costituirà un nuovo argine, largo 7 metri e alto 1,20 metri in più del livello dell’attuale ‘seggiun’.

Contro tale progetto, approvato in tutte le sedi amministrative, si oppongono molti cittadini che, prima spontaneamente poi organizzati in comitato, segnalano l’enorme impatto ambientale dell’opera prevista in particolare su uno degli ambienti ortivi tra i più pregiati della Liguria.

Chi ha voglia e tempo di passeggiare sul ‘seggiun’ si ritrova in un contesto straordinario dove la tradizione delle colture orticole della piana dell’Entella si manifesta in tutta la sua ampiezza e bellezza. Un’atmosfera magica dove orti e fiume si toccano e dove il tempo sembra fermo da secoli. L’oasi faunistica che negli anni si è spontaneamente creata in quella parte di fiume completa il quadro dando al tutto un altissimo valore ambientale.

L’agricoltura degli orti per cui Lavagna è stata insignita recentemente di un importante premio nazionale è un perfetto esempio di quelle attività agricole specializzate che potrebbero costituire, dove possibile, un interessante modello di nuova/vecchia economia. Certo, bisogna lavorare intensamente su diverse tematiche: la formazione dei giovani affinché tali attività non si estinguano quando gli anziani che oggi le accudiscono non ci saranno più, la costruzione di una ‘filiera distributiva corta’ per facilitare la commercializzazione dei prodotti, l’inserimento degli orti in percorsi sentieristici e paesaggistici.

La realizzazione del manufatto previsto rischia di sfregiare gravemente questi luoghi compromettendo seriamente parte delle colture in atto. Si pensi che per realizzare la nuova diga, il nuovo ‘seggiun’, bisognerà scavare per tutto il tratto ponte della Maddalena – foce una trincea larga 20 metri e profonda 6 o 7.

Tutti i comuni interessati, Lavagna in primis ma anche sia pure con intonazioni diverse (più debole e meno definita quella di Chiavari, che nella riunione in Regione sull’argomento ha assunto una posizione non chiara, più forti quelle di Cogorno e Carasco) si sono espressi contro la realizzazione dell’opera ma, come detto, l’iter amministrativo si è da tempo completato e oggi nessuno, e in particolare la Città Metropolitana e il suo Sindaco Bucci, se la sentono di assumersi la responsabilità di cambiare il progetto.

Con il rischio idraulico in Liguria non si scherza. Dopo la condanna a sei anni di reclusione del Sindaco di Genova, Marta Vincenzi, per non essere stata abbastanza diligente in occasione dell’ultima grave alluvione del capoluogo, che provocò la perdita di vite umane, è inevitabile e persino comprensibile che gli amministratori pubblici si muovano sulla base di un rigido principio di autotutela.

Per questo la partita è così difficile.

Il Sindaco di Lavagna, coraggiosamente, sta cercando tutti i modi per rimettere in discussione gli assunti di base del progetto, e cioè gli studi sulle piene, e ha chiesto un nuovo punto della situazione che veda coinvolti anche gli esperti dell’Università di Genova. La revisione dei punti di partenza consentirebbe ovviamente di rivedere almeno la dimensione e l’impatto dell’opera. Il Sindaco metropolitano ha accettato l’idea che si rifaccia il punto sulle piene e sulla situazione idraulica, ma ha rifiutato il coinvolgimento dell’Università di Genova e ha riaffidato il compito agli stessi progettisti che avevano a suo tempo elaborato il progetto.

Bisogna fare tutto il possibile perché si trovi una soluzione che preservi l’ambiente straordinario della piana dell’Entella e le sue attività agricole e contemporaneamente tuteli gli amministratori pubblici coinvolti. Noi come ‘Piazza Levante’ saremo a fianco del Sindaco e dei cittadini di Lavagna nel sostegno della loro battaglia e nella ricerca di questo difficile equilibrio.

Seconda questione la piscicoltura dell’impresa Aqua, di cui ospitiamo un’intervista in questo numero.

Come si diceva in apertura, la concessione demaniale a suo tempo rilasciata ad Aqua è scaduta il 31 dicembre 2020. Le concessioni demaniali vengono rilasciate con procedure di evidenza pubblica dall’Ente concedente (per legge il Comune), il quale determina le condizioni, non solo economiche, della concessione. In questo caso l’Amministrazione comunale di Lavagna ha risposto no alla richiesta fatta dalla ditta Aqua del raddoppio delle gabbie di allevamento, e ha intenzione di ottenere la mitigazione dell’impatto paesaggistico di dette gabbie chiedendo lo spostamento in una zona di minor pregio o quantomeno che le gabbie siano soffolte, cioè messe appena sotto il livello del mare.

Ne è scaturito un contenzioso legale davanti al TAR; vedremo come si esprimeranno i giudici amministrativi.

Anche in questo caso la posizione assunta dal Sindaco di Lavagna, nonostante le pressioni politiche provenienti da più parti, a noi sembra ineccepibile.

L’itticoltura è certamente un’attività economica legittima e degna di nota. In particolare molti studi a livello scientifico segnalano che i pesci di allevamento contribuiranno sempre di più all’alimentazione umana. Gli stessi studi segnalano contemporaneamente una serie di problematiche che vanno attentamente seguite affinché l’impatto ambientale di queste attività non sia superiore ai benefici.

Tipo di mangimi, eventuali farmaci somministrati ai pesci nelle gabbie, sicurezza dei lavoratori durante l’attività sono tutti punti da monitorare continuamente. Ciò d’altronde avviene per ogni attività economica e industriale che abbia o possa avere un significativo impatto ambientale. E anche in questo caso gli enti preposti devono fare il loro lavoro di vigilanza e controllo.

L’ubicazione delle gabbie a poco più di un miglio dalle spiagge più belle del Tigullio, quelle di Cavi, non è stata certamente una delle più felici. A prescindere dall’impatto psicologico, c’è sicuramente un ostacolo visivo e paesaggistico di rilievo.

Anche in questo caso legittimi interessi in conflitto, che impongono la riflessione su quali sono gli interessi prevalenti. Sulle spiagge di Cavi e sulla loro attrattività turistica vivono decine di aziende: stabilimenti balneari, bar, ristoranti, alberghi con centinaia di lavoratori impiegati. La salvaguardia di queste attività è certamente prevalente rispetto alle pur legittime ambizioni di espansione della ditta Aqua. Il punto di equilibrio tra i diversi interessi è compito dell’Amministrazione pubblica.

Resisti Sindaco alle indebite pressioni, fai l’interesse dei tuoi cittadini, noi saremo con te.

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