Home SportArti marziali Centro Studi Discipline Orientali di Lavagna, quando le medaglie arrivano… in modalità ‘a distanza’

Centro Studi Discipline Orientali di Lavagna, quando le medaglie arrivano… in modalità ‘a distanza’

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Le farfalle sono belle anche se poste dentro una teca e così per proprietà transitiva anche i ragazzi e le ragazze del CSDO Lavagna che hanno conquistato medaglie su medaglie ai recenti campionati italiani hanno offerto uno spettacolo esteticamente da applausi pur se gareggiando non dal vero ma in modalità streaming.

I tempi e le condizioni attuali non consentono molto altro ed è vitale sapersi adattare a situazioni impossibili affinché le discipline sportive possano prosperare anche in questi mesi così complicati. Certo, i moderni mezzi di trasmissione e visione online, in streaming, consentono di comportarsi come se si fosse davanti a un pubblico in carne e ossa, come se gli avversari, i compagni di squadra, i tecnici e i propri dirigenti oltre che i giudici fossero lì a scrutarsi. Il come se è sempre più realistico, ma resta un surrogato. Si concentra tutta l’attenzione sul gesto, sulla perfezione della successione, sul timing e il controllo dei movimenti del proprio corpo. Niente di più adatto a poter essere osservato e valutato on air.

Eppure la nostalgia per la normalità resta fortissima. Lo si è notato con solare evidenza alla fine dei Campionati sperimentali di Wu Shu Kung Fu intitolati ‘On line Sound Wu Shu’.

Ecco come si sono svolte le cose. La commissione nazionale, composta dagli arbitri Fiwuk, coordinati dall’arbitro internazionale Salvatore Barbagallo, ha visionato i numerosissimi video inviati dalle varie società italiane appartenenti alla Fiwuk.

Gli atleti dell’ASD Centro Studi Discipline Orientali 2000 di LavagnaGiorgio Croci, Giulia Domenichini, Simone Mangiante, Alessia Pomes, Elena Rossi, Roberta Rossi, Greta Parma, Giorgia Soricelli e Iacopo Veroni hanno ottenuto ben dodici primi posti e sei medaglie nelle varie specialità Tai Shi Chuan, mani nude e armi.

Molte le ragioni perché a Lavagna alzino in alto i calici. Gli atleti del sodalizio del Tigullio hanno confermato ancora una volta il loro alto livello, eseguendo le prove in modo eccellente hanno sciorinato una abilità tecnico-atletica non comune. In più i giudizi degli arbitri sono stati lusinghieri e fanno sperare ad un anno agonistico 2021, Covid permettendo, di successo.

È bene ricordare che il giovanissimo Croci ha gareggiato anche nello Xing Yi e Pomes ha presentato per la prima volta la spada lunga dello stile Sun. Il maestro e direttore tecnico del CSDO, Luca Ghinolfi, è quasi commosso dall’impegno messo dai suoi atleti. “Non solo in gara, ma anche nell’organizzazione. I ragazzi hanno dovuto preparare le riprese delle esibizioni, studiare inquadrature, le ‘sceneggiature’ degli esercizi. Molto del merito va ai nostri due campioni, Alessia Pomes e Simone Mangiante, che hanno un palmares internazionale di primo livello eppure hanno l’inventiva e l’entusiasmo degli esordienti. Simone ha contribuito alla stesura dei video. Non è stato facile, ci si esibiva con apprensione e in un clima pieno di tensione. Mangiante e Pomes sono stati determinanti con i suggerimenti e gli incoraggiamenti, anche se poi il forte desiderio di ognuno di vincere e il grosso lavoro fatto negli anni precedenti aveva il sopravvento su tutto e iniziate le forme ognuno ha espresso magicamente il meglio”.

Altrettanto meritevoli di lode le giovanissime Greta Parma, Roberta Rossi, Roberta e Giorgia Soricelli. “Unico piccolo rammarico resta quello di non aver potuto vedere in gara la nostra migliore atleta, la super campionessa mondiale Arianna Romano impegnata con il suo nuovo lavoro. Comunque una prestazione che ci ricompensa dei sacrifici fatti nel difficile 2020”.

Dove i ragazzi del Csdo sono rimasti praticamente inattivi. “Potete capire che cosa voglia dire non poter gareggiare e potersi allenare solo individualmente, non nella palestra ma quasi sempre a casa”. L’arte marziale del Kung Fu è stata inserita negli sport di contatto, quindi non si possono avere né meeting né allenamenti di gruppo. Neppure quando un vero e proprio contatto tra gli atleti non c’è… “Sì, anche nella specialità Forme, nelle quali ci si esibisce in singolo. Perché c’è il passaggio degli attrezzi, specie delle armi, che sono considerati oggetti a rischio di veicolare il virus. Le pratiche di sanificazione dei locali vanno estese agli attrezzi, siamo molto scrupolosi e rispettiamo le norme”.

Per non parlare delle perdite economiche: “La nostra sezione Yoga che sta riscuotendo un boom di adesioni è chiusa a tempo illimitato. Sino a fine pandemia non potremo tornare a fare lezioni. Nel frattempo l’affitto per i locali che occupiamo va però pagato”. Si intravede qualche schiarita all’orizzonte. Il maestro Ghinolfi resta positivo. “Intanto la nostra società si è data un organigramma di livello così elevato da metterla al riparo dalla tempesta. E le notizie in arrivo dalla Federazione ci consentono di sperare. Si parla di portare la nostra disciplina alle Olimpiadi Giovanili che sono state fissate per il 2026. Bisogna alzare la testa dai problemi contingenti e guardare l’orizzonte. Il sole farà capolino tra le nubi”.

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