Home Approfondimento Chiavari città in declino? Bisogna puntare con convinzione su infrastrutture e formazione delle giovani generazioni

Chiavari città in declino? Bisogna puntare con convinzione su infrastrutture e formazione delle giovani generazioni

da Alberto Bruzzone

di GIANCARLO DURANTE *

Il dibattito sulla centralità di Chiavari nel Tigullio ha radici storiche, ruolo che già a partire dalla fine del Settecento le era stato assegnato quale capoluogo degli Appennini durante il Primo Impero Francese.

In tempi più recenti si è affrontato il tema parlando di Provincia nell’ormai lontano 2001, di Città dell’Entella, di Progetto Tigullio. In ogni caso il ruolo chiave di Chiavari non è mai stato in discussione, per la sua collocazione geografica che la vede nel cuore del Tigullio e alla confluenza di numerose valli di importante rilevanza storica, culturale ed economica, ma soprattutto per la sua rilevanza strategica per lo sviluppo del comprensorio.

Ed è proprio sotto questo aspetto che ritengo si debba affrontare la tematica, non tanto della centralità fine a sé stessa ma quale leva ispiratrice di una rinnovata visione del territorio.

Visione che deve avere il proprio fondamento sulle grandi potenzialità di un ampio comprensorio come è il Tigullio, costa ed entroterra, nessuno escluso, perché solo la concentrazione delle forze e la condivisione dei progetti può dare pieno valore ad una efficace azione di stimolo per un rilancio.

Il ruolo di capofila sarà poi determinato dall’offerta di servizi, dall’offerta formativa, dalle attività industriali, artigianali e commerciali che dovranno trovare le condizioni ideali per fare impresa e contribuire al benessere della collettività.

La formazione delle nuove generazioni è uno degli aspetti che ritengo vada affrontato con grande attenzione. Le scuole presenti a Chiavari e nei Comuni limitrofi, sia di primo sia di secondo grado, coprono una ampia parte della domanda. I giovani devono essere aiutati nei loro processi di orientamento ed introduzione al mondo del lavoro, attraverso strumenti formativi quali gli I.T.S. e l’alternanza scuola lavoro, informativi come il Salone degli Orientamenti o semplicemente con l’attività che Confindustria promuove attraverso i PMI Day, le visite guidate in azienda o i convegni tematici che annualmente si tengono all’Auditorium (pandemia permettendo) interamente dedicati agli alunni degli Istituti Scolastici di Secondo Grado.

La presenza di piccole e medie imprese legate all’attività cantieristica-navale, metalmeccanica, chimica, plastica e gomma, ardesiaca, hi-tech offrono diverse opportunità per i nostri giovani e per le imprese stesse poiché attraverso la costante azione di reciproca informazione si possa anche colmare un gap di figure professionali richieste e non presenti.

Mi riferisco a specialisti Ict, analisti e software engineer, sistemisti e tecnici di rete, responsabili vendite e tecnici commerciali estero, export manager, ingegneri meccanici, conduttori di impianti, programmatori di PLC, manutentori specializzati, analisti di laboratorio solo per dare un esempio di figure professionali che oggi sono particolarmente ricercate dalle aziende.

Un altro tema sensibile per una visione di territorio evoluto è quello delle infrastrutture. Non esiste centralità se non pensiamo ad una rete viaria che permetta rapidi e sicuri collegamenti tra costa ed entroterra, con le autostrade, con il porto e l’aeroporto.

In questo particolare momento storico è d’obbligo impiegare efficacemente le risorse che ci auguriamo provengano dal ‘Next generation EU’ per fare quel salto di qualità che ci permetterà di affrontare le future sfide dettate dalla competitività globale. Le aziende hanno dimostrato negli ultimi anni doti di resilienza non comuni, oggi chiedono condizioni di sicurezza del territorio, viabilità e reti di telecomunicazione al passo con i tempi.

Diversi sono i progetti allo studio, alcuni già in fase di progettazione, altri in attuazione, e ognuno di questi vede Chiavari avere un ruolo di stimolo, di coordinamento, di raccolta di condivisione fondamentale per l’intero bacino dell’Entella.

Risolvere il problema delle infrastrutture di collegamento è cruciale non solo per la vita dei cittadini, ma anche per lo sviluppo economico del territorio. Il collegamento con l’entroterra è attualmente costituito da due strade urbane a due corsie che risalgono da Chiavari e Lavagna verso Carasco, confluendo in un’unica via a due corsie, creando un appesantimento del traffico veicolare e pesante e peggiorando progressivamente la qualità della vita urbana.

In quest’ottica il prolungamento di viale Kasman o un’opera paritetica, ad esempio un tunnel di collegamento veloce tra la bassa Fontanabuona e il casello autostradale di Chiavari, pensando anche ad un autoporto che raccolga i mezzi pesanti, sono ormai diventati una assoluta necessità.

Anche in tema di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico si avverte l’esigenza di una pianificazione condivisa a tutti i livelli amministrativi che abbia la capacità di raccogliere i bisogni dei cittadini, del mondo economico e del lavoro. In buona parte Chiavari potrà risolvere le criticità provenienti dalle possibili esondazioni del torrente Rupinaro attraverso la costruzione di uno scolmatore. Sul fronte Entella le criticità sono rilevanti ed estese per decine di chilometri se si considerano i tratti vallivi dei vari affluenti. Sino ad oggi tutte le soluzioni proposte prevedono interventi puntuali lungo l’attuale alveo a volte anche negativamente impattanti dal punto di vista ambientale.

Anche in questo caso uno scolmatore collocato nell’area Carasco/S.Colombano Certenoli risolverebbe contemporaneamente diverse criticità ottenendo: 1) la sensibile diminuzione delle portate alla foce dell’Entella e i livelli idrici di tutto il tratto a valle della confluenza tra torrente Lavagna e torrente Graveglia e conseguentemente la riduzione del rischio di esondazione; 2) la significativa limitazione degli interventi puntuali necessari per garantire ovunque il transito di una piena con tempo di ritorno duecento anni; 3) con una riduzione stimata di circa 1000/1100 mc/s il rientro a norma del Ponte della Maddalena e del Ponte della Libertà evitandone la demolizione e la ricostruzione; 4) l’uscita dalla Zona Rossa del Piano di Bacino di tutte le attività produttive e commerciali agevolando l’operatività e rendendo l’intero comprensorio più appetibile per nuovi insediamenti.

Ci sarebbero molti altri argomenti da sviluppare ma penso sia opportuno rinviarli ad una prossima puntata.

(* presidente del Gruppo Territoriale del Tigullio di Confindustria Genova)

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