Home SportGinnastica Anche Marco Bo vara il modello online: “Lo sport non si ferma”

Anche Marco Bo vara il modello online: “Lo sport non si ferma”

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

In un mondo capovolto, chi è insano per definizione ha la licenza di insanire come minimo, ossia fare il matto per combattere con lo humor una situazione ai limiti e a volte pure oltre la sopportabilità.

Marco Bo è il gestore del Centro Sportivo Le Mimose di Sestri Levante, ha fatto investimenti e puntava su questa stagione per lanciare tornei e appuntamenti, eventi di squash, padel, calcetto e tennis. Sarebbe autorizzato a prendere a calci ogni cosa che incontra e sparare invettive a mitraglia. Ha scelto invece di sorridere, e di organizzare corsi di fitness online per tenere e tenersi in forma durante questa interminabile quarantena, postando sui social lezioni nelle quali si propone come modello e sfida i suoi followers a fare, se non meglio, almeno a tenere il suo ritmo.

Non è semplice, perché il maestro Bo era in forma che lui stesso definiva niente male e non saranno stati quaranta giorni di recinto a ingabbiarlo.

“Sino al 10 marzo Le Mimose era aperto. E i campi erano prenotati per diversi giorni. L’11 marzo è arrivato l’ordine di chiudere ogni struttura sportiva senza eccezioni. Mi sono ritrovato senza lavoro da un’ora all’altra e ho pensato per qualche ora”.

Non c’è voluto molto per prendere una decisione: “Mi sono detto: Marco se te ne stai da solo in casa a pensare non ti alleni nemmeno per due giorni. Mi conosco, senza motivazioni non vado da nessuna parte. Ed allora mi sono riproposto di organizzare dirette sui social, puntando su Facebook, in modo da allenare i miei clienti e chiunque volesse partecipare, e perciò allenarmi”.

La prima settimana dava appuntamento ai suoi allievi de Le Mimose, che aveva contattato uno per uno, via chat, per fare tutti insieme alle ore 9 il risveglio muscolare. “La settimana è filata via con crescente successo, vedevo i numeri di chi seguiva la diretta su FB e sono diventati rapidamente alcune decine. Allora ho pensato di chiudere la settimana con una specie di festa: rifacendomi alla mia vecchia esperienza come animatore in villaggi turistici, nei quali dopo il risveglio muscolare mattutino costringevo i clienti a lezioni di ballo e concludevo con un aperitivo in comune, al sabato ho dato lezioni di ballo a distanza e alle ore 17 un aperitivo collettivo con un bicchiere di birra, di vino, di cocktail, o aranciata che tutti si versavano in contemporanea e poi postavano l’istantanea del cin cin”.

La cosa ha preso campo e la seconda settimana il vulcanico Bo aveva pronte altre sessioni di allenamento. “Ho cercato di variare la routine. Per chi aveva la cyclette ho pensato a una lezione di spin-aero-bike per far lavorare gli arti superiori oltre alle gambe. Per gli altri delle sessioni G.A.G. Glutei, Addominali, Gambe, alternando esercizi e intensità dell’allenamento. Immutato il sabato, dedicato alle lezioni di ballo con il finale dell’aperitivo di gruppo virtuale. Sabato è stato il quinto consecutivo”.

Oltre ai clienti del centro sportivo, si sono aggiunti strada facendo vecchi amici e amiche. “La settimana scorsa guardavo chi era collegato e ho notato una signora di Innsbruck e una conoscente da Brighton. Poi altri maestri di tennis e squash. Il vero botto però è stato un paio di giorni fa: vedo un certo Roscoe Tanner che stava partecipando alla diretta, ho chiamato ed era proprio lui, il Bombardiere di Chattanooga, che negli anni Ottanta fu numero 4 della classifica ATP, che dagli Usa si stava divertendo a guardarci sudare”.

Il maestro Bo non ha certezze che tutti quelli che si mettono a guardare, facciano poi i suoi esercizi. “Magari alcuni di loro passano solo di lì, altri si stanno mangiando un panino o fumando una sigaretta, così ho chiesto di mandarmi una foto con loro che stanno ripetendo alcuni dei movimenti che consiglio. Sabato scorso ne ho pubblicato ben 74 in un solo video di risposta sulla mia pagina Facebook”.

Una risposta positiva che ha un valore pratico immediato e un grande valore psicologico sul lungo periodo. “È chiaro che in questa situazione particolarissima bisogna inventare o reinventarsi. Ho attinto alla mia storia. Per esempio, ai balli di gruppo ho aggiunto da un paio di settimane quelli di Baby Dance per i bambini, perché ho pensato che anche i più piccoli debbono avere più stimoli e più impegni. Ci credevo all’inizio, avrei continuato anche per uno o due dei miei allievi, come posso non andare avanti adesso che ho avuto centinaia di feedback positivi?”.

La resistenza in attesa della riscossa? “Questo dev’essere lo spirito. So bene che non si può continuare in questa maniera a tempo indefinito. La Fase 2 che ci dicono imminente potrebbe portare novità anche per i nostri sport. A giugno il centro Le Mimose potrebbe riaprire, a determinate condizioni e molto, molto gradatamente”.

Si vocifera che verso l’8 giugno sarebbero concesse lezioni individuali con i maestri, tra i quali lo stesso Bo, che tengono lezione a un allievo che dovrà indossare guanti protettivi per toccare le palline con le quali giocare a tennis, squash o padel. Nessun ingresso negli spogliatoi, la doccia a casa. Nessun tipo di partita, nelle tre specialità tra privati, meno che mai a calcetto.

“Certo, vorrà dire usare le potenzialità del centro sportivo al 20-30 per cento, ma sarà qualcosa. Potremo intanto rivederci, anche se rimanendo rigorosamente uno di qui e uno al di là della rete o del muro nel caso dello squash”. E far saltare le coperture delle bottigliette di minerale a fine lezione avrà un suono più evocativo dello stappo di una Magnum di champagne.

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