Home SportCiclismo Accademia del ciclismo in Val Fontanabuona: l’idea decolla

Accademia del ciclismo in Val Fontanabuona: l’idea decolla

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Prima il tetto e adesso le fondamenta. A dispetto della statica e della logica, il progetto del Team VVF è una imperdibile perla per la Val Fontanabuona, da sempre una delle zone più sensibili al richiamo delle due ruote mosse solo dalla forza umana. In controtendenza, forse in contropendenza e, trattandosi di ciclismo, pure usando il contropedale.

Roberto Portunato, presidente del Team Velo Val Fontanabuona e team manager dell’Area Zero Pro Team, intende completare il suo progetto che prevede il rinnovo e il rilancio del ciclismo nel Levante dando vita alla Fontanabuona Cycling Academy.

In buona sostanza un’emanazione dell’accordo sottoscritto solo pochi mesi or sono con il team professionistico D’Amico che prevede la creazione di una scuola di ciclismo. Sarebbe tantissimo, ed invece è solo una delle novità che il pirotecnico manager ha intenzione di proporre con l’anno nuovo.

Portunato procede senza freni e mette a segno un colpo dietro l’altro. Aveva iniziato con l’accordo di collaborazione tra il suo VVF Team e il Team Cinelli per costruire una squadra di Under 23 di rango nazionale. Poi, nel corso dell’anno che va spegnendosi, un annuncio che ha lasciato tutti a bocca aperta: una joint venture che collega le Marche alla Liguria. Una società Continental (ossia che può partecipare alle competizioni dei circuiti continentali UCI, ma non alle gare World Tour), la D’Amico-UM Tools del team manager Ivan De Paolis e diretta da Massimo Codol, dopo anni d’impegno con base in zona adriatica ha trovato nel Team Velo Val Fontanabuona una partner affidabile. Ha portato in ritiro in riviera ligure ben 8 atleti tra i quali il trentenne Ivan Martinelli, il sardo Orlando Pitzanti (confermati dalla D’Amico), Valter Ghigino (dalla Cinelli) e lo svizzero Nicolò De Lisi, l’anno scorso campione nazionale nella categoria juniores.

Altri ci avrebbero campato per mesi, invece Portunato non appena il team ha mosso i primi passi sotto il titolo di Area Zero Pro Team era già altrove a inventare la Fontanabuona Cycling Academy. “Partiamo in questo 2020. La Fontanabuona si arricchirà di una scuola per ciclismo dedicata ai giovani. Iniziamo con le categorie Giovanissimi ed arriviamo alla categoria Allievi”.

Sempre secondo consuetudine il dirigente fontanino vuole coinvolgere più soggetti possibile: “L’Academy sarà sotto la supervisione del nostro team Continental e la collaborazione del Gs Levante”. È buttata lì, ma è una bomba: la società che per decenni è stato il principale vivaio ciclistico del Tigullio sigla un’intesa con il VVF; in piccolo sarebbe come se Genoa e Samp scegliessero di avere un unico settore giovanile.

“Con gli amici della Levante abbiamo condiviso molte esperienze negli ultimi tempi e abbiamo capito che quello che ci unisce è assai superiore a quello che poteva dividerci. Insieme partiamo e insieme costruiremo: nel 2021 pensiamo di allestire anche una squadra Juniores. Altra cosa molto importante: l’aprire la scuola di ciclismo non implica l’abbandonare l’attività amatoriale. Anzi, sarà ancora più importante perché con una quota del tesseramento versato dagli amatori si andrà a finanziare l’attività dei bambini che si avvicinano a questo sport. Tutti i nostri atleti avranno la stessa divisa, dai ‘pro’ della Continental sino ai piccolini della Academy, solo gli sponsor saranno diversi e ne cercheremo di mirati per il settore giovanile. Un’unica divisa a sottolineare che la scuderia e le prospettive saranno comuni”.

Finite le novità? Neppure per sogno, i fuochi d’artificio continuano e raddoppiano di intensità. “Il 2020 potrebbe essere anche l’anno buono per dare il via ai lavori per la pista su strada che vogliamo realizzare a San Colombano Certenoli in un’area che abbiamo individuato assieme all’amministrazione comunale. Un’area protetta, isolata dal traffico, dove i nostri giovani si possano allenare senza doversi preoccupare di traffico e interferenze da parte di passanti e altri ‘ostacoli’. Un passo decisivo perché verrebbe incontro alle preoccupazioni di molti genitori e ci consentirebbe di far lavorare i nostri atleti 7 giorni su 7, 12 mesi su 12. L’iter burocratico non è concluso, ma il progetto ha il favore anche della nostra Federazione e del Comune, quindi credo che nei prossimi mesi marceremo spediti verso il giorno zero, quello in cui taglieremo il nastro e consegneremo la struttura alla Fontanabuona Cycling Academy”.

Poi c’è una campagna acquisti da ultimare. E c’è una preda quasi catturata. Portunato non fa nomi, ma radio mercato parla di un accordo raggiunto con Luca Raggio, l’unico ciclista professionista del Levante, nato a Coreglia Ligure. “Sì, ci sono due o tre colpi possibili, ma per correttezza ne riferirò solo quando avremo messo nero su bianco. Diciamo che vogliano riportare tutti i nostri ragazzi a casa…”.

Impossibile fare le cassandre di fronte a tanto entusiasmo. “Negli ultimi tempi ho sentito e letto in diverse occasioni che il ciclismo dalle nostre parti è morto. Lascio valutare a voi: il sottoscritto dopo una parentesi amatoriale, ha diretto per sei anni un team Elite under 23, abbiamo avuto un campione italiano su pista, abbiamo fatto attività su strada, pista, ciclocross (abbiamo partecipato anche al mondiale), abbiamo avuto atleti convocati nelle nazionali di categoria. Di cosa abbiamo in progetto per il 2020 vi abbiamo detto. Se continuano a dire che il ciclismo è morto, non so cosa aggiungere: forse qualcuno sta troppo in casa o si informa poco!”. Roberto Portunato abbassa la testa e pedala forte controvento, un vero finisseur, non c’è traguardo che gli sfugga.

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