Home Attualità Rsa Gianelli, ore decisive: domani scadono i termini per l’offerta. Salvataggio o fallimento?

Rsa Gianelli, ore decisive: domani scadono i termini per l’offerta. Salvataggio o fallimento?

da Alberto Bruzzone

di ALBERTO BRUZZONE

Ventiquattro ore. Dentro o fuori. Salvezza o fallimento. Manca pochissimo per conoscere quale sarà il destino della casa di riposo Gianelline, in corso Colombo a Chiavari. La Residenza Sanitaria Assistenziale attraversa da tempo un periodo di crisi, che si è notevolmente acuita nel corso degli ultimi mesi, quando i ventisette dipendenti, al culmine di un lungo frangente di difficoltà, sono scesi in piazza e hanno iniziato a manifestare pubblicamente il loro dissenso.

La notizia della crisi delle Gianelline è quindi rimbalzata sui media e ha trovato la solidarietà da parte dell’amministrazione locale. Il sindaco di Chiavari, Marco Di Capua, è sceso in strada accanto ai dipendenti, ha ascoltato le loro rimostranze, ha preso contatto con i vertici della casa di riposo e si è impegnato per una soluzione, anche attraverso un dialogo avviato con il curatore fallimentare.

È lunga e assai complessa, la vicenda che ha portato al default economico della Rsa, e ora tutti sperano che la strada tracciata sia quella giusta. A dare il quadro delle ultime novità è lo stesso Di Capua: “Domani, venerdì 15 novembre, scadono i termini per presentare le offerte. Ho saputo dal curatore fallimentare che in vendita c’è l’intera gestione della casa di riposo, comprensiva quindi del ramo dei dipendenti. L’edificio, invece, resterà comunque di proprietà delle Suore Gianelline, che continueranno a percepire un affitto”.

Ora, sul tavolo del curatore fallimentare sono arrivate, nelle scorse settimane, diverse manifestazioni d’interesse. Si tratta della prima fase, in questo tipo di trattative: chi si dichiara interessato, può chiedere di compiere ulteriori valutazioni, di visionare bilanci e documenti, al fine di capire meglio il reale stato della situazione e formulare l’offerta più congrua.

Sono state tre, in prima istanza, tali manifestazioni d’interesse: quella da parte della casa di riposo Pietro Torriglia di Chiavari, quella del gruppo Kos Care, colosso della sanità privata a livello nazionale e non solo, e quella di Kcs Caregiver, cooperativa sociale leader nella gestione globale e integrata di strutture specializzate per la terza e quarta età e per la disabilità.

Ma non saranno tre le offerte in arrivo. A presentare una proposta, entro la scadenza fissata per il 15 novembre, dovrebbe essere solamente Kos Care, mentre sarebbero in procinto di tirarsi indietro sia Pietro Torriglia che Kcs Caregiver. “Io sono fiducioso e spero che le cose possano andare per il meglio – commenta il sindaco di Chiavari – sia per gli anziani che vivono in questa casa di riposo, sia per i ventisette dipendenti, che hanno tutto il diritto di salvare il loro posto di lavoro. Mi auguro veramente che ci sia un lieto fine, nell’interesse di tutti e anche della città di Chiavari”.

Di Capua ha inoltre incontrato Suor Giovanna Petronio, responsabile provinciale per le Suore Gianelline, il cui nome ufficiale è Figlie di Maria Santissima dell’Orto (in latino Congregatio Filiarum Mariae Sanctissimae ab Horto). Si tratta della seconda vertenza in pochi mesi, in città, che interessa uno dei complessi delle Gianelline, dopo quella che ha riguardato l’istituto scolastico di salita Gianelli e che si è conclusa con il subentro del Villaggio del Ragazzo, per la sola parte riguardante la scuola superiore.

Quanto alla casa di riposo, il sindaco di Chiavari, nei giorni scorsi, in veste di responsabile del distretto socio-sanitario dell’Asl 4, ha inviato un’ispezione presso la Rsa di corso Colombo. Dalla relazione redatta dagli ispettori dell’Azienda Sanitaria Locale, in data 7 novembre risulta che è stato effettuato il sopralluogo in questione, per la verifica del mantenimento dei requisiti organizzativi.

La struttura, infatti, risulta sotto un liquidatore – lo Studio Foglia di Torino, di Pierluigi Foglia – e da alcuni mesi non risulta pagato lo stipendio ai dipendenti, da parte della cooperativa cui spetta la gestione, ovvero Gianellinrete. Secondo la relazione, tra il 5 e il 6 novembre ci sono state le dimissioni da parte di sette operatrici socio sanitarie, su un totale di nove. Il liquidatore ha subito provveduto all’assunzione di un Oss per coprire il turno della notte del 7 novembre, e poi ha preso contatto con alcune agenzie interinali che avrebbero dato la loro disponibilità a introdurre altro personale, in modo da evitare l’interruzione del servizio. Alla data dell’8 novembre, inoltre, sarebbero stati pagati gli stipendi.

Secondo l’Asl 4, a fronte di una situazione regolare sia per quanto riguarda le condizioni igieniche che per le figure infermieristiche previste dalla normativa vigente e per medico e fisioterapisti, mancano invece i requisiti organizzativi per le figure di Oss. L’Asl 4 ha comunicato alla caposala e al medico di non accettare ulteriori ospiti e, laddove possibile, di dimetterne. Inoltre, è stato formalmente richiesto alla struttura di comunicare all’Asl 4 i turni del personale.

La situazione è delicata, quindi, nell’attesa che il ‘cavaliere bianco’ arrivi in soccorso. Se ci sarà proposta economica, lo si saprà entro la scadenza di domani sera. Kos Care, come si legge sul sito ufficiale dell’azienda, è un primario gruppo sanitario italiano operante nell’assistenza socio-sanitaria e nella cronicità residenziale, nella riabilitazione e nella psichiatria, nella tecnologia avanzata applicata alla medicina e nella medicina per acuti.

Il Gruppo Kos (che prende il nome dall’isola greca patria del medico Ippocrate) è presente in undici regioni italiane e due stati esteri, per un totale di oltre 8.157 posti letto. Kos gestisce ottantasei strutture in Italia di cui: cinquanta residenze per anziani; quindici centri di riabilitazione; tredici comunità terapeutiche psichiatriche e sei cliniche psichiatriche; due ospedali. Kos è inoltre attivo con ventiquattro centri ambulatoriali di riabilitazione e diagnostica e trentatré sedi di service per diagnostica e terapia (di cui quindici in Italia, quindici in India e tre nel Regno Unito). Sono oltre 8.531 i collaboratori, di cui settemila dipendenti del gruppo. Come salvatore, non sarebbe per niente male.

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