Home SportCiclismo Aurora, 100 anni di storia chiavarese raccolti in una mostra

Aurora, 100 anni di storia chiavarese raccolti in una mostra

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

È il momento della cifra. Emoziona il tentativo di raccapezzarsi in una storia che appare già infinita o comunque dipanatasi in periodi ed epoche che oggi scolorano nella leggenda. La Asd Sport Club Aurora Chiavari ha raggiunto la cima dei suoi primi 100 anni e ha anche trovato la data per festeggiarli: appuntamento fissato per sabato 17 novembre. La società biancorossa proporrà una serie di eventi che culmineranno nel pranzo conviale all’Hotel Ristorante Monte Rosa. I dirigenti hanno faticato non poco perché la cerimonia fosse all’altezza di un nome prestigioso. Il guaio è che il blasone può essere solo parzialmente lustrato dall’impegno finanziario encomiabile ma non certo illimitato del consiglio direttivo. Sono questi anni difficili nei quali il club ha dovuto limitare l’attività agonistica e organizzativa al minimo, soprattutto lavorando di supporto ad altri enti e società.

L’Aurora ci è comunque riuscita. Un premio a un amore infinito, una testimonianza di fede nello sport e nei suoi valori mai venuta meno nel corso del secolo di esistenza. Un secolo che parte in una serata del 1919. Si riuniscono alcuni ‘sportmen’ chiavaresi che volevano creare una squadra ciclistica: Mino Quenti, Antonio Rivarola, Vittorio Valle, Giacomo Zolezzi, Giuseppe Chiappe, Giuseppe Sanguineti, Nevito Brignole, Tito Canepa, Luigi Carniglia, Lorenzo Carniglia, Umberto Giorgi, Giuseppe Rossi, Vittorio Catani, Sandro Frugone, Giobatta Dentone. Presidente Giobatta Ghio, gli succederanno negli anni Emilio Balbi, Antonio Giorgi, Giuseppe Brizzolara, Luigi Ori, Emilio Grasso, Alfredo Franceschini, Domenico Norero, Domenico Brignardello, Antonio Pandolfi, Sandro De Martini, Mario Sanguineti, Giuseppe Cassinelli.

Oggi è il turno di Alfonso Barattini. Il 17 novembre sarà lui ad accogliere le decine di invitati illustri provenienti da molte parti d’Italia. Presenza assicurata di importanti dirigenti federali del Coni e dell’Uci. Maestro di cerimonie, il giornalista Beppe Conti, oggi commentatore tecnico per la Rai dopo essere stato una grande firma sportiva su quotidiani nazionali, vera enciclopedia vivente del ciclismo mondiale. Sono attesi anche tanti, tantissimi ‘auroriani’, chiavaresi e non solo, che hanno indossato, collaborato o solo tifato per i colori biancorossi. Gli spunti per aprire il libro dei ricordi saranno tanti da rischiare di chiudere le celebrazioni alle ore antelucane. Ginnastica, Nuoto, Atletica ma soprattutto ciclismo. Raffiche di aneddoti, valanga di ricordi, tempesta di commozione nel rammentare gli anni d’oro di Angelo Brignole, la straordinaria prova di Renato Ponzini ai mondiali di ciclismo dilettanti di Lugano, la partecipazione di Aurelio Del Rio e dello stesso Ponzini a due Milano-Sanremo, i successi di Marco Sanguineti, l’impeccabile organizzazione di tantissime gare anche a carattere nazionale.

L’età dell’oro dell’Aurora coincise con l’avvento di Agostino Bergaglio, piemontese ben integrato a Chiavari, vero maestro di ciclismo per i giovani del comprensorio levantino. Aveva un negozio di cicli (settant’anni fa gli shop specializzati non erano ancora stati escogitati…) in piazza Roma, era la vera sede dell’Aurora, lì si discuteva di Giri e Tour, Lombardia e Roubaix come dell’ultima corsa per i ragazzi con in palio un prosciutto.
Si formarono tra quelle tre pareti – la quarta, la vetrata d’ingresso, era sempre aperta – diverse generazioni di ciclisti e centinaia di suiveur. L’unica disciplina che poteva rivaleggiare con il ciclismo era il pugilato: l’Aurora fu la culla di Mino Bozzano, olimpionico a Melbourne nel 1956, e fu la scuola dove il grande maestro Tito ‘Palazzina’ Copello fece crescere pugili come Becco, Giusti, Baroni, Muzio, Traversaro, Boi, La Vite, Vassallo, Pianviti. Molti di questi nomi che i cultori dello sport d’antan venerano da decenni saranno ricordati nel gran giorno al Monte Rosa.

In giorni come questi, però, le memorie conservate attraverso la tradizione orale non possono bastare. Nella civiltà dell’immagine servono frammenti visibili, tangibili, delle imprese e delle persone che le compirono. La società chiavarese – Stella d’argento al merito sportivo assegnatale dal Coni e Fronda d’oro da parte della Federazione Ciclistica Italiana – ha pensato anche a questo e ha allestito, in collaborazione con l’amministrazione comunale, una mostra fotografica attingendo al suo ricco archivio.
Il presidente Barattini fa gli inviti: “Da mercoledì 30 ottobre presso la sala espositiva della Torre Civica di via della Cittadella, la torre dell’ex tribunale adiacente al palazzo del Comune per intenderci, sarà aperta la mostra chiamata ‘100 anni di storia dell’Aurora’. Esposti foto e manifesti che coprono in pratica l’intero secolo. Ci sono i ritratti dei nostri campioni, dei nostri dirigenti, istantanee delle tante corse e gare alle quali abbiamo partecipato. Mostra aperta ogni giorno sino al 29 novembre. Raccontiamo una grande storia chiavarese”.
Una storia, anzi tante storie antiche ma non un racconto di fantasmi, perché il bagaglio di ricordi restituirà colore anche alle sgranate foto in bianco e nero di ante e dopo guerre splendidi e spaventosi allo stesso tempo.

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