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Ginnastica Levante, dove il Pilates non ha segreti

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

C’è tra gli sportivi chi, quando sente parlare di Pilates, alza gli occhi al cielo. La ginnastica con il metodo Pilates (se ve lo state chiedendo, prende il nome dal suo inventore, l’insegnante tedesco Joseph Pilates) è imperante nelle palestre di mezzo mondo, ed anche se questo sistema di allenamento fu sviluppato all’inizio del Novecento, in Europa e segnatamente in Italia è esploso veramente solo agli albori del ventunesimo secolo.
Da venti anni più o meno bisogna fare i conti con i ‘pilates-maniaci’. Detto in maniera brutale, è un tipo di ginnastica che richiede movimenti semplici e capacità assolutamente normali. Si può fare all’aperto, si può fare tra quattro mura anche anguste, anche domestiche, a patto che si abbia un buon insegnante a guidarci. Non è obbligatorio ma è sicuramente consigliato fare esercitazioni in gruppo, ne guadagnano il ritmo e l’efficacia delle azioni.

Lo scopo è quello di rimettersi in sintonia con se stessi dal punto di vista posturale, atletico e anche psicologico. Racconto che rende più chiaro perché il Pilates faccia sfracelli dalle nostre parti, dove gli atleti non abbondano e dove per ragioni sia demografiche che di censo sono in tanti a non interessarsi all’agonismo, mentre ancora di più vogliono solamente tenersi in forma per se stessi senza mettersi in competizione.
Queste persone non avevano una maniera corale di interagire. Pilates potrà far storcere il naso ai puristi, eppure il successo che sta incontrando la Ginnastica Levante, fondata dodici mesi fa dall’inesauribile fucina di idee e iniziative che risponde al nome di Silvia Cambiano, è sorprendente solo per chi non sa fiutare il vento.

Silvia, che ha una laurea in Scienze Motorie e ha collaborato con decine di società sportive della zona, ha una specializzazione in ginnastica posturale, un brevetto per istruttore di nuoto di 2° grado, un diploma da allievo allenatore di volley. Soprattutto possiede dosi massicce di lungimiranza, virtù che difetta in molti suoi colleghi.
“Nel 2018 ho deciso di lanciarmi in quest’avventura chiedendo uno spazio alle amministrazioni comunali di Sestri Levante e Moneglia. La palestra di via Negrotto Cambiaso nella Bimare e quella comunale nella ‘Città tra le gallerie’.  Era un esperimento, la risposta è stata positiva, anzi molto positiva, tanto che in questa seconda stagione della Ginnastica Levante è stata aggiunta una location, a Casarza, presso la Ludoteca, all’Auditorium Villa Sottanis”.

Gli assi che la società gioca sono l’approccio graduale e totalmente modulabile che ogni abbonato può scegliere, la versalità degli orari e degli appuntamenti, con apertura al mattino dalle 9 alle 11 e alla sera dalle 19 alle 21. “Chi viene da noi può iniziare con gli esercizi base per passare al Pilates intermedio, o scegliere il Postural-Pilates con sessioni mirate a  risolvere problemi specifici. Il denominatore comune è l’estrema libertà che lasciamo ai nostri iscritti: orari, sede, tipo di corso sono a sua scelta. Veniamo incontro a chi ha esigenze particolari, di lavoro o di famiglia, e non può scegliersi sempre la stessa ora o lo stesso giorno. Per esempio, chi fa un lavoro con dei turni in una settimana sarà libero al mattino e in un’altra giornata alla sera, per ritagliarsi lo spazio necessario di volta in volta per fare ginnastica senza stress”.

Ecco un’altra parola chiave: semplicità. “Abbiamo pensato a persone di ogni età e ogni genere che vogliono rimediare a qualche problema fisico, tenersi allenati o mettersi in gioco senza eccessi. Potrei definire i nostri gruppi incontri tra gente che non ha l’ossessione della forma”.
Il pensiero va ad ambienti dove se non hai l’outfit da palestra giusto sei un paria o dove si entra in competizione anche solo sedendosi su una stuoia. “Niente di tutto questo alla Ginnastica Levante. Il focus è sul lavoro da fare, in armonia e tranquillità. Per questo la nostra proposta sta incontrando un sempre maggior favore”.
Da sfatare anche il luogo comune del Pilates come ginnastica per sole donne. “È vero che la maggior parte dei nostri iscritti appartiene al gentil sesso, ma è una maggioranza relativa. E la quota maschile è in rapido aumento. Anche nelle fasce di età c’è un range ampio. Il primato va a un partecipante di 84 anni che guida una pattuglia di signori e ragazzi. Stiamo andando verso il centinaio di iscritti, per fortuna che è arrivato un secondo istruttore a darmi una mano”.
Si tratta di Nicolò Galelli, 25 anni, che ha studiato Scienze delle Attività Motorie e Sportive all’Università e ha un patentino da allenatore di  giovani calciatori categoria Uefa Grassroots C Licence conferito dal Settore Tecnico della Figc. “Un aiuto prezioso, non solo in palestra. Lui si occupa del lato social della Ginnastica Levante, cura la pagina su Facebook e segue i nostri account e profili sugli altri network e siti. E questo aiuta enormemente a far capire la nostra filosofia”.

Normalità e cordialità le parole d’ordine, che tra poco potranno risuonare anche nelle scuole e pure in alcune società. “Ho parlato con alcuni club che sono interessati a quanto proponiamo. Perché prima del Pilates, noi spieghiamo e facciamo fare ginnastica di base, quella che nelle società dedite alle varie discipline agonistiche non si fa più e che persino nelle ore di educazione fisica scolastica viene trascurata, se non accantonata. Perché va bene imparare calcio, volley, basket, ma prima di tutto bisognerebbe insegnare una corretta postura e il modo giusto per muoversi, sedersi, rilassarsi. Stiamo preparando un corso riservato ai bambini e uno ai ragazzi, cioè far fare a chi ha 7-16 anni gli esercizi minimi e necessari per lo sviluppo armonico del proprio corpo”.
Impossibile dare torto a quelli di Ginnastica Levante. La tanto vituperata scuola degli anni pre Sessantotto abbondava con le palle mediche e le spalliere svedesi. Il signor Pilates cento anni fa chiamava il suo metodo Contrology, con riferimento al modo in cui incoraggia l’uso della mente per controllare i muscoli: dato che di questi tempi spesso accade l’inverso, sicuri che tornare indietro sarebbe una sconfitta?

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