Home SportPesca Fi.Ma Chiavari, la pesca sportiva è anche ‘green’

Fi.Ma Chiavari, la pesca sportiva è anche ‘green’

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

È troppo poco considerato il lato green della pesca sportiva. Che invece è una delle ragioni del suo momento di gloria. Chi opera con canne e lenze non paga lo stesso pesante dazio nella valutazione sociale del cugino cacciatore, colpito da un vero e proprio stigma in questa epoca di risveglio ambientalista. La specificazione ‘sportiva’ e soprattutto le rigorose norme di rispetto dell’eco-sistema e le vigorose campagne di ripopolamento di fiumi e laghi fanno dei pescasportivi una sorta di folletti protettori dei nostri boschi. Fi.Ma Chiavari gode di apprezzamento generale, lo si intuisce non solo dal costante aumento dei tesserati, c’è anche un numero crescente di curiosi e osservatori che seguono con benevolenza le sue iniziative. Perché la società ha messo il rispetto per l’ambiente, la difesa della natura tra le ragioni fondanti del suo operato. Nessun massacro, attenta cernita delle prede, progressiva attenuazione della violenza nella cattura possibile grazie a mezzi tecnici sempre più raffinati.

In un luglio pazzerello e un agosto quasi regolare, la Fi.Ma. Chiavari ha mosso le acque con una serie di risultati onorevoli e alcuni piazzamenti notevoli. Il presidente Umberto Righi ha messo in cascina un filotto di coppe, soprattutto ha visto ‘gli stadi di casa’, il bacino di Giacopiane e le rive del fiume Entella, affollarsi di concorrenti e spettatori.

Per esempio l’ultima prova del Campionato di Pesca ai Ciprinidi all’Inglese. Iniziata sotto pessimi auspici – in dubbio sino all’ultima ora, a seguito dell’allerta arancione e conseguenti forti precipitazioni che si erano abbattute la notte della vigilia – ha potuto svolgersi regolarmente grazie a un’apertura del cielo e le previsioni di cessata allerta che hanno convinto la FI.MA a salire comunque sino a Giacopiane per disputare la gara nel pomeriggio di domenica 28 luglio.
Racconta il presidente dei chiavaresi Umberto Righi: “Siamo arrivati con gli occhi comunque rivolti al cielo per scrutare le condizioni meteo. Fortunatamente tutto è scivolato liscio, solo molto vento e qualche nuvolone, ma neppure una goccia di pioggia, per cui si è potuto pescare in piena sicurezza e nella totalità delle quattro ore previste. La pesca vincente si è confermata quella di catturare scardole in calata a lunga distanza da riva”.

La tracciatura dei settori e l’ampio spazio a disposizione ha permesso a ogni concorrente di avere a disposizione tutte le opportunità per fare un buon bottino, ma, come sempre in gara, ha vinto chi ha saputo individuare la tecnica e tipo di lenza vincente. Su tutti si impone Enrico Botto che vince il proprio settore, che abbina alla vittoria precedente per cui con solo due penalità si aggiudica il titolo di Campione Sociale Fima 2019 (specialità Inglese Ciprinidi).

Una domenica dietro l’altra, senza alcuna sosta. Ogni fine settimana Giacopiane veniva occupato dai mulinatori di lenze e canne per assolvere al calendario ufficiale federale dei vari campionati ai ciprinidi. Alberto Cordano raddoppia vincendo anche il Campionato Sociale FIMA specialità colpo. Il giudizio tecnico di Righi: “Chi ha fatto carniere si è concentrato nella pesca delle scardole ad oltre 50 metri da riva, con lenze e galleggianti zavorrati per la pesca in calata su non meno di 10 metri di fondo. Le due prove sono state molto intense, con catture in ogni parte dei settori, pertanto la concentrazione è stata tanta come la qualità tecnica espressa di alto livello, che, alla lunga, ha designato i migliori”.
Ed è proprio questo l’interessante motivo che lega gli atleti FI.MA. “Diamo sempre il massimo per vincere anche le sociali, le competizioni interne, perché appena ti distrai ti ‘fanno le scarpe’! Complessivamente sono stati catturati oltre 40 kg di ciprinidi, scardole e cavedani, per un numero di ben 316 pesci, tutti liberati a fine pesata”.

Altra domenica, altra tecnica e altro divertimento per un altro cimento sociale. Basato sulla tecnica Feeder (pesca a fondo con pasturatore). Righi conclude: “Questa volta pochissime catture, forse per la tanta confusione creata dalle molte autovetture e moto salite al lago richiamate dalla bellissima giornata (e torniamo quindi alle motivazioni green di uno sport che richiede sensibilità ecologica anche negli astanti, ndr). Un campionato difficile, dove ha vinto chi ha creduto ed insistito nella corretta impostazione del momento, due gare dai due volti, al mattino alla ricerca di piccole scardole ed alborelle, al pomeriggio invece dedicata alle tinche e carpe del lago”.
È stata una lotta con colpi di scena. Hanno prevalso l’esperienza e il mestiere di Alessio Alessiani, che con tre penalità guadagna il titolo di Campione Sociale Feeder per il terzo anno consecutivo. “Alessiani vince la prova del mattino con 38 pesci (sudati, nel vero senso della parola), seguito da Alberto Cordano con 10 pesci e terzo Rinaldo Superchi. Per cui questi tre atleti dovevano giocarsela nel pomeriggio per il titolo di campione, se non che, nel pomeriggio, la pesca ai pesci piccoli non ha premiato, anzi si è fatta ancora più difficile, per la presenza nel settore gara di carpe e tinche richiamate dalla pasturazione del mattino, che allontanavano i branchi di ciprinidi obbligando a una differente impostazione di pesca mirata alla cattura di pesci di taglia”.

E poi il gran finale con ritorno sulla costa. Un esperimento ripetuto con entusiasmante successo: il torneo ‘notturno’ alla foce del fiume Entella sabato 24 agosto, per continuare il progetto di ‘Pesca in Città’, dedicato alla pesca dei muggini. Persino gli aironi, i cigni e gli altri uccelli, che affollano quella che è in pratica una riserva naturale a prova di incivile anche grazie alla vigilanza della Fi.Ma Chiavari, si sono divertiti. Per una volta hanno fatto i nottambuli sperando in una cena a sorpresa. Il ciclo della vita si manda avanti anche così.

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