Home Approfondimento Chiavari e l’indotto portato dall’Entella: ogni euro investito ne ritornano tre

Chiavari e l’indotto portato dall’Entella: ogni euro investito ne ritornano tre

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Coloro i quali – bastian contrari oppure interessati cultori di fake news – continuano a dipingere la Virtus Entella come un corpo estraneo alla città, un fastidio per alcuni chiavaresi quando non una zavorra, hanno perso anche l’estremo appiglio. C’è uno studio serio, certificato, che adopera sondaggi, tabelle, diagrammi, e conclude in maniera inequivocabile che la società di calcio salita in questi 12 anni di gestione Gozzi dall’Eccellenza alla serie B è diventata una risorsa della città, capace di generare guadagni in proporzioni che da queste parti oggi come oggi niente e nessuno è in grado di garantire.

Il club di calcio ha influenzato in maniera profonda la storia della città nell’ultimo decennio: carta canta corredata di formule e calcoli statistici a cura di una società spin off universitaria. “Qual è il ritorno socio-economico di un club di calcio nel contesto cittadino di riferimento?” è la domanda che si sono posti i professori Giovanni Lombardo e Silvano Cincotti dell’Università di Genova. La risposta nel primo studio scientifico mai compiuto in Italia avente come oggetto la Virtus Entella e Chiavari. In un caldissimo pomeriggio, venerdì 28 giugno nella sede di Wylab a Chiavari lo hanno illustrato in una affollata conferenza dibattito con il presidente Antonio Gozzi e il Ceo di Wylab Federico Smanio.

Ecco un riassunto delle loro conclusioni.

Nella stagione calcistica 2017/2018, per ogni euro investito nella Virtus Entella (che concluse il campionato di serie B con una sfortunata retrocessione), sono stati generati lʼequivalente di tre euro, a favore della comunità locale, della città di Chiavari, dei giocatori/giocatrici e delle loro famiglie, di allenatori, esercenti e altri stakeholder (i portatori di interesse per i non anglofoni) esterni.

È questo il risultato conclusivo a cui sono arrivati il professor Giovanni Lombardo, docente alla Facoltà di Economia dellʼUniversità di Genova, e il team della startup innovativa e spin off universitario dellʼAteneo genovese, Sigma NL, in collaborazione con Wylab, il primo incubatore sportech italiano, con sede a Chiavari.

Il metodo di analisi condotto, che ha visto impegnate moltissime persone, si chiama Social ROI, ovvero ‘Social Return on Investment’: lʼindagine condotta sulla Virtus Entella rappresenta uno dei primi esperimenti di questo genere nel nostro Paese, ma è talmente moderna, puntuale e innovativa che dal prossimo anno la UEFA ha chiesto alle leghe affiliate di introdurre questo metodo di valutazione. Con la metodologia S-ROI si intende valutare l’impatto sociale, economico e ambientale del percorso svolto da unʼorganizzazione, attraverso il coinvolgimento diretto delle principali parti interessate.  Per questo motivo essa si rivela particolarmente adatta a fornire una misura concreta della produzione di valore (valore sociale, tangibile e intangibile, diretto e indiretto). Il percorso di valutazione inizia con lʼindividuazione dei portatori di interessi, o stakeholder .

L’analisi e le indagini di mercato sono state compiuto nellʼarco di 6 mesi circa direttamente dalla Sigma NL. Nel suo gruppo di lavoro vanno annoverati il suo fondatore, il docente di Ingegneria Gestionale, Giovanni Lombardo, la dottoressa Irene Rapallo, psicologa iscritta allʼalbo nazionale, la dottoressa Rebecca Colombo e il dottor Nader Tayser, laureandi magistrali in Ingegneria Gestionale presso lʼUniversità di Genova.

Nella individuazione degli stakeholder, in prima battuta si è indagato sugli effetti di Virtus Entella nei confronti dei tifosi, senza i quali non avrebbe senso la competizione sportiva. La tifoseria costituisce parte integrante e sostanziale del gioco competitivo che si svolge sul campo, grazie alla sua viva partecipazione emotiva alla gara. Lʼanalisi è proseguita focalizzandosi sui calciatori della prima squadra; poi su quelli del settore giovanile, come anche sulle famiglie degli atleti e sugli allenatori, importanti per la valorizzazione e lʼemersione dei talenti, ai quali la Società offre una chance di realizzazione personale e professionale.

Nel corso della valutazione sono stati anche censiti alcuni esercenti locali e altri imprenditori coinvolti, anche indirettamente, dalle attività della squadra (lʼ’indotto’), così come il Comune e la città di Chiavari, la Marina di Chiavari e il gruppo imprenditoriale Duferco, cui la squadra appartiene. Sono state considerate, infine, tutte le iniziative sociali che la Società svolge attraverso lʼAssociazione Entella nel cuore, la quale, in stretta collaborazione con il Club, promuove e gestisce attività di responsabilità sociale e di charity dellʼEntella stessa, a servizio del territorio chiavarese e, più in generale, di quello ligure.

I portatori di interessi e soggetti coinvolti sono stati interpellati attraverso interviste o questionari, posti su piattaforma online, in modo da ricercare gli impatti economici, psicologici e sociali derivanti dalla partecipazione diretta alle attività svolte nella società (ad es. giocatori, allenatori, tifosi) o la ricaduta valoriale indiretta sulla propria vita/attività (famiglie degli atleti, esercenti dellʼindotto locale ecc.). Sono state condotte oltre 500 interviste. Nellʼanalisi valutativa effettuata occorre peraltro distinguere tra: 1). Impatto interno, 2) Impatto esterno

Per quanto concerne lʼimpatto interno, sono state considerate le parti interessate principali, ovvero: i giocatori della Prima Squadra, i ragazzi del settore giovanile (Under 17, U15, Primavera, squadra femminile), gli allenatori.

Lʼimpatto esterno, invece, ha riguardato i seguenti portatori di interessi: indotto e esercenti locali (bar, ristoranti, negozi, strutture alberghiere, trasporti urbani pubblici e privati – autobus e taxi); tifosi e abbonati; famiglie degli atleti professionisti e del settore giovanile; Comune di Chiavari; Marina di Chiavari; Gruppo Duferco; beneficiari dellʼAssociazione Entella nel Cuore (convittori, scuole, pazienti lungodegenti, ecc.).

In particolare, è stato oggetto di analisi lʼindotto economico generato a favore della comunità locale (esercizi commerciali e trasporti) correlato alle partite disputate dalla squadra presso lo stadio di Chiavari; il valore generato per i tifosi, in termini di benessere bio-psico-sociale; il valore generato per i giocatori della prima squadra; lʼazione educativa svolta dagli allenatori a beneficio dei giovani iscritti al settore giovanile (e delle loro famiglie). A ciò si aggiunga lʼimpatto a favore del Comune di Chiavari, della Marina del porto e del gruppo industriale Duferco. Infine, è stato valutato separatamente lʼimpatto delle iniziative svolte dallʼAssociazione di volontariato Entella nel Cuore.

Lʼanalisi ha evidenziato la produzione di valore in ambito socio-educativo, oltre che economico, ed ha contestualmente permesso di rinforzare i legami tra società e soggetti coinvolti: si tratta di effetti economici, immateriali/sociali derivanti dellʼattività esercitata, dei quali beneficiano soggetti interni ed esterni alla società (quali, ad esempio, i/le dipendenti, le imprese dellʼindotto, il Comune e la comunità locale circostante, le future generazioni, le scuole, le famiglie dei giovani atleti e altre strutture che usufruiscono dellʼattività sportiva ed educativa promossa dalla Virtus Entella).

I valori generati direttamente o indirettamente sono stati i seguenti: tifosi in casa euro 24.601.584,56; tifosi fuori casa euro 1.790.917,20; Entella squadra principale e altri team euro 1.278.130,86; esercenti euro 451.332,00; fiducia (sponsor tecnico) euro 2.167.000,00; Comune e Marina Chiavari euro 8.557.500,00; Gruppo Duferco (marchio, immagine e reputazione) euro 427.667,14; Stakeholder di Entella nel Cuore euro 6.792.803,44.

Dallʼanalisi, quindi, è risultato che lʼimpatto sociale generato nella stagione calcistica 2017/2018, valutato in euro, ammonta a 43 milioni di euro circa, a fronte dellʼinvestimento necessario a generare tale impatto, pari a circa 15 milioni di euro.

Il primo a esserne stupito è il ‘pagatore’, quello che l’investimento lo ha dovuto fare. Il presidente Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella forse non immaginava che gli sforzi del suo gruppo avessero una ricaduta così ampia e generosa. “Sono sorpreso ma in senso estramamente positivo. Da sempre ho sostenuto che le attività sportive, e il calcio in particolare, provocano un formidabile ritorno economico e sociale per il territorio di riferimento, però neppure nelle mie più ottimistiche previsioni potevo immaginare che per ogni euro speso nellʼEntella si creasse un valore economico di tre euro, con un sorprendente moltiplicatore di peso economico e di soddisfazione sociale”.

Il patron biancoceleste non è tipo da sedersi troppo a lungo sugli allori: “Perché se questo ci conforta, ci dice che siamo sulla strada giusta, c’è molto altro da fare. Per esempio portare più gente allo stadio. Il nostro marketing non è ancora riuscito a ‘catturare’ quei 3000-4000 spettatori che per un territorio come il nostro sarebbe secondo me il numero giusto. Siamo ancora lontani dal punto di break even, ossia del pareggio tra costi e ricavi”.
Ed a questo proposito illuminante il suo racconto su quanto accaduto proprio nell’anno dell’indagine di Sigma. “È accaduta una cosa strana. Sino alla stagione 2016-17, siamo stati abbastanza in equilibrio: qualche plusvalenza, diversi sponsor locali, e i bilanci li mettevano a posto. Proprio nell’estate 2017 abbiamo venduto Caputo per 3,5 milioni all’Empoli e Zaniolo per 1,7 milioni all’Inter, plusvalenze quasi integrali, abbiamo pensato, anzi ho pensato perché sono il comandante del vapore e la responsabilità tocca a me, che avremmo potuto ‘allargarci’. Risultato bilancio in grosso deficit e retrocessione”.
C’è una morale dietro il passo falso: “Bisogna trovare un punto di equilibrio sempre facendo riferimento alla nostra realtà. Il nostro modello deve essere quello del Cittadella che è della famiglia Gabrielli. Per me la tabella che dice la verità è quella che rapporta il monte ingaggi e premi di una società al piazzamento finale. I padovani sono sistematicamente primi in questa speciale classifica da circa 12 anni: una sola retrocessione pur tenendo sempre bassissimo il monte premi, nella stagione appena conclusa addirittura hanno sfiorato la serie A”.
E finisce con un pensiero che ricava attingendo alla sua ultradecennale esperienza di docente di Economia e Commercio. “L’Entella in serie B ha un montepremi ingaggi e stipendi del personale tra i 9 ed i 10 milioni, gran parte di questa somma torna nel territorio perché calciatori e le loro famiglie vivono, comprano, utilizzano, investono persino qui. Diciamo che 7 milioni tornano nelle tasche degli operatori locali. Si tratta, calcolo a spanne, del 1% del Pil della città. Di questi tempi non mi pare poco”.
Un affondo che è anche un’esortazione, “Questo studio ci deve insegnare a fare sistema. L’Entella, con WyLab, l’incubatore di aziende di sport tech, WyScout, una delle eccellenze mondiali nel campo dello scouting digitale, Entella nel Cuore ci sta provando. In queste realtà trovano lavoro tanti giovani, forse più di 200, un piccolo segnale di speranza in una città che non deve rassegnarsi a invecchiare, arretrare e vedere le sue energie migliori andarsene altrove”.

È un progetto, una carta da giocare su un tavolo di inevitabili cambiamenti, in soldoni una speranza. Dovrebbe bastare a compensare i mugugni per un paio di strade chiuse un paio di ore e qualche serranda abbassata ogni 15 giorni…

Ti potrebbe interessare anche