Home Sport Tennis Tavolo, il Villaggio Sport è sempre sugli scudi

Tennis Tavolo, il Villaggio Sport è sempre sugli scudi

da Alberto Bruzzone

di DANILO SANGUINETI

Lo sport della diplomazia per antonomasia, il ping pong o tennis da tavolo come andrebbe più correttamente definito, nel bacino del Tigullio ha una società che da 47 anni lo rappresenta a ogni livello con una continuità di risultati e qualità di programmi e lavoro che merita una standing ovation.
Il Villaggio Sport sezione T.T. asd Chiavari mai si è allontanato dalla migliori qualità di una disciplina che richiede riflessi, coordinazione, agilità, sensibilità non solo nel tocco. Incontri, confronti mai scontri, non a caso venne scelto come cavallo di Troia per il disgelo tra Usa e Cina comunista, culminato nel celebre faccia a faccia tra Nixon e Mao del febbraio 1972. Nell’aprile 1971 una delegazione di pongisti a stelle e strisce sbarcava sul ‘pianeta rosso’, pochi mesi dopo nel Tigullio nasceva una società che raggruppava i migliori atleti della zona.

Allora un tavolo da ping pong costava molto e pochi, pochissimi potevano permettersene uno in casa. Solo alcuni giardini o tavernette di ville esclusive ne erano dotati. Inevitabile che gli appassionati si concentrassero dove se ne poteva trovare uno in affitto. Quello che oggi è il Csi Villaggio Sport Tennistavolo Chiavari, emise il primo vagito presso la ‘Sala Attrazioni’ sul lungomare di Chiavari. Sotto il piano stradale tra un biliardo, un calciobalilla e diversi flipper oltre a un paio di rudimentalissimi giochi elettronici formato monstre c’era un tavolo. Inevitabile che il club scegliesse come nome ‘Tennis Tavolo Attrazioni Chiavari’. Nel corso degli anni, pur mantenendo lo stesso nucleo di atleti e dirigenti, cambiò più volte denominazione: T.T. Tuttamusica Chiavari, T.T. Mauri Sport Chiavari, T.T. Lavagna, T.T. Tigullio S.Margherita Ligure, T.T. Casarza  Ligure, T.T. Acli Chiavari.

I padri fondatori furono Marco Pibiri scelto come primo presidente – a dimostrazione che il ping pong è questione familiare suo figlio Massimo è uno dei migliori agonisti del Villaggio – Mario Quaranta, Roberto Borzone, Fernando Galletti. Insieme a essi un giovane che è il fil rouge umano della società: Gabriele Ascione che ha percorso l’intero cursus honorum pongista, da pivello a drago delle categorie master, campione in gara e allenatore rispettato.
Oggi è ‘solo’ vicepresidente del club perché gran parte del suo tempo è occupato dalla mansione di commissario tecnico regionale. Ne ha fatto di strada quel ragazzino. “Beh, la passione c’era e capii subito che me la cavavo con racchette e pallina – ammette Ascione – L’entusiasmo era tanto, riuscimmo a contagiare un bel po’ di amici e conoscenti che frequentavano le sale sotterranee delle Attrazioni. I primi tornei, gestiti in maniera molto amatoriale, qui nel Levante o a Genova vennero vissuti in maniera molto goliardica. Poi, per selezione direi naturale, rimasero solo i più bravi e i più determinati. La supremazia tecnica a livello regionale era contesa tra noi chiavaresi – oltre al sottoscritto c’erano Roberto Galletti, Giuseppe e Olga Lagomarsino, Mauro Sanguineti (sì, proprio lui, il fotoreporter di Foto Flash Ndr), Giuseppe Pagano – e quelli genovesi – Renato Manzini, Arnaldo Morino, Giacomo Peratti, Giorgio Trova”.

Di pari passo al team cresceva la società sportiva. “Fino ai primi anni Ottanta fu una progressione di risultati nei campionati a squadre. Raggiungemmo la serie A2, mantenuta per ben tre stagioni. Chiaro che si era dovuto venire a qualche compromesso, usando qualche ‘oriundo’ genovese. A livello individuale Mauro Sanguineti ottenne la promozione in Seconda Categoria, con lui e il sottoscritto il nostro doppio fu ai vertici della Terza e ottenne prestigiosi risultati anche in Seconda”.
I tempi successivi videro parecchie trasformazioni: “Per motivi logistici andammo a Lavagna, poi a Casarza e dal 1990 passammo sotto l’ala del Villaggio Sport. Io avevo intrapreso il percorso da allenatore, curavo soprattutto il settore giovanile. Posso dire di aver formato diverse generazioni di buoni giocatori. La squadra non ha più raggiunto i vertici degli inizi, ha però fatto alcune apparizioni in serie B1 e B2. Il presidente Diego Lorenzutti e un pugno di irriducibili appassionati hanno sempre tenuto in rotta la nave. Qualche fiammata c’è ancora stata, tipo la serie B2 riconquistata nel 2009-10, il guaio è che le risorse sono limitate e ci siamo concentrati, entrando nella grande famiglia del CSI, sull’attività giovanile e amatoriale. Sia chiaro, abbiamo ancora qualche talento che seguiamo con il gruppo agonistico, penso a Emiliano Lagorio e Alessandro Costa che si fanno onore a livello regionale e hanno margini di ulteriore crescita”. Il Villaggio Sport T.T. ha fissato la sua base nella palestra dell’Istituto D’Arte di Chiavari in via G.B. Ghio al numero 10.

“Abbiamo fissato una serie di allenamenti serali per gli adulti (lunedì, giovedì e venerdì) e per i bambini (martedì e venerdì). L’attività agonistica è notevolmente aumentata. Possiamo contare su una cinquantina di soci, quasi tutti agonisti. Poi ci sono quelli che si rivolgono a noi per fare un po’ di moto, per tenersi in allenamento con uno sport da un lato impegnativo – rapidità di movimenti, tenuta fisica, coordinazione occhio mano e riflessi eccellenti – e dall’altro non traumatico e che consente di graduare gli sforzi. Mi limito a citare le nostre due ultime ‘reclute’: un neofita di 85 anni che vuole vedere come se la cava e una signora di 61 anni di Milano che trascorre qui da noi parte dell’anno e che ha riscoperto la sua antica passione”.
Vade retro tornei di burraco, le pantere grigie hanno scoperto il ping pong.

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