Home Approfondimento Asl 4, la Cisl lancia l’allarme: “Mancano infermieri e operatori sanitari”

Asl 4, la Cisl lancia l’allarme: “Mancano infermieri e operatori sanitari”

da Alberto Bruzzone

(r.p.l.) Il posto dell’emergenza per eccellenza… è in piena emergenza. I vari presidi ospedalieri del Levante, nel territorio di Asl 4, stanno scontando, specialmente in questo periodo ma anche negli ultimi mesi, delle pesanti carenze di personale.

La situazione più critica riguarda il Dea di Lavagna, ma altrettanto in difficoltà paiono essere il polo di Sestri Levante e quello di Rapallo. Il quadro è descritto come “grave” dalla Cisl, che ieri ha alzato l’ennesimo grido di allarme, parlando di un’azienda, la Asl 4, “che ha nettamente sottovalutato i nostri ripetuti appelli, e ora ci troviamo in uno stato veramente complesso da gestire”.

Secondo la Cisl, “le difficoltà d’organico sono in capo a tutte le professioni sanitarie: a mancare sono soprattutto infermieri e operatori socio-sanitari, ma anche dirigenti medici e fisioterapisti”.

La situazione è illustrata da Anna Pianforini, coordinatrice della Cisl Funzione Pubblica: “Alle soglie del periodo estivo – afferma – la situazione di gravissima carenza di personale medico, infermieristico e sociosanitario in Asl 4 non può più esser taciuta. Il quadro è critico su tutto il territorio regionale, e questo lo sappiamo bene, ma per quanto riguarda il territorio del Tigullio vi sono stati ritardi tanto inspiegabili quanto colpevoli, tenuto conto del fatto che tutte le organizzazioni sindacali, per mesi, hanno cercato con ogni mezzo di sensibilizzare la direzione aziendale. Tutto il personale è stremato, in alcuni contesti si stanno effettuando turnazioni insostenibili che rispettano a malapena la normativa europea e obbligano i lavoratori a fare molte di ore di lavoro in più, mettendo a rischio la sicurezza delle cure”.

La riflessione di Anna Pianforini è da persona competente in materia: “La programmazione ordinaria delle attività in tutti i servizi essenziali si basa ormai sui rientri in servizio e sullo straordinario, ricorrendo anche alle prestazioni a gettone, fattispecie esplicitamente vietata dalle norme e dal contratto. L’alternativa è la soppressione dei servizi stessi, oppure la loro cessione ai privati. In generale, i reparti più in crisi sono le medicine, la chirurgia che ha visto aumentare la complessità degli interventi chirurgici, l’emodinamica, il pronto soccorso e le sale operatorie. Dall’inizio dell’anno molti operatori sono andati in pensione. A questi si aggiungono i numerosi professionisti, medici e infermieri, che hanno fatto domanda di trasferimento e hanno lasciato l’azienda. Ad oggi sono arrivate dalla Regione deroghe assolutamente insufficienti per coprire il personale cessato, e l’Azienda non ha assunto personale a tempo determinato per coprire le numerose gravidanze e le lunghe malattie, procedura attivabile anche senza l’assenso della Regione”.

Secondo la Cisl, “l’Asl 4 doveva provvedere per tempo, ma i segnali relativi alla situazione di carenza sono stati pericolosamente sottostimati: le procedure di reclutamento del personale hanno tempi tecnici piuttosto lunghi per cui, anche iniziando oggi le chiamate in servizio, ci vorrebbero mesi prima d’inserire e rendere autonomi i nuovi entrati. Ad aggravare tutto, anche la notizia della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del maxiconcorso della Regione Toscana, che assorbirà in tre anni migliaia di infermieri e per il quale verranno avviate le procedure preselettive già a partire dalla metà del mese di luglio. La grande maggioranza degli infermieri assunti nell’ultimo anno nella nostra Asl, infatti, proviene dal Centro-SudItalia e già sappiamo che l’esodo di queste persone verso i luoghi di origine sarà massiva: il rischio che la Asl 4 resti desolatamente scoperta, è più che concreto. È quantomai necessario tutelare l’attività dei nostri professionisti della salute da questa programmazione carente, basata essenzialmente sulla necessità di risparmio”.

La Asl 4, contattata da ‘Piazza Levante’, mercoledì non ha replicato in proposito. Oggi, invece, ha diramato un comunicato stampa, che pubblichiamo integralmente in calce a questo articolo.
Rincarano i concetti, invece, anche Andrea Sanguineti e Fabrizio Cafferata, rispettivamente responsabile territoriale della Cisl Area Metropolitana e responsabile per il Tigullio della Federazione Pensionati di Cisl Area Metropolitana: “La difficile situazione del personale in cui si trova la Asl 4, denunciata dalla categoria, e una riorganizzazione ospedaliera che ci risulta sostanzialmente ferma non possono ricadere sulla pelle dei lavoratori e soprattutto a scapito dei cittadini, ai quali va garantita una sanità pubblica sicura e di qualità, in un contesto sociale, peraltro, che ha una percentuale altissima di anziani e alla vigilia di un periodo estivo dove la popolazione residente triplica”.

Sarà pur vero che negli ospedali si è abituati all’emergenza, ma i numeri sono fondamentali, per mantenere una qualità alta dell’offerta. E proprio sulle risorse umane, in Sanità, la partita è assai delicata.

LA REPLICA DA PARTE DI ASL 4

Si apprende dai mass media che l’Organizzazione Sindacale CISL asserisce preoccupazione per la carenza di personale che si prospetta in alcune aree e che riguarda personale medico, infermieristico e sociosanitario.

Come esplicitato più volte in sede di delegazione trattante, questa Azienda ha sempre attivato le procedure per la sostituzione di tutto il turn over del personale sanitario, richiedendo tempestivamente all’Ente Regione le necessarie deroghe autorizzative all’assunzione.

È imminente l’immissione in servizio di n. 7 unità di personale infermieristico ed è stata pubblicata nella giornata di ieri, da parte della Città Metropolitana la graduatoria di personale del profilo di operatore socio sanitario (che avrà durata biennale), indispensabile per l’avvio delle procedure assunzionali e che sarà immediatamente utilizzata per l’inserimento di personale OSS nei contesti previsti.

L’utilizzo delle prestazioni aggiuntive (c.d. a gettone) è strumento espressamente previsto dalla Legge 1/2002 e costituisce modalità ordinaria di reperimento di risorse – ovviamente su base volontaria. Peraltro, l’Azienda ha, ormai da un anno, posto in essere un programma informatico di controlli mirati a verificare le eventuali violazioni della normativa europea sull’orario di lavoro, disciplinata dal Decreto Legislativo 66/2003, al fine di evitare che i dipendenti effettuino turni non compatibili con il dettato legislativo: in oggi non sono state rilevate violazioni a tale normativa nazionale ed europea.

Non risulta rispondente al vero che le sostituzioni delle assenze per maternità e lunghe malattie siano possibili senza acquisizione di autorizzazione regionale. La DGR n. 99/2019 prevede un iter di richiesta alla Regione ben definito per l’acquisizione delle risorse in sostituzione di personale assente, fermo restando che tali assunzioni devono essere compatibili con il vincolo di bilancio.

Si ritiene, inoltre, di dover precisare che durante l’incontro sindacale del 22 maggio u.s., la  Direzione aveva assunto l’impegno di porre in essere, nell’attesa di disporre di graduatoria utilizzabile per OSS, un progetto integrativo, con relativo appalto, che costituisce un valido supporto per i servizi. Tale progetto è in fase di attuazione come concordato con i Sindacati.

Si sta altresì lavorando sull’ipotesi di esternalizzazione di Servizi con contestuale assegnazione di unità di personale dipendente infermieristico, ausiliario ed OSS ai reparti ad integrazione della dotazione organica e in coerenza con le risorse economiche previste per il centro di costo del personale.

L’azienda, peraltro, non ha mai interrotto la propria attività di reperimento del personale della dirigenza e del comparto, con particolare riferimento al ruolo sanitario, come da documentazione pubblicata sul sito istituzionale.

Si rappresenta, infine, che non risultano le situazioni di grave criticità sulla eccedenza oraria così come stigmatizzato nel comunicato CISL, peraltro documentato dal sopra esplicitato metodo di controllo del rispetto della normativa europea, mentre il 10% del personale dipendente risultavano in debito orario al 31/12/2018 con l’adozione dei conseguenti correttivi contrattuali da parte dell’Azienda.

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