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Attualità, In primo piano

Depuratore di Chiavari, i molteplici aspetti di un argomento ‘Nimby’

La storia si ripete. Ancora una volta, ancora con un altro giro di giostra. Nonostante i clamorosi ritardi, nonostante le sanzioni europee che sono sempre più incombenti, nonostante le delibere votate, poi rivotate, poi modificate, poi pronte di nuovo a essere ridiscusse.Quello che non cambia è sempre l’argomento: il depuratore di vallata dell’Entella, quel maxi impianto che, secondo le ultime previsioni, dovrebbe essere collocato nella zona più a sud della Colmata di Chiavari, nella parte più a ridosso del mare, direttamente a filo di banchina. Una soluzione a cui si è giunti nei mesi scorsi, lasciando invece da parte quella del precedente ciclo amministrativo.Tutti ricorderanno come la collocazione del futuro impianto di depurazione sia stata (insieme alla riqualificazione dell’ex cantiere navale di Preli) l’argomento più caldo della campagna elettorale del 2017: da un lato l’ex sindaco Roberto Levaggi che parlava di un depuratore nella zona del Lido (dopo aver sventato la prospettiva di un mega depuratore alla Colmata a servizio di tutto il Tigullio orientale, compresa Sestri Levante, con tubature che sarebbero dovute passare sotto al mare), dall’altro lo sfidante Marco Di Capua, oggi sindaco, fieramente contrario a questa ipotesi.Mesi e anni dopo, l’amministrazione Di Capua è effettivamente riuscita a sventare la costruzione del depuratore al Lido, ma è tornata d’attualità l’opzione Colmata. Che, a conti fatti, non è poi così tanto differente.

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Liguria, prove di ripartenza dopo la catastrofe del Ponte Morandi. Il Forum Ambrosetti offre segnali incoraggianti

L’anno scorso a marzo, in occasione del primo numero di ‘Piazza Levante’, titolavamo così l’articolo ‘In primo piano’: ‘Liguria, la decrescita è infelice. Ripartire dal rapporto Ambrosetti per uscire dalla crisi’. Il Ponte Morandi era ancora in piedi. La regione, i suoi sistemi turistici ed economici, la vita di tutti noi non avevano ancora subito quella tremenda sciagura, in termini di vite umane (ben quarantatré) e di enormi danni collaterali.Già allora, il rapporto Liguria 2022 di The European House – Ambrosetti indicava la strada maestra da seguire. E, al netto delle sciagure, anzi forse con maggior energia, lo fa ancora adesso.Martedì scorso, a Palazzo Ducale a Genova, si è tenuta la terza edizione del Forum più importante per quanto riguarda la Liguria. Un palcoscenico prestigioso che vede in prima fila proprio quel think tank – The European House – che rappresenta la prima realtà privata di questo tipo in tutta Europa, per importanza dei suoi membri, autorevolezza dei suoi studi, numero delle manifestazioni organizzate, profondità dei pensieri e delle riflessioni.Nel rapporto presentato, la Liguria è stata scandagliata sotto tutti i profili. Ne emergono, anche un po’ a sorpresa, parecchie situazioni virate all’ottimismo. E forse tutto questo non era previsto, ma fa ugualmente moltissimo piacere.

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Chiavari: in via Trieste torna l’incubo del cemento. E chi votò Di Capua contro il depuratore al Lido oggi si ritrova beffato

Ma siamo poi così sicuri che i tempi di Agostino, in quel di Chiavari, siano così lontani e mai più da venire? Mentre l’attuale amministrazione si professa (a parole, s’intende) paladina assoluta dell’ambiente, annuncia in pompa magna un grandioso parco urbano in fregio al futuro depuratore della Colmata, continua a riproporre le piste ciclabili e proclama di aver bloccato nuovi volumi nell’area dell’Istituto Torriglia, dall’altra parte della città, in via Trieste, ritorna in vita un vecchio progetto del 2005 che prevede nuovi volumi abitativi al posto dell’ex insediamento Italgas.La notizia è emersa qualche mese fa, all’atto della scadenza delle clausole di salvaguardia che erano previste dal Piano Urbanisticoadottato dalla giunta Levaggi, ma il cui iter non è mai stato concluso, per precisa scelta dell’attuale maggioranza. Morale della favola: sino all’adozione di un nuovo Puc, da parte della giunta Di Capua, in questo periodo è in vigore il vecchio Piano Regolatore dell’era Agostino, molto più permissivo rispetto alle cementificazioni. Ecco perché il tema è quanto mai attuale.

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Ora e sempre Resistenza: l’infinito coraggio degli internati che rifiutarono di aderire al fascismo

Una pagina di resistenza al nazifascismo poco conosciuta e poco valorizzata è quella relativa alla vicenda di centinaia di migliaia di militari italiani catturati dai tedeschi sui vari fronti di guerra dopo l’8 settembre 1943. Ne riportiamo su questo numero un tragico frammento anche nella ricostruzione di Getto Viarengo sul naufragio del piroscafo ‘Oria’ nel mar Egeo. All’8 settembre, giorno dell’armistizio con gli Alleati, l’esercito italiano si trovò privo di direttive precise. Abbandonati a se stessi dal re e dal governo di Badoglio, soldati e ufficiali italiani dovettero fronteggiare l’organizzata reazione tedesca. Salvo alcuni episodi circoscritti e terminati nel sangue come quello dei martiri di Cefalonia che morirono in Grecia combattendo i nazisti, in generale i reparti italiani furono disarmati e fatti prigionieri dove si trovavano, dalla Francia ai Balcani all’Europa Orientale. Soltanto nell’Italia settentrionale furono catturati non meno di 100.000 militari. Stipati in carri bestiame, chiamati in senso dispregiativo ‘badogliani’, non ricevettero la qualifica di ‘prigionieri di guerra’, ma quella di ‘Internati militari italiani’ (IMI). Tale qualifica ebbe come pratica conseguenza nei loro confronti quella della non-applicazione della Convenzione di Ginevra, e della mancata assistenza della Croce Rossa Internazionale. In altri termini, le condizioni dei deportati italiani furono molto peggiori di quelle dei normali prigionieri di guerra.

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Palazzo Rocca pronto a risorgere. Giù il velo sulle nuove facciate alla fine del 2020

Ci sono due palazzi, a Chiavari, che sono particolarmente amati da tutti i cittadini e che da tempo necessitano di una riqualificazione. Perché sono luoghi del cuore, dei ricordi, dell’orgoglio cittadino, oltre che importantissimi sia dal punto di vista storico e artistico che da quello architettonico. Sono l’ex sede del tribunale di piazza Mazzini e Palazzo Rocca in piazza Matteotti, già piazza delle Carrozze.Il primo è stato ‘sbiancato’ di recente: la facciata è stata completamente ripulita, l’illuminazione è stata decisamente migliorata e l’aspetto generale è quello di un edificio molto austero ma al tempo stesso anche molto elegante, che mostra la sua forma migliore proprio quando calano le luci del sole e si accendono le luci artificiali (lo spettacolo migliore sotto le festività natalizie). Resta da definire quale sarà il suo futuro utilizzo interno, e qui il percorso pare ancora piuttosto lungo, ma intanto l’aspetto esteriore è davvero un bellissimo fiore all’occhiello per tutta la città.

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Gianelli, il Villaggio del Ragazzo gestirà il nuovo corso del liceo sportivo. Gozzi: “L’Entella è pronta a dare una mano”

Salvataggio… in calcio d’angolo per il Liceo Gianelli di Chiavari. La metafora ci sta tutta, visto che si sta parlando di un istituto secondario superiore a indirizzo sportivo.Dopo l’annuncio, nelle scorse settimane, dell’interruzione delle attività scolastiche per quanto riguarda elementari e medie, a partire da settembre, restava da definire la questione legata proprio al liceo, che da sempre rappresenta uno dei fiori all’occhiello del Gianelli e che poteva suscitare notevole interesse anche all’esterno.Così è stato, grazie a una comunione d’intenti che è stata promossa e fortemente voluta in primissima persona dal vescovo di Chiavari, monsignor Alberto Tanasini. La Curia, dopo aver risolto la questione delle aule per la succursale chiavarese del linguistico ‘Davigo’ di Rapallo – anche in questo caso a partire da settembre – ha il merito di aver sbrogliato un’altra intricata matassa, proprio mentre molti genitori del Gianelli si stavano interrogando sul futuro del liceo sportivo e si stava correndo il serissimo rischio di una ‘diaspora’ verso altre scuole, oltre che trovarsi con zero iscrizioni in vista del prossimo anno.Martedì sera, attraverso un comunicato ufficiale diffuso dall’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali, anche Chiavari ha avuto la sua fumata bianca. “Il vescovo Alberto Tanasini – si legge – in un incontro che si è svolto con i genitori degli studenti del liceo sportivo Gianelli di Chiavari, ha confermato l’impegno della Diocesi, annunciato già nei giorni scorsi a seguito delle difficoltà riscontrate dall’attuale gestore (la Cooperativa Sociale Maria delle Grazie), nel proseguire e nel rilanciare l’attività della scuola secondaria di secondo grado. La gestione della scuola sarà seguita dall’Opera Diocesana ‘Madonna dei bambini – Villaggio del Ragazzo’, con la costituzione di un nuovo ramo d’attività”.

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Caro sindaco, ti scrivo: le molte proposte dei lavagnesi alla futura (e mai così tanto attesa) amministrazione. Ma intanto il Comune è ufficialmente in dissesto

Comunque andranno a finire, le prossime elezioni amministrative a Lavagna, in programma domenica 26 maggio, saranno un fatto storico. Perché la città, dopo quasi tre anni di commissariamento, dopo un periodo assai buio, dopo un’immagine mediatica non certo positiva (a seguito dell’inchiesta ‘I Conti di Lavagna’ per presunte infiltrazioni mafiose dentro la pubblica amministrazione), prova realmente e fattivamente a voltare pagina. A salutare la burocrazia della struttura commissariale, la freddezza dei numeri e dei conti, la rigidità del bilancio, per avviare un nuovo percorso fatto di una fiera (e tanto agognata) partecipazione cittadina, di un franco dibattito politico, di un sano e onesto confronto.Al netto dell’ultima mazzata arrivata proprio ieri: le sezioni riunite della Corte dei Conti, a Roma, hanno seguito la stessa linea della sezione di Genova, respingendo, anche nel ricorso, il piano di riequlibrio finanziario presentato da Palazzo Franzoni per far fronte all’indebitamento pregresso. Adesso, dunque, la stessa Corte dei Conti nominerà una commissione che amministri la gestione di tutto il debito pregresso, prevedendo vendita di patrimonio e riduzione del personale ma anche mantenendo, obbligatoriamente, le tasse al massimo per i cittadini. Nel frattempo, al sindaco rimarrà l’amministrazione corrente.

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Depuratore in Colmata: Iren e Città Metropolitana avviano l’analisi costi-benefici sulla collocazione a ridosso del mare

La prima pietra? Per il depuratore di Chiavari, che dovrà servire – oltre al comune ospitante – anche l’intera vallata dell’Entella e i limitrofi centri costieri, la posa è molto di là da venire. Mentre a Sestri Levante, dopo aver individuato il sito in zona Ramaia, si sta andando avanti in maniera piuttosto spedita (perché, non va dimenticato, in questa partita complessa relativa alla depurazione delle acque l’Europa ci guarda e minaccia pesanti sanzioni in caso di ritardi), a Chiavari è stata indicata, come ormai noto, l’area più prospiciente al mare della Colmata, ma non è affatto certo che proprio quella sarà la sua futura collocazione.‘Piazza Levante’, in questa settimana, ha avuto ulteriori conferme di quanto ventilato alcuni mesi fa e ribadito nello scorso numero (l’articolo qui): ovvero che l’impianto, nonostante quello che dice la locale amministrazione, potrebbe arretrare di diversi metri, avvicinarsi alle case e andare a occupare, invece che la punta più a sud della Colmata, la sua parte più centrale, rimettendo in discussione tutte le contropartite pubbliche e le opere di abbellimento, di parco pubblico, di piste ciclabili e quant’altro che Palazzo Bianco ha prospettato ai cittadini.

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Non è una città per cani: a Chiavari museruola per tutti

Non è un paese per cani. Parafrasando il titolo del film dei fratelli Cohen, che vinse ben quattro Premi Oscar nel 2008 (‘No Country For Old Men’, ‘Non è un paese per vecchi’), ecco l’immagine che, da oggi, darà la città di Chiavari al proprio interno e, soprattutto, al proprio esterno.E, in questo caso, non c’è nulla da parafrasare, né alcun premio da assegnare. Perché martedì sera, nel corso del Consiglio Comunale a Palazzo Bianco, lo strappo a proposito del nuovo Regolamento per la Tutela degli Animali d’Affezione si è consumato definitivamente.

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