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Depuratore in Colmata: Iren e Città Metropolitana avviano l’analisi costi-benefici sulla collocazione a ridosso del mare

La prima pietra? Per il depuratore di Chiavari, che dovrà servire – oltre al comune ospitante – anche l’intera vallata dell’Entella e i limitrofi centri costieri, la posa è molto di là da venire. Mentre a Sestri Levante, dopo aver individuato il sito in zona Ramaia, si sta andando avanti in maniera piuttosto spedita (perché, non va dimenticato, in questa partita complessa relativa alla depurazione delle acque l’Europa ci guarda e minaccia pesanti sanzioni in caso di ritardi), a Chiavari è stata indicata, come ormai noto, l’area più prospiciente al mare della Colmata, ma non è affatto certo che proprio quella sarà la sua futura collocazione.‘Piazza Levante’, in questa settimana, ha avuto ulteriori conferme di quanto ventilato alcuni mesi fa e ribadito nello scorso numero (l’articolo qui): ovvero che l’impianto, nonostante quello che dice la locale amministrazione, potrebbe arretrare di diversi metri, avvicinarsi alle case e andare a occupare, invece che la punta più a sud della Colmata, la sua parte più centrale, rimettendo in discussione tutte le contropartite pubbliche e le opere di abbellimento, di parco pubblico, di piste ciclabili e quant’altro che Palazzo Bianco ha prospettato ai cittadini.

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Non è una città per cani: a Chiavari museruola per tutti

Non è un paese per cani. Parafrasando il titolo del film dei fratelli Cohen, che vinse ben quattro Premi Oscar nel 2008 (‘No Country For Old Men’, ‘Non è un paese per vecchi’), ecco l’immagine che, da oggi, darà la città di Chiavari al proprio interno e, soprattutto, al proprio esterno.E, in questo caso, non c’è nulla da parafrasare, né alcun premio da assegnare. Perché martedì sera, nel corso del Consiglio Comunale a Palazzo Bianco, lo strappo a proposito del nuovo Regolamento per la Tutela degli Animali d’Affezione si è consumato definitivamente.

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Chiavari, far approvare il regolamento sugli animali è proprio una… vita da cani

A Chiavari il ‘Regolamento Comunale per la tutela degli animali d’affezione’ continua a suscitare polemiche e si è nuovamente arenato.Venerdì scorso, in occasione della Commissione Consiliare convocata appositamente, l’amministrazione contava di dare un’accelerata definitiva a un iter iniziato un anno fa, per portare, alla fine, il testo al voto nel prossimo Consiglio Comunale. Ma i lavori si sono ancora interrotti, un po’ per le rimostranze da parte delle opposizioni, un po’ per qualche frizione interna alla maggioranza e soprattutto perché non si è riusciti per nulla a compattare le numerose associazioni di volontari e animalisti che operano in città e nel Tigullio.Nello scorso numero, ‘Piazza Levante’ ha mostrato tutte le criticità ancora presenti nella bozza di regolamento, facendo vedere come non siano state affatto superate certe perplessità da parte delle associazioni. In particolare, le aree M; l’obbligo di museruola che può essere imposto al conduttore di un cane anche da parte di un altro cittadino; l’obbligo di essere certificati dall’Asl per lasciare il proprio animale in casa altrui; la questione delle deiezioni liquide e della bottiglietta d’acqua da portare sempre con sé; la misura e la dimensione delle gabbie che può variare in base a specifica ordinanza del sindaco; il registro comunale dove sono tenuti a iscriversi tutti coloro che danno da mangiare e da bere ai gatti randagi; il microchip per gatti come unico sistema per certificarne l’effettiva proprietà.Alcune indicazioni sono talmente assurde che ci si chiede, purtroppo senza risposta, da dove siano potute uscire. E perché Palazzo Bianco continui ad andare avanti con una simile ostinazione.

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Regolamento degli animali: a Chiavari arriva il registro dei gatti (con microchip)

Con un ritardo ‘importante’ rispetto a quanto annunciato dall’assessore Fiammetta Maggio, che la scorsa primavera aveva parlato di provvedimento “approvato entro l’estate del 2018”, arriva domani mattina (venerdì 1 marzo) al vaglio della Commissione I di Palazzo Bianco il cosiddetto ‘Regolamento Comunale per la Tutela degli animali d’affezione’ del Comune di Chiavari.

I consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza parleranno del testo all’interno dell’organo istituzionale presieduto da Giorgio Canepa di Partecip@ttiva, quindi il documento passerà al vaglio del Consiglio Comunale per il voto conclusivo e l’entrata ufficiale in vigore. C’è ancora, forse, lo spazio per alcune sensibili modifiche, ma l’impianto generale pare essere definito.
L’assessore Maggio, il consigliere e capogruppo di Avanti Chiavari Alberto Corticelli e il consigliere Canepa ci hanno lavorato per diversi mesi (anche di più rispetto al previsto, tanto che in città in molti si sono chiesti, lo scorso autunno, che fine avesse fatto questa vertenza), anche con alcune associazioni animaliste e di volontari, attraverso appositi tavoli di confronto. Ma la redazione del regolamento è stata quanto mai travagliata e ha prodotto uno strappo pure all’interno dei vari gruppi di volontari e di volontariato che da sempre si occupano di animali e della loro tutela sul territorio. Contrasti che, alla lettura del documento che andrà domattina in Commissione, sembrano proprio non esser stati superati.

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Chiavari, anagrafe e tributi cambiano orario. Levaggi: “Assurdo”. Di Capua: “Misura sperimentale”

La chiusura al sabato di alcuni uffici comunali è l’ultimo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione a Chiavari. Sabato scorso, al previsto orario di apertura, gli sportelli di anagrafe e di tributi di Palazzo Bianco non erano operativi.

Accanto alla saracinesca dell’entrata, i cittadini hanno trovato affisso il nuovo orario, e solamente in questo frangente hanno potuto apprendere della novità. Molte persone sono andate via, alcune hanno polemizzato, altre hanno mostrato le loro ricevute per il ritiro dell’atto, che indicavano ancora la possibilità di poter accedere in orario sabatale.

Disservizio o mancanza di comunicazione? Tra i primi a insorgere, ecco i consiglieri di minoranza di Noi di Chiavari che, nella stessa mattina di sabato, hanno prodotto un comunicato piuttosto duro: “Che cosa significa uffici chiusi al sabato? Il Comune ha rifatto gli orari degli uffici senza informare la cittadinanza? Che cosa ha da dire in merito il sindaco Di Capua?”, si domandano Roberto Levaggi, Daniela Colombo e Silvia Garibaldi. Che aggiungono: “Quando è stata presa questa iniziativa e che effetto avrà? Durerà per sempre?”

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Parco di Portofino, storia di un’occasione (per ora) persa. Ma così la Liguria rischia di sprecare tutto

Doveva essere una grande occasione per tutto il territorio. Un premio alla sua bellezza, alla sua fama in giro per il mondo, al suo indubbio prestigio.
Doveva e ancora dovrebbe.

Eppure, l’istituzione del Parco Nazionale di Portofino, ovvero la sua promozione da ambito regionale ad ambito italiano, con tanto di maggiori fondi da parte dello Stato, sta diventando, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, terreno di scontro politico, di pareri contrapposti, di lotta tra interessi differenti, di inconciliabilità tra lobby.
In poche parole: di pessime figure. Di fronte alla popolazione e di fronte al Ministero.

Un percorso virtuoso, iniziato sotto il precedente Governo, che avrebbe dovuto portare a una medaglia d’oro, peraltro meritata, sta diventando più accidentato del previsto. ‘Piazza Levante’ ha toccato spesso l’argomento e ci ritorna in questi giorni in cui è nuovamente caldo.
Motivo dell’aumento di temperatura, l’incontro previsto proprio per oggi a Roma tra Regione, Comuni e Ministero per proseguire l’iter di ‘nazionalizzazione’ del parco. Motivo del contendere, come detto più volte, sono i confini. Da una parte c’è il Ministero che, attraverso Ispra, ovvero l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, vorrebbe notevolmente allargare il perimetro dell’area. Dall’altra, Regione e Comuni di Santa Margherita, Portofino e Camogli che, pur nella diversità di vedute, preferirebbero mantenere le delimitazioni attuali.

La differenza non è irrisoria, anzi. Perché l’area odierna è di circa mille ettari, quindi in pratica il solo Monte di Portofino. Roma vorrebbe portarla a quindicimila, ovvero quindici volte tanto, inserendo un ampio spettro di costa che va da Bogliasco e Pieve Ligure e, attraverso Golfo Paradiso e Golfo del Tigullio, arriva sino a Sestri Levante. In mezzo, ci sono soluzioni ‘mediane’ sugli ottomila ettari circa, come quella proposta da Massimo Maugeri di Legambiente Tigullio.
La questione è complessa e non riguarda solamente il fatto di tirar delle righe sulla cartina. Perché parco nazionale, fatti salvi gli insediamenti urbani, significa una cosa molto chiara: che quel determinato territorio al suo interno esula dalle competenze di Regione e Comuni e finisce direttamente sotto la giurisdizione dell’ente parco. Un po’ come accade con il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Ecco il perché di una prima resistenza degli enti locali sui confini.
La seconda, secondo i numerosi rumors, sarebbe da ricondurre a interessi privati: la lobby dei cacciatori, i costruttori, gli speculatori, chiunque insomma abbia un vantaggio se un territorio rimane in mano alla politica, agli amministratori di turno e soprattutto ‘contaminabile’.

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Linguistico a Chiavari: arriva il ‘soccorso bianco’ della Diocesi. Ma tutti ne escono sconfitti

E alla fine arrivò il ‘soccorso bianco’, a risolvere l’intricatissima matassa del liceo linguistico a Chiavari. Un argomento che ha tenuto banco per oltre due mesi, e passato ben presto dallo sfondo didattico e tecnico a quello più politico, con vivaci scambi d’accuse tra Città Metropolitana e Regione Liguria, tra maggioranze e opposizioni in consiglio regionale, tra i comuni vicini di Chiavari e Rapallo, con comportamenti, specie da parte di quest’ultima città, non sempre all’insegna del fair play.

Fatto sta che, mentre il clima non si placava per nulla, il Partito Democratico attaccava Palazzo Bianco, l’ex sindaco Roberto Levaggi pure, la Città Metropolitana finiva nel mirino dell’assessore comunale Fiammetta Maggio e, a sua volta, l’ex Provincia scaricava la colpa sulla Regione, che la rispediva prontamente al mittente (in un giro talmente vorticoso da non capirci più nulla), per fortuna qualcuno ha preso la situazione in mano e offerto una soluzione concreta.
Nei dinieghi più o meno motivati di tutti gli altri istituti chiavaresi a ospitare due classi del ‘Da Vigo’ di Rapallo (che, come noto, attiverà a Chiavari la succursale del Liceo Linguistico, come da scelta della Regione), ad aprire le proprie porte, anzi i propri spazi, anche su interessamento dell’assessore regionale all’Istruzione Ilaria Cavo, sarà il Seminario Vescovile di piazza Nostra Signora dell’Orto.

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Piscina Ravera e Lido: entrambi gli impianti sono finiti nel pantano, tra errori e promesse delle amministrazioni

Le piscine di Chiavari – quella che è in funzione ma che non ha mai convinto fino in fondo, quella che è in abbandono ma che era un gioiello di vasca universalmente apprezzato – sono legate a doppio filo da una triste storia ventennale fatte di occasioni clamorosamente mancate, spostamenti poco comprensibili, interventi troppo provvisori, ripartenze assai spesso solo annunciate.

All’alba del 2019 la città si ritrova con due vasche, una aperta ma bisognosa di quasi costanti e costosi rattoppi, – la Mario Ravera, ubicata in uno slargo poco largo creato artificialmente alle spalle di via Entella –  e una sprofondata nel degrado, – la Comunale del Lido, sistemata sull’estremo lembo di Levante del fronte mare cittadino. L’orizzonte appare ingombro di nuvoloni. Manca una visione globale della questione, non si intravede un progetto a largo respiro per risolvere i malanni dell’una e rimediare a 15 anni di incuria riportando alla luce l’altra.

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Riqualificare la piscina del Lido: il progetto c’è. Palazzo Bianco troverà pure gli investitori?

Uno dei buchi neri più neri di Chiavari si chiama piscina del Lido. Da tanto, ormai troppo tempo, quella splendida vasca olimpionica a ridosso del mare, dentro uno spazio ampio e di notevole rilievo anche dal punto di vista storico e naturalistico, è un monumento al degrado, alla desolazione, alla tristezza.

I chiavaresi ricordano con affetto e nostalgia la ‘loro’ piscina. Vi passavano intere estati, prima che ogni cosa andasse in malora. Le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno sempre avuto, come obiettivo, quello di riqualificare la zona. Ma senza mai riuscirci concretamente.

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