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Recco, il comune è riciclone ma non per la Cassazione: politici condannati

La chiamano, in gergo, una ‘sentenza pilota’. E, a giudicare dalla sua portata, il provvedimento della Cassazione, che ha condannato in via definitiva quattro politici e un dirigente del Comune di Recco per non aver raggiunto una percentuale adeguata di raccolta differenziata, ora può mettere paura un po’ a tutte le civiche amministrazioni che non rientrano ancora nei parametri. Una su tutte, Genova. Ma anche tanti altri comuni più piccoli del levante cittadino.

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L’Entella penalizzata da una sentenza farsesca. E il calcio pulito perde ancora. Ecco le carte

Che l’Italia sia il Paese del ‘campa cavillo’, il calcio lo testimonia da anni. La sentenza sul Foggia (15 punti di penalizzazione nel prossimo campionato) è un altro colpo grave alla credibilità di un sistema da tempo allo sbando. Un movimento senza regole e principi. Molti pesi e molte misure, avvitamenti, contorsioni, deferimenti, sconti, sentenze politiche.

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L’Expo Fontanabuona salvata in extremis da una morte quasi sicura

All’Ufficio Complicazioni Cose Semplici avranno fatto le capriole di gioia. La cancellazione-barra- reintegro della 34esima edizione dell’Expo Fontabuona è esemplificativa di come in Italia, ancor meglio dalle nostre parti, escogitare percorsi tortuosi per coprire itinerari corti e pianeggianti sia un’arte che non conosce crisi.
Il grido di dolore lanciato due settimane fa da Marisa Bacigalupo, presidente dell’Agenzia di Sviluppo GAL di Genova, sembra abbia trovato ascolto nelle orecchie sensibili o meno (spesso a seconda delle convenienze politiche ed economiche) di chi di dovere.

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Zoagli, l’asilo Merello rischia la chiusura. E tra Fondazione e sindaco volano gli stracci

I giochi sono lì, appoggiati contro il muro. Le aule riordinate. Il cancello tristemente chiuso. Due striscioni campeggiano dalle finestre: “Salviamo tutti insieme l’asilo”, “L’asilo deve rimanere aperto”.
D’intorno, in questa splendida villetta con annesso giardino affacciata sul golfo del Tigullio, c’è un silenzio spettrale. Nel luogo solitamente deputato alla festa, al divertimento – così come ai pianti e ai capricci dei bimbi in tenera età – non muove una foglia.

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Via Delpino, il ‘foro’ di Chiavari. Ma il ‘muro della discordia’ potrà finalmente essere bucato

A Chiavari non c’è più il Foro, inteso come tribunale. Tutti lo sanno e la chiusura del palazzo di giustizia ha creato non pochi disagi, disservizi, danni all’indotto per i professionisti e i commercianti operativi in città.
Cosa non manca, specialmente in questo periodo, sono invece i fori, intesi come lavori al sottosuolo.
Il gioco di parole viene facile, anche se su questo tema c’è poca voglia di ridere.
Specialmente per i disagi al traffico che i cantieri stanno comportando (ve ne sono aperti diversi contemporaneamente, i principali in via Delpino e in corso Millo). Lunghe code in tutti gli assi principali della città, che già di per sé ‘soffrono’ parecchio in tutte le stagioni e senza lavori in corso.
Ma il fine giustifica gli interventi: si tratta della messa in sicurezza dei sottoservizi e della loro pulizia, al fine di prevenire gli allagamenti. Operazioni che vanno di pari passo con il grande progetto di rifacimento dei principali ponti sul torrente Rupinaro, dell’abbassamento del suo alveo, del rafforzamento dei suoi argini.

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Cantero, sipario ancora chiuso. E il futuro resta un’incognita

Il luogo è deputato alle sorprese e ai colpi di scena. Anche se la magia dello schermo acceso e delle tavole in legno che scricchiolano si è persa da ormai sei mesi. Era una fredda sera di fine 2017 quando, con l’anonima proiezione del film ‘Star Wars: gli ultimi jedi’, si chiusero gli eleganti battenti del Teatro Cantero di Chiavari.
Oggi, quella saracinesca in piazza Matteotti, nel cuore della città, è sempre più triste e piena di polvere. Una ferita aperta, nel cuore di moltissimi chiavaresi, orfani della loro sala, di uno dei loro principali punti di riferimento.
La mancanza si è sentita tutti i giorni di questo inizio 2018: in particolare nei week-end, quando ci si poteva andare a vedere un buon film in prima visione. Ma, soprattutto, durante il Festival della Parola che si è chiuso nei giorni scorsi. E dove il Cantero con la serranda chiusa è stato il grande convitato di pietra.
Gli organizzatori lo hanno sostituito con una tensostruttura collocata a ridosso della Cattedrale e sedie in plastica allineate l’una con l’altra. Soluzione d’emergenza, visto che a Chiavari non esiste una sala altrettanto capiente. Ma volete mettere le poltroncine rosse, la geometria dei palchetti, la maestosità del palcoscenico. Eppure tutto questo è ancora lontano dal tornare.

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Chiavari, il depuratore ancora nel pantano tra promesse elettorali e l’incubo delle sanzioni

Depuratore di Chiavari, la storia infinita. Il progetto del nuovo impianto tiene banco in città da più di tre anni ed è il classico argomento che a scuola definirebbero interdisciplinare: perché riguarda l’ambiente, la giurisprudenza (le normative europee in particolare), il paesaggio, l’edilizia, l’ecosostenibilità e, non da ultimo, la politica.
Un intrico assai complesso, che l’attuale maggioranza si trova sul tavolo e che dovrà – qualsiasi sarà la soluzione – essere sbrogliato in tempi brevi, pena l’arrivo di sanzioni che andranno a ricadere sulle bollette di tutti i cittadini e sul bilancio di Palazzo Bianco.
La clessidra è quasi vuota, le idee in campo sono tante, la battaglia legale impostata, quella d’opinione ancor di più. Ma la soluzione al dilemma pare lontanissima.

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Il Torriglia verso l’ampliamento con il rebus dei costi. Ma la Fondazione riuscirà a reggerli?

Quel lembo di terra affacciato sul mare più limpido del Tigullio e protetto dalla splendida collina a macchia mediterranea è, a giudizio dei chiavaresi e non, la zona più suggestiva della città.
Siamo a Preli, subito dopo la Colonia Fara e dopo i palazzi ‘della discordia’ che hanno preso il posto dell’ex cantiere navale e sono stati grandi protagonisti, un anno fa, della campagna elettorale (oggi se ne parla e se ne scrive molto, molto meno). Siamo nell’ex tenuta del marchese Pietro Torriglia che, al momento della sua morte, divenne per sua precisa volontà un Ricovero di Mendicità e che oggi ospita la Casa di Riposo per gli anziani, gestita dall’omonima Fondazione.

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L’ospedale di Sestri perde le sale operatorie. Due piani ormai adibiti a magazzino

All’ospedale di Sestri Levante i conti non tornano. Non c’è equilibrio tra segno meno e segno più, tra sottrazioni e addizioni, tra privazioni e compensazioni. Per dirla con sir Francis Bacon, alla pars destruens non sta seguendo la pars contruens.
Fuor di metafora, la mazzata da anni attesa sta purtroppo arrivando: nel nosocomio della Bimare, una dietro l’altra, stanno chiudendo tutte le sale operatorie. La divisione chirurgica sarà quasi completamente smantellata. Molte delle eccellenze un tempo operative non ci saranno più. Sono gli effetti del piano della riorganizzazione voluto dalla Regione Liguria per l’Asl 4.
Riorganizzazione sanitaria: un titolo tanto freddo e impersonale quanto letale per il complesso di Sestri Levante, che si vede privato di servizi essenziali senza che sia indicato nessun tipo di ricambio.
La notizia della chiusura delle sale operatorie è enorme e, come tale, non si è riusciti a mantenerla dentro gli spazi dell’Asl 4.

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