Attualità

Attualità, editoriale

La libertà è partecipazione. Riflessioni sul Puc di Chiavari

La vicenda del PUC di Chiavari si presta bene a una riflessione sull’assenza totale di un confronto e di un dibattito pubblico sul futuro della città. 

Nella prima, ma anche nella seconda Repubblica, le forze politiche, i tanto vituperati partiti, svolgevano la funzione essenziale di promuovere ed organizzare il confronto e il dibattito sui grandi temi, consentendo a larghi strati di cittadinanza di interessarsi alla cosa pubblica, spesso migliorando la qualità delle proposte formulate dalle civiche amministrazioni. 

Oggi purtroppo non è più così, ed  accade che questioni importantissime, come ad esempio quelle urbanistiche, procedano nell’indifferenza generale perché non c’è più nessuno che stimola il dibattito. Le amministrazioni comunali, di ogni colore, in una situazione del genere vanno a nozze, perché confrontarsi con un’opinione pubblica attenta ed esigente è molto più complesso e faticoso che operare senza di fatto un vero controllo sociale. 

Le opposizioni, tutte le opposizioni di ogni colore, che possono far sentire la loro voce in consiglio comunale, sono di fatto depotenziate sia dall’assenza di forze politiche organizzate alle loro spalle sia dal fatto che la legge comunale e provinciale del 1992 praticamente affida poteri enormi al sindaco e alla sua giunta e pochissimi al consiglio. 

Attualità, editoriale

La mareggiata sconosciuta porta angosce e interrogativi per il futuro

La tremenda mareggiata della notte di lunedì 29 ottobre lascia, oltre alle conseguenze di distruzione e desolazione a Zoagli, Rapallo e Santa Margherita, anche una profonda angoscia e drammatici interrogativi per il futuro della nostra costa.
Tutti i marinai del Tigullio sanno perfettamente che nel nostro golfo la traversia (cioè la pesante mareggiata invernale) è sempre stata di libeccio, vento che soffia da sud-ovest, e la dominanza (cioè il vento che spira con prevalenza, ma non fa disastri) è di scirocco, il vento che soffia da sud-est. 

La difesa a mare e le altre opere sul waterfront, compresi i porti turistici che spesso e storicamente hanno rappresentato, almeno a Chiavari e Lavagna, la migliore protezione dell’abitato contro le mareggiate, sono state costruite secondo questo schema che ha fondamentalmente retto negli ultimi 50 anni.
Ciò che è avvenuto la settimana scorsa sconvolge i fondamentali di questo schema almeno sotto due punti di vista. 

Il primo è che abbiamo assistito ad una tempesta che per velocità del vento ed altezza delle onde a memoria d’uomo non si era mai vista dalle nostre parti.
Il secondo è che la direzione del vento e della tempesta non era quella della comune, sia pure forte, libecciata invernale, ma completamente un’altra, provenendo il fortunale da est-sud/est. 

Ciò spiega le distruzioni di Zoagli, Rapallo e Santa Margherita, normalmente protetti (“a-ridossati”, dicono i nostri marinai) dalla libecciata dal promontorio di Portofino e invece completamente indifesi da venti provenienti dai quadranti di sud/est che mai avevano raggiunto questa forza.
I meteorologi hanno spiegato l’eccezionalità dell’accaduto con il caldo eccessivo delle ultime settimane di ottobre, che ha gonfiato le nubi al largo, già cupe e piene di pioggia. Nubi che poi venti africani da sud di anomala potenza hanno trasformato, da quelli che sarebbero stati normali temporali autunnali, in una tempesta perfetta. 

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