Attualità

Attualità, editoriale

La goffaggine del legislatore e il cavallo che non beve: effetto boomerang del decreto dignità

Combattere la precarietà è giusto, ma il lavoro non si crea per legge.
Crescita, successo competitivo, fiducia, investimenti e quindi impresa sono gli unici strumenti capaci, nelle moderne economie di mercato, di generare occupazione e di consolidarla nel tempo.
Le imprese industriali italiane, troppo spesso negli ultimi tempi, hanno sofferto di dimensioni ridotte rispetto ai competitors stranieri, se non addirittura di nanismo.
A cosa si deve questo fenomeno? Scarsità di capitali, vincoli burocratici, rigidità sindacali e del mercato del lavoro hanno spesso spinto le imprese italiane ad autolimitarsi nella crescita sia in termini di investimenti che di occupati.
Le più capitalizzate in molti settori hanno privilegiato gli investimenti in automazione per superare le rigidità sindacali e della forza lavoro e dell’altissimo costo di quest’ultima (purtroppo associato, a causa della pesantezza degli oneri fiscali e contributivi, ad un salario molto basso, se confrontato con quello dei lavoratori di altri paesi europei).
Le aziende meno forti, terrorizzate dalla prospettiva di irrigidire troppo la struttura dei costi e di non potersi ridimensionare nei momenti di crisi, hanno privilegiato forme di lavoro part- time, contratti a tempo determinato e altre forme di lavoro precario.

Attualità, editoriale

Uno vale uno: Berlicche e i rischi per la democrazia

Nel libro ‘La conoscenza e i suoi nemici’ (Luiss, Pensiero libero – Febbraio 2018), uscito in Italia dopo un grande dibattito provocato negli Stati Uniti, il professor Tom Nichols punta il dito contro la crescente intolleranza del pubblico americano nei confronti delle competenze specialistiche degli esperti  (di qualunque genere: medici, avvocati, insegnanti, biologi, astrofisici, consulenti strategici e militari e chi più ne ha più ne metta), suonando l’allarme sui rischi che questo atteggiamento frustrato, rabbioso, intollerante ed aggressivo comporta nei confronti dello stesso sistema democratico. 
Tom Nichols un esperto lo è davvero: politologo e conoscitore di questioni militari, professore al U.S. Naval College e alla Harvard Extension School, ha anche ricoperto incarichi di consulente per la sicurezza e le questioni della difesa presso deputati del Congresso USA. Qualche anno fa ha pubblicato sul suo blog un intervento che denunciava i rischi della ‘fine delle competenze’. La rivista ‘The Federalist’ lo ha notato e ha pregato Nichols di farne un articolo, che è stato letto da milioni di persone. La Oxford University Press gli ha poi chiesto di farne un libro, che è stato un grande successo editoriale. 
La tesi di Nichols (una delle tesi, il libro è articolato ed esamina anche la crisi del sistema universitario, e quella del mondo dell’informazione alla luce della stessa degenerazione populistica, superficiale e disinformata) è che ciascuno ottiene dalla rete le informazioni che ritiene sufficienti a farsi un’opinione praticamente su ogni cosa.

Attualità, In primo piano

Recco, il comune è riciclone ma non per la Cassazione: politici condannati

La chiamano, in gergo, una ‘sentenza pilota’. E, a giudicare dalla sua portata, il provvedimento della Cassazione, che ha condannato in via definitiva quattro politici e un dirigente del Comune di Recco per non aver raggiunto una percentuale adeguata di raccolta differenziata, ora può mettere paura un po’ a tutte le civiche amministrazioni che non rientrano ancora nei parametri. Una su tutte, Genova. Ma anche tanti altri comuni più piccoli del levante cittadino.

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