Ciassetta Lavagna, storica promozione in Prima Categoria
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Ciassetta Lavagna, storica promozione in Prima Categoria

La U.S. Ciassetta Lavagna potrebbe essere l’unica squadra del Tigullio, almeno nel mondo dilettanti, a essere promossa al primo tentativo nella stagione 2018/2019. Basta questo per far scattare l’applauso. Non contenti, gli striscioni biancoverdi vi aggiungono una gestione perfetta, lungimirante e intelligente di un gruppo, di un ambiente, delle scarse risorse finanziare a disposizione.

Il campionato di Seconda Categoria vinto senza averlo programmato, o meglio, senza esserlo prefisso come obiettivo irrinunciabile. Carlo Vaccari, ‘l’uomo ovunque’ della dirigenza, collettore delle risorse, psichiche quanto materiali, che alimentano il progetto, è al solito molto schietto: “Dopo alti e bassi da un paio di stagioni, abbiamo ripensato la nostra società, volevamo provare a crescere gradualmente, mettendo assieme una squadra coesa, logica, con elementi di valore, in cerca di affermazione o di riscatto. Nella passata stagione, arrivammo abbastanza agevolmente ai play off, ci mancò qualcosa nello sprint finale. In questa un salto di qualità, il mister giusto, diversi rinforzi, una solidità di base con un paio di eccellenze. Il risultato lo avete sotto gli occhi”.

Un’altra volata, esito opposto. “Abbiamo difeso il primo posto per l’intera durata del torneo con le unghie e con i denti. Siamo arrivati all’ultima giornata con due punti di vantaggio sulla Riese, dovevamo andare a giocare a Santa Margherita, in casa del San Lorenzo, formazione qualificatasi per i play off, quindi di ottimo livello. La Riese ospitava il Segesta, già retrocesso, dovevamo vincere o… vincere. Missione compiuta”.
Festa grande al Broccardi, festa ancora più grande nei giorni seguenti. Dirigenti, giocatori, famiglie di questi e di quelli, cene e partitelle celebrative al Riboli. Adesso spenti i canti, è l’ora delle riflessioni.
Vaccari si attribuisce un solo merito: “Aver convinto Franco Montemarano a tornare da noi. Gli ho detto che era l’ora di appendere le scarpe e di guidare la squadra dalla panchina. Ha saputo trovare non solo moduli e schemi adatti per i suoi ragazzi, li ha anche forniti di motivazioni e convinzioni”.
Altra mossa decisiva ‘l’acquisto’ di Federico Mosto, un attaccante di extra lusso per la categoria. “Acquisto a costo zero come è nostra abitudine – scherza Vaccari – Federico era a Piacenza per motivi di lavoro, abbiamo accettato di averlo part time, poi quando da gennaio è tornato a risiedere in pianta stabile nel Tigullio lo abbiamo avuto full time e per le difese avversarie sono stati dolori”.

Soprattutto ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi: “Nessuna pressione, amici di una vita che lo accompagnavano in una nuova avventura. Il clima dentro lo spogliatoio è sempre stato ideale”.
Ora con la Prima aumentano oneri e rischi. “È vitale che si venga inseriti nel girone B della Prima Categoria, quello che gioca al sabato pomeriggio. Dato che i nostri tesserati sono tutti ‘volontari non pagati’ e che studiano o lavorano, giocare alla domenica mattina costringerebbe molti di loro a scelte dolorose. Siamo moderatamente fiduciosi che la nostra richiesta venga accolta, abbiamo acquisito il punteggio necessario per rientrare tra le ammesse dal comitato regionale”.

Nessuna preoccupazione per la quota di giovani obbligatori. “Portiamo in Prima i due under 20 che avevamo in lista, con i ritocchi alle età minime disposti dalla Figc dovremmo essere a posto”. La rosa subirà qualche ritocco, nessuna ristrutturazione: “C’è chi ha esperienza della categoria e c’è chi può farla senza sfigurare. Per la campagna acquisti ci affidiamo al solito passaparola. Chi vuole venire sa che da noi trova rispetto e amicizia, denaro poco”.
Una dolente nota c’è. “Per costi di iscrizione e arbitrali maggiorati, faremo fronte al solito modo: siamo in sedici dirigenti che versano la stessa modica cifra per far fronte alle spese correnti. Poi qualcosa arriva dai tanti sponsor, piccoli sebbene generosi, che ci affiancano. Sono tante gocce che bastano per riempire il secchio”.

Ciò che rischia di far strabordare è l’affitto del campo Riboli. “Siamo subaffittuari della Lavagnese che è costretta a chiederci 6mila euro per fare fronte alla somma da versare al proprietario della struttura, il Comune di Lavagna. In questi ultimi anni con il Commissario c’è stato poco da fare. Contiamo che dopo le elezioni e la nomina di un Sindaco, questi possa trovare un modo per farci respirare”.

Sembra quasi pedante rammentare che queste società sono dilettanti nel senso più autentico e puro dell’aggettivo, e che svolgono una funzione sociale. A Ciassetta, lo dice il nome stesso, è uno spazio piccolino, non infimo però, e soprattutto pulito, senza angoli bui. A Lavagna, di questi tempi, farebbero bene a tenerlo presente.

(d.s.)

2 Maggio 2019