Casa Gotuzzo 1652, il Bar appena aperto che vuole farsi ricordare
Aziende in vetrina, Chiavari, Economia

Casa Gotuzzo 1652, il Bar appena aperto che vuole farsi ricordare

Nella settimana del primo maggio, l’azienda in vetrina è Casa Gotuzzo 1652 – Il Bar. Un omaggio al lavoro che viene creato, valore doppio nel Paese dell’emergenza occupazione, triplo se si pensa che al timone di questo locale ci sono Ernani Westermann, anni 26, e sua sorella Maria Luisa per tutti ‘Tina’, di quattro anni più giovane.
Ha aperto sabato scorso, in piazza Gagliardo, a Chiavari, e l’aspetto più bello è che l’inaugurazione l’hanno decisa i clienti, con un’irruzione pacifica che ha anticipato i tempi del momento formale che spesso coincide con la partenza ufficiale. Arriverà anche quello tra qualche settimana, intanto il ghiaccio è rotto: “Emozionante vedere così tanta gente”, ammette Ernani. Il suo nome è un omaggio al nonno, che di cognome fa Andreatta, il Comandante che in quelle quattro mura ha vissuto e per anni ha conservato il Museo Marinaro ‘Tommasino – Andreatta’ prima di trasferirlo nella Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate. “È molto felice della nuova esperienza. È già stato un nostro cliente e lo Spritz della Casa gli è piaciuto moltissimo”.

L’idea è partita da Tina, che ha studiato organizzazione degli eventi, ha girato il mondo, da San Francisco a Edimburgo, e ha preso appunti. Ha convinto il fratello, che lavorava nell’azienda di famiglia a Carasco, e insieme hanno cominciato a dare forma al progetto. Dal pensiero alla realizzazione è passato circa un anno e mezzo, ma oggi l’orgoglio e la caparbietà ‘scoggiante’ hanno preso il sopravvento sulla fatica: “Ci dispiaceva lasciare un fondo inutilizzato nel nostro rione. E poi un locale come questo mancava in piazza dei Pescatori”.

C’è l’energia di due giovani shakerata con l’esperienza di Marco Negrello, per i cocktail, e di Leopoldo Leonardi per quanto riguarda i vini.
Il primo drink servito? ‘Portofino flowers’, un omaggio al borgo famoso nel mondo – e per certi versi anche alla famiglia Gotuzzo che di Portofino era originaria – a base di Rosolio di Bergamotto con fiori commestibili. Il mare e il viaggio come elementi comuni ad accompagnare il cliente. E allora nello spazio di un tavolino si può volare con la fantasia tenendo in mano un semplice bicchiere: dal Rhum di Haiti al whisky giapponese Nikka, fino al Mezcal, distillato ricavato dall’Agave prodotto in Messico.
Il Negroni è ‘del farmacista’, con la China Clementi, ricetta creata nel 1884 dal dottor Giuseppe Clementi, esperto botanico, nella sua farmacia tra i monti e i boschi di Fivizzano in Lunigiana. E l’analcolico? È ‘moderno’ e… senza frutta: provare per credere.
Qualità, cura nel servizio e tanta passione che trasforma il semplice drink in una esperienza sensoriale. Con un’attenzione particolare all’ambiente: a Casa Gotuzzo arredamento ecologico, niente bicchieri in plastica e speciali cannucce biodegradabili. E poi tanti prodotti biologici, come il caffè. Vino di casa nostra e straniero servito al tavolo oppure da asporto, così come per i distillati, in una cantina che promette di arricchirsi di etichette.


Nel locale appena aperto lavorano cinque persone, si beve e si mangia a partire dal pranzo. Piatti a base di pesce e carne, ma anche panini gourmet con nomi – come il ‘calafato’ – che richiamano alla memoria il cantiere navale dei Gotuzzo insediatosi nei primi decenni del 1800 e capace di realizzare 120 velieri, in mare partendo dal rione Scogli. Che adesso ha un motivo in più per fare festa in questo nuovo punto d’incontro con vista sul golfo, magari ascoltando buona musica. “Ci piacerebbe organizzare anche qualche evento musicale serale”, ammette Ernani, per prolungare la giornata in uno degli angoli più belli di Chiavari.

DANIELE RONCAGLIOLO

2 Maggio 2019