Il Giardino dei Lettori trionfa contro l’egoismo della vicina
Attualità, editoriale

Il Giardino dei Lettori trionfa contro l’egoismo della vicina

Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto il ricorso presentato dall’architetto Isabella Lagomarsino di Chiavari contro la realizzazione da parte della Società Economica del cosiddetto ‘Giardino dei Lettori’.

Si tratta del recupero e del restauro conservativo dell’antico giardino e dei suoi storici manufatti (camminamenti, vecchi muri, colonne) collocati nell’area retrostante l’edificio storico della Società Economica, e sottomessa al Castello di Chiavari, nel pieno del centro storico della città. Il recupero di questo ambiente straordinario è stato finalizzato alla creazione di una sala di lettura all’aperto atta ad aumentare la capienza della biblioteca almeno nella buona stagione. Moltissimi giovani chiavaresi e del comprensorio frequentano quotidianamente la biblioteca e gli spazi attualmente disponibili non sono in grado di soddisfare la domanda.

Il progetto curato dagli architetti Paolo Pages e Maria Vittoria Costa e realizzato dalle imprese associate Viarengo e Tiscornia e Fiumanò grazie all’intervento della famiglia Gozzi (il giardino dei lettori è stato intestato a Renato Mario Gozzi, per moltissimi anni membro dell’Ufficio di Presidenza dell’Economica) è stato improntato al massimo rispetto dell’ambiente esistente, al restauro degli antichi manufatti, scrupolosamente seguito dagli Uffici della Soprintendenza, al minimo carico insediativo (una semplice pedana, qualche tavolo e sedute per non più di una ventina di utenti). Nonostante questa cura e queste cautele, il progetto ha conosciuto un percorso lungo e accidentato per la strenua e incomprensibile opposizione dell’architetto Lagomarsino.

Durante l’intero iter si sono succeduti esposti al Comune e alla Soprintendenza perché fossero interrotti i lavori e fosse impedita la realizzazione dell’iniziativa, e sono state sostenute macroscopiche inesattezze al riguardo dei manufatti oggetto di restauro. Infine l’architetto Lagomarsino ha perso un primo ricorso al Tar Liguria e poi, nuovamente e definitivamente, ha perso l’appello contro la sentenza del Tar al Consiglio di Stato.

Le singolari tesi sostenute nel ricorso e in Appello in merito alla irregolarità della procedura seguita e delle modalità del restauro non hanno mai convinto i giudici amministrativi, che con le loro sentenze hanno riconosciuto la regolarità e validità dell’iniziativa e delle procedure seguite proteggendola per sempre, almeno dal punto di vista giuridico e legale, dalle intemperanze e dall’accanimento della vicina.

Sì, della vicina: perché l’architetto Isabella Lagomarsino abita nel piano nobile dell’adiacente Palazzo Ravaschieri e dispone di un altro bellissimo giardino privato confinante con quello oggetto del restauro e recupero.

Viene il dubbio che i motivi di una così pervicace e perdente ostilità, piuttosto che nelle ragioni del diritto e della tutela delle vestigia del passato, risiedano nell’egoismo di chi, essendo un  privilegiato e potendo disporre di un ambiente unico e incantato, non voglia essere disturbato dalla condivisione dello stesso privilegio con altri, e si accanisca contro la meritoria iniziativa che mette questo tesoro a disposizione del pubblico e lo fa diventare di tutti.

Quanto i cittadini chiavaresi abbiano apprezzato l’iniziativa dell’Economica lo si è capito quando, nel pomeriggio del 28 settembre scorso, una folla festante e felice ha invaso il ‘Giardino dei lettori’ appena inaugurato. Le finestre di Palazzo Ravaschieri, in quell’occasione, erano chiuse, cupe e mute.

14 Marzo 2019