La perdita del Liceo Linguistico, ennesima tappa del lungo declino di Chiavari
Attualità, editoriale

La perdita del Liceo Linguistico, ennesima tappa del lungo declino di Chiavari

La vicenda della mancata realizzazione del liceo linguistico presso l’Istituto Tecnico ‘In memoria dei morti per la Patria’, così come proposto dalla scuola nell’autunno 2018, sommata all’incapacità di trovare alcune aule per ospitare invece una eventuale succursale del liceo linguistico Davigo di Rapallo si prestano a tristi considerazioni sulle difficoltà e sul declino di Chiavari. 

La nostra città ha storicamente ricoperto il ruolo di capoluogo del Tigullio. Accanto alle funzioni di servizio di rango elevato (in primis il Tribunale), la funzione formativa e scolastica, anche grazie alle iniziative della Società Economica, ne ha sempre rappresentato un tratto distintivo e pregiato.

La presenza di tutti i licei pubblici e di alcuni importanti licei privati parificati (liceo scientifico sportivo presso l’Istituto Gianelli e liceo linguistico presso l’Istituto Santa Marta) ha sempre soddisfatto la domanda di formazione proveniente non solo dalle popolazioni del Tigullio costiero ma anche dalle valli dell’entroterra gravitanti su Chiavari: Fontanabuona, Valle Sturla, Val Graveglia e Val Petronio. 

All’inizio degli anni ’90 l’amministrazione comunale chiavarese allora guidata da Renzo Repetto arrivò persino a costruire un’ipotesi universitaria. Università di Genova, Cattolica di Milano, Bocconi e IULM avrebbero istituito a Chiavari  un centro interuniversitario con un corso di diploma in Economia. L’iniziativa fu poi cancellata per il totale disinteresse del neo-sindaco Vittorio Agostino. 

La funzione formativa in un momento di innovazione è stata in qualche modo presidiata dall’iniziativa privata di Wylab, che ha occupato i locali abbandonati dal glorioso liceo classico Delpino per mancanza dei requisiti stabiliti dalle nuove normative per la sicurezza. 

Si penserebbe che con queste tradizioni e queste premesse il presidio della funzione scolastica liceale costituisca un obiettivo primario per il mantenimento del ruolo della città e delle sue funzioni pregiate.

La formazione del capitale umano e un’offerta sempre più coerente con le esigenze del mondo dell’economia e del lavoro rappresentano infatti un elemento strategico per lo sviluppo e la crescita della città e del territorio. 

In un mondo globalizzato le competenze linguistiche sono fondamentali. Affiancarle poi ai corsi di amministrazione, finanza e marketing, sistemi informativi aziendali e relazioni internazionali per il marketing, così come dalla proposta originaria dell’Istituto tecnico di Chiavari, avrebbe rappresentato un formidabile elemento di modernità ed eccellenza nella comunità degli studi chiavarese. 

Così non è avvenuto per l’incredibile assenza di impegno e di peso politico della Giunta Di Capua, che non ha saputo controbattere alla strenua opposizione di Rapallo e del suo ceto politico al lancio del nuovo liceo a Chiavari, che proprio perché abbinato a studi di economia avrebbe minacciato l’esistente liceo Davigo, dotato di una impostazione tradizionale classica. Insomma, Rapallo temeva che per il suo liceo si chiudesse un importante flusso di studenti dal chiavarese e si è (fin troppo) battuta per conservarlo. 

Nonostante la Città Metropolitana avesse espresso il suo consenso per il progetto, richiestissimo dalle famiglie del Tigullio Centrale e delle vallate specie dopo la chiusura del privato Santa Marta, la Regione Liguria, evidentemente convinta dal peso dei politici di Rapallo, ha bocciato il progetto con la risibile motivazione che non è opportuno costruire sovrapposizioni di indirizzi di studio all’interno del medesimo distretto formativo. Questo nonostante, come si è visto, l’indirizzo proposto da Chiavari avesse un orientamento più economico e quindi non del tutto sovrapponibile a quello di Rapallo, e nonostante la richiesta a Chiavari fosse stata tale da far prevedere la costituzione addirittura di due classi. 

Una civica amministrazione che si rispetti, di un comune importante e ricco di tradizione come quello di Chiavari, avrebbe dovuto dare battaglia e difendere la sua prerogativa di città degli studi e l’iniziativa proposta dal suo Istituto Tecnico.
E invece niente. Confermando la sua assenza di visione, l’amministrazione Di Capua ha risposto con balbettii imbarazzati, nessuna capacità di iniziativa politica, isolamento e sconfitta.
Fino al grottesco di questi ultimi giorni, nei quali non si riescono neanche a trovare 4 o 5 aule per una succursale chiavarese del liceo Davigo. 

E alle almeno trenta o quaranta famiglie che avevano iscritto i figli alle due classi del linguistico chiavarese, cosa verrà risposto? 

31 Gennaio 2019