Riqualificare la piscina del Lido: il progetto c’è. Palazzo Bianco troverà pure gli investitori?
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Riqualificare la piscina del Lido: il progetto c’è. Palazzo Bianco troverà pure gli investitori?

(r.p.l.) Uno dei buchi neri più neri di Chiavari si chiama piscina del Lido. Da tanto, ormai troppo tempo, quella splendida vasca olimpionica a ridosso del mare, dentro uno spazio ampio e di notevole rilievo anche dal punto di vista storico e naturalistico, è un monumento al degrado, alla desolazione, alla tristezza.

I chiavaresi ricordano con affetto e nostalgia la ‘loro’ piscina. Vi passavano intere estati, prima che ogni cosa andasse in malora. Le amministrazioni comunali che si sono succedute hanno sempre avuto, come obiettivo, quello di riqualificare la zona. Ma senza mai riuscirci concretamente.

Ora, l’intento lo ha espresso nei giorni scorsi l’attuale sindaco, Marco Di Capua. I progetti ci sono, le idee e la buona volontà pure. Quello che manca sono, probabilmente, i soldi. E non è un particolare di secondaria rilevanza, anzi.

Ad ogni modo, che si torni, regolarmente, a parlare dell’impianto del Lido – e non solo per la collocazione o meno di un depuratore – è un fattore positivo. Ma mentre di questa operazione è chiaro il ‘che cosa’, assai più difficile è comprendere il ‘come’. Per quale strada si potrà intraprendere la riqualificazione? Chi sarà disposto a investire una cifra assai ingente? Ci saranno soggetti che vorranno occuparsi della gestione?

Il sindaco e il suo gruppo Avanti Chiavari, come pure diversi organi d’informazione, hanno dato la notizia dell’intenzione, da parte di Palazzo Bianco, di riprendere in mano il progetto del Lido. Di Capua si è pure sbilanciato sulle date. Azzardo o realtà? Sarà il tempo a dirlo, ma intanto un approfondimento è necessario.

A partire proprio dalle parole del primo cittadino. La sede è stata quella della Chiavari Nuoto. L’occasione, la presentazione al pubblico della prima squadra di pallanuoto per la stagione 2018/2019. “Con lo spostamento del depuratore nella parte più a mare della Colmata, la zona della piscina del Lido ritorna nella piena disponibilità del Comune di Chiavari. Abbiamo un progetto preliminare per il rifacimento della vasca olimpionica (quello redatto dalla società Lido Blu, nella foto in basso uno dei render). Entro il 2019, contiamo di arrivare al definitivo e, se possibile, anche all’esecutivo, in modo da partire con i lavori nel 2020”.

È un impegno preciso, quello del sindaco. Ma sulla base di quali quantificazioni economiche? Quanto costerà il progetto definitivo? Detto questo, il nodo sarà pure trovare il soggetto interessato, se è vero, come riferito da Di Capua, che la piscina “resterà aperta e quindi fruibile per quattro mesi all’anno”.
Si tratta di un investimento sostenibile, considerato l’utilizzo relativo nell’arco dei dodici mesi? Mantenere una piscina olimpionica non è uno scherzo. Basteranno quattro mesi all’anno per starci dentro? Di Capua indica una possibile via: “La soluzione – afferma – potrebbe essere quella di mettere a gara la gestione della piscina insieme a quella dello stabilimento. Anche perché le due cose sono sempre state collegate. Chi veniva ai Bagni Lido, poi andava a fare il bagno nella piscina. E stiamo parlando di uno stabilimento di assoluto pregio. Noi comunque andiamo avanti con la progettazione, questo è un impegno che ci siamo presi e che vogliamo mantenere”.

Se fosse passato il progetto del depuratore interrato al Lido, Iren, secondo quanto disse l’ex sindaco Roberto Levaggi in campagna elettorale, si sarebbe presa l’impegno di “riqualificare, a sue spese, la piscina olimpionica e anche quella adiacente, lunga 25 metri. Due lavori che, per il Comune, sarebbe impossibile completare con le proprie risorse”. La buona volontà dell’amministrazione Di Capua c’è. Resta da vedere se sarà supportata da un’effettiva possibilità di azione.

Intanto, anche sulla piscina di largo Pessagno ci sono progetti di riqualificazione. Se ne occupano l’architetto Luca Petrucci, l’ingegnere Alberto Sanguineti e l’architetto Gianluca Solari. Il progetto originario appartiene invece all’architetto Isabella Lagomarsino, personaggio molto noto in città e da sempre sostenitrice delle amministrazioni Agostino e, ora, Di Capua-Segalerba.

Ma si tratta di un impianto che, sin da subito, ha rivelato le sue pecche. I correttivi previsti adesso riguardano: l’installazione di un cogeneratore per la produzione di energia elettrica, insieme ad altre soluzioni impiantistiche per la regolazione della temperatura dell’acqua e per l’involucro esterno. Anche la facciata dovrebbe avere un nuovo aspetto, con pannelli in vetro fotovoltaico, in modo da poter produrre il più possibile l’energia elettrica necessaria per il funzionamento dell’intero complesso. Da rivedere completamente pure il controsoffitto e l’impianto di aerazione. Lavori già eseguiti nel 2016, con l’amministrazione Levaggi e Sandro Garibaldi assessore ai Lavori Pubblici, per un importo di centomila euro. Ma che, evidentemente, non sono bastati.

L’intervento futuro previsto da Palazzo Bianco si aggira su un costo di un milione di euro. L’amministrazione comunale contava di poter accedere a un finanziamento da parte della Regione Liguria ma, contrariamente a quanto annunciato a tutta pagina dal quotidiano locale nell’edizione di lunedì scorso, questo non sarà possibile.

“Siamo venuti a sapere – spiega il sindaco – che la Regione può finanziare solo un progetto per volta. Noi ne avevamo due. Oltre alla piscina, anche il commissariato di corso Brizzolara. Porteremo avanti il bando per il commissariato, mentre per la piscina speriamo di poter accedere a qualche altro bando, anche l’anno prossimo. Altrimenti, potremmo andare avanti per lotti successivi, utilizzando la sola finanza comunale”.

Il nodo è la dovuta convergenza tra annunci, impegno e possibilità economiche. Un equilibrio non sempre facile da mantenere. Soprattutto per chi fa politica.

24 Gennaio 2019